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Ops Unicredt, scontro Consob-governo: Savona minaccia le dimissioni

- di: Matteo Borrelli
 
Ops Unicredt, scontro Consob-governo: Savona minaccia le dimissioni
Il presidente dell’Authority replica alle critiche: “Abbiamo applicato la legge”. Banco BPM e UniCredit pronte a ricorrere al TAR. 
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La sospensione dell’Ops UniCredit-Banco BPM: una decisione controversa
Il 22 maggio 2025 la Consob ha deliberato la sospensione per 30 giorni dell’Offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da UniCredit su Banco BPM. La decisione, motivata dalla necessità di tutelare la trasparenza del mercato e gli investitori in un contesto di incertezza, ha suscitato reazioni contrastanti. 
Il presidente della Consob, Paolo Savona (foto), ha sottolineato che la scelta è stata presa in modo collegiale, coinvolgendo gli uffici legali e quelli preposti alla trasparenza del mercato. “Abbiamo applicato la legge”, ha dichiarato Savona durante il Festival dell’Economia di Trento, aggiungendo che in situazioni di incertezza è doveroso concedere tempo al mercato per chiarire le informazioni disponibili.

Le reazioni di Banco BPM e UniCredit
Banco BPM ha definito la sospensione “abnorme” e “in contrasto con la prassi” della stessa Consob, annunciando l’intenzione di presentare ricorso al TAR per tutelare gli interessi dei propri azionisti.
UniCredit, dal canto suo, ha ottenuto la sospensione per contestare le condizioni imposte dal governo italiano attraverso il meccanismo del “golden power”. Tra queste, la richiesta di cessare le operazioni in Russia entro gennaio 2026 e di mantenere per cinque anni il rapporto prestiti/depositi di Banco BPM, superiore a quello di UniCredit. 
Il CEO di UniCredit, Andrea Orcel, ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso al TAR del Lazio contro le condizioni imposte, sostenendo che esse siano irrealizzabili nelle forme attuali.

La posizione del governo e le tensioni istituzionali
Il governo italiano, attraverso il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Federico Freni, ha difeso l’uso del “golden power” come strumento essenziale per la tutela dell’interesse nazionale. Freni ha affermato che il provvedimento è stato strutturato con convinzione e che la Consob è un’autorità indipendente, la cui autonomia e valutazione sono rispettate.
Tuttavia, le critiche provenienti da alcuni esponenti della maggioranza di governo hanno portato Savona a dichiarare la propria disponibilità a lasciare l’incarico se non più gradito, sottolineando che “finché sono gradito resto, sennò vado via”.

Le implicazioni per il sistema finanziario italiano
La vicenda evidenzia le tensioni tra le autorità di vigilanza e il governo in materia di operazioni straordinarie nel settore bancario. La sospensione dell’Ops e le condizioni imposte dal governo potrebbero influenzare le dinamiche di consolidamento bancario in Italia, con potenziali ripercussioni sulla competitività e sulla stabilità del sistema finanziario.
Inoltre, la situazione solleva interrogativi sull’equilibrio tra l’autonomia delle autorità di vigilanza e l’intervento governativo in operazioni di mercato, nonché sull’efficacia degli strumenti normativi disponibili per gestire tali situazioni complesse.

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