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Azioni asiatiche in flessione per dazi Usa e attese Rba

- di: Jole Rosati
 
Azioni asiatiche in flessione per dazi Usa e attese Rba
Pressione da Trump sui BRICS e sguardo fisso sul taglio tassi australiani: i mercati balbettano.

Mercati asiatici sui carboni?

Lunedì le principali borse asiatiche hanno aperto in leggero calo dopo l’annuncio del presidente Trump: sarà inviato a partire da oggi, lunedì 7 luglio, un preavviso di dazio aggiuntivo del 10 % nei confronti dei paesi BRICS considerati “anti-americani”. L’applicazione scatterà il 1° agosto, estendendo il provvedimento già ritardato dal 9 luglio.

Nonostante la norma nasconda ancora molti dettagli, i mercati hanno reagito con sospetto. I futures sull’S&P 500 hanno perso lo 0,3–0,4 % durante l’apertura asiatica. Di conseguenza, il Nikkei ha ceduto circa lo 0,5 %, lo stesso ribasso segnalato dallo Shanghai CSI 300 e dall’Hang Seng.

In India, i future sul Nifty 50 hanno invertito i guadagni iniziali e sono tornati in terreno negativo. Debole anche la rupia, attesa tra 85,48 e 85,52 rispetto al dollaro.

“Anti americani”? Politica dazi resa ibrida

Trump ha specificato che l’ulteriore tassazione sanzionerà chi “si allinea alle politiche anti USA dei BRICS”, senza eccezioni. Al vertice tenutosi a Rio, il gruppo ha censurato le misure unilaterali e richiamato il rispetto delle regole WTO.

Vige un clima di frizione crescente, mentre alcuni paesi BRICS (tra cui Cina e India) stanno già negoziando mini accordi con Washington.

Cina: stimoli soft ma ombra di dazi

Nonostante Pechino abbia ridotto alcuni controlli alle esportazioni e annunciato misure di stimolo, la reazione dei mercati è rimasta contenuta. L’outsider Yuan offshore ha perso quota, toccando 7,17 per USD.

In Australia, occhivoli alla battuta d’arresto?

L’ASX 200 ha registrato un calo dello 0,1 %, in attesa della decisione della RBA dell’8 luglio, quando si prevede un nuovo taglio di 25 punti base al 3,60 %.

Quella di luglio sarà la terza riduzione in pochi mesi (dopo maggio e febbraio); gli indici di inflazione (CPI 2,1 %, trimmed mean 2,4 %) hanno aperto la strada ai banchieri centrali.

Secondo la ABC, il taglio sarà quasi certo, ma alcuni analisti, come quelli di Bank of America, mettono in dubbio la portata dell’allentamento, definendolo “non scontato”.

Quanto alle conseguenze: i proprietari di case australiani risparmierebbero circa 90–120 $/mese su mutui da 500–600k $, ma un eventuale rialzo dei prezzi immobiliari potrebbe controbilanciare i benefici. L’RBA rimane però concentrata su crescita e occupazione, lasciando alla politica fiscale il compito di alleggerire le disuguaglianze.

Instabilità in vista

  • Shock tariffario USA BRICS: l’annuncio di Trump ha ricordato che le tensioni commerciali globali restano il catalizzatore principale di volatilità. L’incertezza pesa sulle valute emergenti e sugli indici asiatici.
  • RBA sotto la lente: in un mondo sempre più incerto, l’Australia prova a stimolare l’economia, ma rischia di far sobbalzare il mercato immobiliare e di comprimere i rendimenti dei savers.
  • Outlook: se effettivamente i dazi saranno applicati e l’RBA taglierà, l’Asia potrebbe dover fronteggiare un mix di liquidità e restrizioni, con occhi puntati anche alle contromisure antitariffarie del fronte BRICS.
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