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Asia spinge sui massimi, oro vicino ai record e dollaro in calo

- di: Matteo Borrelli
 
Asia spinge sui massimi, oro vicino ai record e dollaro in calo
Asia spinge sui massimi, oro vicino ai record e dollaro in calo
Tokyo e Hong Kong trascinano, la Cina resta sopra 4.000: petrolio giù e futures Europa in verde

L’Asia archivia una seduta dal tono euforico, con gli indici azionari in scia al rimbalzo di Wall Street e con un mix di fattori che, fin qui, sta premiando il rischio: tecnologia, industria e banche davanti a tutti. Sullo sfondo resta la geopolitica (con gli sviluppi in Venezuela a muovere titoli energetici e narrativa sulle materie prime), ma il mercato sembra scegliere la lettura “costruttiva”: "Nel breve non c’è una vera ansia da shock geopolitico: quando l’appetito per il rischio riparte, i beni rifugio perdono trazione e il dollaro si indebolisce"

 Chiusure in Asia-Pacifico: rally diffuso, record in serie 

 Di seguito le chiusure e gli ultimi livelli disponibili per i principali listini dell’area (con evidenza sui mercati che hanno aggiornato i valori nella seduta del 6 gennaio). 

  •  Tokyo (Nikkei 225): 52.479,84 (+1,25%). 
  •  Hong Kong (Hang Seng): 26.815,75 (+1,8%).
  • Cina (Shanghai Composite): 4.069,38 (+1,1%).
  • Corea del Sud (Kospi): 4.495,49 (+0,8%).
  • Australia (S&P/ASX 200): 8.697,10 (-0,4%).
  • Taiwan (Taiex): seduta positiva (+1,2%); tecnologia in spinta e soglia dei 30.000 punti sotto osservazione.
  • Singapore (Straits Times Index): ultimo close disponibile 4.680,50 (+0,5% nella seduta precedente); il mercato ha testato nuovi massimi in avvio di settimana.
  • Indonesia (Jakarta Composite): ultimo close disponibile 8.859,19; avvio di seduta sui massimi storici in area 8.890.
  • India (Mumbai): Sensex 85.439,6 (-0,4%) e Nifty 26.250,30 (-0,3%) nell’ultima chiusura disponibile; in apertura di seduta successiva clima più cauto.

Il filo rosso è la rotazione verso ciclici e megacap “growth” quando il mercato percepisce che i tassi, anche se ancora alti, potrebbero imboccare una traiettoria di graduale allentamento. In parallelo, l’idea che le tensioni politiche non si traducano subito in uno shock su offerta e scambi aiuta la “risk-on” a restare in carreggiata.

Valute: biglietto verde in ritirata, euro e sterlina più forti

Sul mercato dei cambi il dollaro scivola per la seconda seduta, con l’indice che misura la forza del biglietto verde contro un paniere di valute principali in area 98,2. L’euro si mantiene sopra 1,17 contro dollaro, mentre lo yen guadagna marginalmente con il cross in area 156.

  • Dollar index: 98,216 (in calo di circa 0,2%).
  • Euro/dollaro: 1,1737 (in lieve rialzo).
  • Sterlina/dollaro: 1,3562 (in rialzo di circa 0,2%).
  • Dollaro/yen: 156,255 (in lieve calo).
  • Dollaro/yuan offshore: 6,9769 (in lieve calo).
  • Aussie: 0,6724 (ai massimi di una settimana); Kiwi: 0,5798.

Il mercato continua a pesare la combinazione tra dati macro statunitensi meno convincenti e toni più “morbidi” da parte di alcuni esponenti della Federal Reserve. In una frase: "I numeri macro riportano l’attenzione sui fondamentali e tengono vive le aspettative di un allentamento".

Materie prime: petrolio giù, gas europeo in calo, oro resta altissimo

Le commodities si muovono su un doppio binario. Da un lato l’energia, dove prevale la lettura di abbondanza di offerta (e l’idea che un eventuale recupero della produzione venezuelana richieda tempo). Dall’altro i metalli, con l’oro che resta su livelli elevatissimi e il rame tornato a strappare verso nuovi record, alimentato dal tema “elettrificazione + AI + supply stretta”.

  • Brent: 61,62 dollari al barile (in lieve calo).
  • WTI: 58,13 dollari al barile (in lieve calo).
  • Gas naturale europeo (TTF): area 27,4–27,6 euro/MWh (seduta precedente in forte flessione).
  • Oro spot: 4.469,96 dollari l’oncia (in rialzo); resta vicino ai massimi storici recenti.
  • Argento: in accelerazione, ancora su livelli elevati dopo l’impennata di inizio anno.
  • Rame: record e tensione sulle forniture; il mercato guarda deficit potenziali e investimenti in nuove miniere.

Sul fronte oro, il messaggio che arriva è chiaro: non basta un “risk-on” azionario per sgonfiare i beni rifugio quando i tassi attesi scendono e la geopolitica resta un rumore di fondo. "Siamo in una settimana chiave e il mercato aspetta il dato sul lavoro: è lì che si ricalibra la traiettoria dei tagli".

 

Futures Europa: indicazioni in rialzo prima dell’apertura

Il termometro per l’Europa resta orientato al positivo, in continuità con l’avvio d’anno su livelli record dei listini continentali. Le indicazioni di pre-mercato mostrano un’apertura attesa in lieve rialzo, con i contratti sull’Eurozona che si muovono sopra quota 5.900.

  • Euro Stoxx 50 futures: 5.949 (+0,13%).
  • DAX futures: 25.063,3 (+0,25%).
  • FTSE 100 futures: 10.039,5 (+0,36%).
  • CAC 40 futures: ultimo settlement disponibile 8.221,5 (+0,24%); indicazioni di avvio in rialzo.

Il mercato europeo resta sostenuto da tre leve: tecnologia, difesa e materie prime. Il quadro dei tassi (con la prospettiva di tagli nel corso dell’anno, se la crescita rallenta senza riaccendere l’inflazione) continua a fare da cuscinetto alle valutazioni.

Cosa guardano gli operatori nelle prossime ore

  • Macro USA: dati su servizi e lavoro, decisivi per le aspettative sui tassi.
  • Energia: evoluzione delle decisioni su sanzioni e investimenti in Venezuela; impatto potenziale sulla produzione nel medio periodo.
  • Metalli: rame e preziosi restano un “terminale” di domanda strutturale (reti, elettrico, data center) e copertura dal rischio.
  • Asia: prosecuzione della rotazione su tech e industriali, con attenzione ai record su Taiwan, Corea e Hong Kong.

Il quadro: seduta asiatica tonica, dollaro in arretramento, oro ancora in quota e petrolio che ritraccia dopo lo strappo iniziale. L’Europa si prepara ad aprire con futures in lieve rialzo, ma con un’agenda macro che può cambiare l’umore in poche ore.

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