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Barton Group

Parli per due ore con Mauro Bartolini, che con il fratello Silvano oltre 30 anni fa (era il 1988) creò il primo nucleo di quello che sarebbe poi diventato Barton Group, e ne esci un po’ frastornato. Perché tocchi con mano il ‘cuore’ di un’azienda che sa di Rinascimento (che su Perugia, e più in generale in questa fetta di territorio dell’Italia centrale, ha inciso profondamente sedimentando visioni, modi di essere, valori), di innovazione spinta coniugata e anzi alimentata da radici profonde, di protagonismo dell’uomo che fa e lo fa aumentando la cifra della sua umanità, avendo sullo sfondo la ‘mission’ di fare cose belle, che migliorano l’umanità e il suo benessere non solo economico.
Mentre l’intervista scorre mi viene in mente una frase di Leonardo Da Vinci: Una volta aver provata l’ebrezza del volo, quando sarai di nuovo coi piedi per terra continuerai a guardare il cielo
Un volo, quello di Barton Group, che inizia nel 1988 nel mondo delle Tlc, grazie alla sinergia con Telecom e Tim. Con la forza imprenditoriale trainante che è stata ed è quella, nel settore Tlc come negli altri (energia con ‘B-On’ ed ottica con ‘Claro’) in cui il Gruppo ha poi diversificato l’attività, di fornire quotidianamente a privati, aziende e liberi professionisti i più moderni servizi di comunicazione ed una soluzione energetica chiara, trasparente e vicina alle singole necessità. E lo fa grazie alle migliori tecnologie, che assicurino in qualsiasi momento la massima affidabilità e qualità, ma soprattutto facendolo con determinazione, competenza e con una visione chiara delle soluzioni più efficaci. Oggi Barton Group è una bella realtà, diffusa dal Piemonte alla Campania, che conta 360 collaboratori e che quest’anno supererà i 30 milioni di euro di fatturato complessivo. Una realtà per la quale essere un “team affiatato” non è sufficiente e che vuole essere di più: “Vogliamo essere la risposta alla richiesta di servizi di altissima qualità”.
E che, dando consistenza tangibile alla sua ‘visione’ di impresa come contribuito per una vita migliore di tutti (esattamente come nel Rinascimento, tanto che le nostre città sono piene di opere belle costruite spesso dagli imprenditori di allora, la cui fortuna diventava la fortuna di un territorio perché sentivano il dovere civile e morale del bene comune), ha realizzato a Perugia, nel polmone verde della città a Pian di Massiano, il ‘Barton Park’. Un prezioso tassello che non è solo la sede del Gruppo Barton, ma uno spazio verde davvero unico che, in linea con la filosofia aziendale, viene condiviso con chi ne voglia godere, vivendolo insieme, aperto a tutti, progettato con particolare attenzione per l’ambiente e la qualità della vita, integrando natura e innovazione tecnologica. Il parco è un’oasi di 3 ettari di terreno che ospita oltre 5mila piante, tra alberi ad alto fusto, fiori e vegetazione lacustre, tutte specie autoctone scelte per riprodurre al meglio il paesaggio circostante. Questa ricca vegetazione fa da cornice ad un percorso pedonale di oltre 1.200 metri completamente libero da barriere architettoniche, che si snoda tra dune, prati e boschetti, il tutto con musica diffusa in sottofondo.
È inoltre dotato di un teatro e un’arena per ospitare piccoli e grandi eventi, ma anche di un laghetto ricco di fauna e flora, e tanto altro ancora.  Una struttura che, quando è stata inaugurata, ha colpito subito e destato stupore, diventando notizia. Perché non è nata per caso, è fondata su una ‘vision’ e una ‘mission’ e quindi suona ‘piena’ e ‘calda’.

 
Dottor Bartolini, partiamo dal ‘Barton Park’, che a mio modo di vedere esprime bene lo spirito del vostro Gruppo. Lei ha affermato che è basato su due filosofie.
La filosofia di fondo è semplice, ma allo stesso tempo complessa. Nel senso che siamo voluti tornare alla storia dell’imprenditoria. La doppia filosofia che sta alla base di Barton Park è di regalare uno spazio lavorativo di altissima qualità ai nostri collaboratori, all’aria aperta, con uffici, sale riunioni, punti di incontro, punti di conversazione, e allo stesso tempo di regalare la fruibilità di questo parco all’intera cittadinanza. E quindi, per usare un termine moderno, è un marketing nuovo che guarda però al passato. La nostra idea era quella di vedere nonni, nonne, genitori con i loro figli passeggiare all’interno di questo parco, così che possano dire ‘andiamo al Barton Park a regalarci un po’ di relax’

Ed è anche un ‘Green Business Center’…
Sì, un luogo che facilita relazioni e business, la destinazione ideale per organizzare meeting, corsi di formazione, laboratori e conferenze, equipaggiato con tutta la tecnologia di ultima generazione necessaria per eventi di successo. Il nostro obiettivo è quello di ospitare altre realtà imprenditoriali per favorire la contaminazione imprenditoriale, tra i frutti più preziosi del Barton Park. A disposizione ci sono sale riunioni dotate di strumenti all’avanguardia, spazi espositivi, ristorazione e tanto altro; il tutto splendidamente affacciato nel parco dove poter vivere la natura nei rigeneranti coffee break.

 
Veniamo al Gruppo in sé e per sé. Qual è la sua vision?
Continuare a crescere, continuare ad investire, ma soprattutto continuare a diversificare i servizi e i settori da gestire e da proporre ai clienti sulla base di tre valori che ci ispirano: sostenibilità, eticità, lealtà. Su queste basi siamo cresciuti e ci siamo diversificati, ponendoci sempre la stessa domanda: ‘perché le persone dovrebbero scegliere noi e non altri? E dando le risposte più avanzate in termini tecnologici all’insegna della ‘total quality’: ogni aspetto del servizio che offriamo, dalla vendita al post-vendita, viene sempre curato con la massima diligenza ed attenzione alla qualità. Non solo, ma ci siamo sempre posti l’obiettivo della massima personalizzazione del servizio: i nostri consulenti, adeguatamente formati e costantemente aggiornati, sono infatti abituati a lavorare in ottica ‘problem solving’, con l’obiettivo di soddisfare le specifiche esigenze di chi ogni giorno comunica, per lavoro o per altro.

 
Quali sono le aree geografiche in cui operate?
Copriamo in maniera puntuale gran parte del territorio nazionale, fornendo un servizio di assistenza qualificata attraverso le nostre sedi operative locali. Ogni zona ha uno staff dedicato a cui ci si può rivolgere.

 
La vostra affermazione avviene nel campo delle comunicazioni grazie a una grande qualità del servizio, alla sua capacità di personalizzare le soluzioni di comunicazioni per privati, professionisti ed imprese. Ma poi avete anche diversificato, ad esempio nell’energia. C’è un ‘fil rouge’ che lega la vostra attività nelle comunicazioni con i settori in cui avete finora diversificato (energia ed ottica)?
Il ‘fil rouge’ è immediato per quanto riguarda l’energia, perché pensiamo che sia in atto, a grande velocità, una convergenza del vasto mondo delle ‘utility’. Un processo di convergenza, per capirci, come quello che ha caratterizzato il fisso-mobile nella telefonia. Il tutto in un quadro in cui molto è destinato a cambiare e in tempi piuttosto brevi. Il 5G spalancherà le porte, già aperte, alla robotica, alla domotica, ossia all’intelligenza artificiale, sia per l’area ‘consumer’ che per quella ‘business’. È il passaggio al cosiddetto ‘internet delle cose’. Entro cinque anni avremo una tecnologia sempre più penetrante. Quello che abbiamo visto finora sarà nulla e cambierà i parametri della vita quotidiana in molti campi, mutando abitudini e comportamenti. Basti pensare, solo per fare un semplice esempio, che a distanza diventerà normale gestire gran parte delle attività della casa, dal riscaldamento razionale alla gestione del frigorifero e così via. E si pensi alla rivoluzione che è pronta ad esplodere nella mobilità, con le auto elettriche e ‘intelligenti’ fino a quelle senza guidatore, in un contesto sempre più ‘smart’ e sostenibile, a cominciare dalle ‘smart city’. Noi ci siamo sempre fatti trovare pronti, con le soluzioni più avanzate, alle convergenze del passato (si pensi a quella fisso-mobile) e siamo pronti per quelle del futuro, peraltro piuttosto immediato.

Anche dietro il vostro sbarco nell’energia appare esserci una filosofia.
Oltre alla convergenza del mondo delle utility di cui le dicevo, il nostro posizionamento in luce e gas va a colmare spazi che oggi non sono adeguatamente presidiati. La nostra b-on luce-gas vuole essere parte attiva per una società più civile, etica e rispettosa dei singoli individui e soprattutto dell’ambiente che li circonda. Per rispettare questi parametri aziendali ci vuole un’energia top-green: infatti è interamente prodotta da fonti rinnovabili perché, oltre che garantire un servizio ottimo e competitivo, vuole guardare, per dirla alla Barton, ‘all’anima e al cuore della qualità’. D’altronde uno sviluppo sostenibile è imprescindibile.

 
E Claro, che vi ha permesso la diversificazione nell’ottica di qualità?
Una start-up interessante che aveva catalizzato la nostra attenzione. Siamo entrati dopo che aveva realizzato la fase di start-up e abbiamo posto le condizioni del suo balzo in avanti, basato sulla grande qualità e sulla forte personalizzazione del servizio. Siamo molto soddisfatti anche di questo investimento, che mi sembra destinato a portare frutti importanti.

 
Per ultimo, la sfida prossima ventura di Barton Group.
Attraverso una formazione professionale specifica e qualificata vogliamo valorizzare i talenti che ci sono in azienda per aumentare e ampliare, nelle varie aree, le deleghe loro assegnate. L’obiettivo è aumentare il ruolo dei giovani talenti in chiave manageriale, attuando così una nuova fase di sviluppo.

 
Un passaggio da ‘Family Company’ a ‘Management Company’?
Certamente una maggiore managerializzazione, ma non porrei la questione in termini alternativi. Fiat, Ferrero, Mapei, solo per fare alcuni nomi prestigiosi dell’impresa italiana, sono esempi di ‘Family Company’ managerializzate. La questione, in altre parole, è abbinare alle virtù della Family Company, che di virtù ne ha molte e che ha permesso a Barton Group di raggiungere i risultati di cui ho parlato, quelle di una managerializzazione più spinta per affrontare le nuove sfide. Si tratta di un’evoluzione della Family Company, non di un’alternativa ad essa.







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