Putin: dalla Kommunalka al Cremlino

- di: Barbara Leone
 
Ninna nanna, tu nun senti li sospiri e li lamenti de la gente che se scanna per un matto che commanna… 
Riecheggiano come bombe nell’anima questi versi di Trilussa. E come una nenia funebre s’insinuano tra le macerie, il sangue e la disperazione di una guerra a cui assistiamo impotenti e scioccati. E che ha un deus ex machina, ma al negativo: Vladimir Putin. Nell’incredulità e nel caos che regnano sovrani ne scrutiamo il gelido sguardo, scandagliando gesti, smorfie, dettagli. Ci pare così imperscrutabile ed imperturbabile, privo di qualsivoglia emozione o sussulto. Eppure anche lui sarà stato un bambino, con gli stessi occhi limpidi di quei bambini che ora scappano dalla guerra che lui ha scatenato. Magari ci giocava pure a fare la guerra, ma con i soldatini di latta e i carri armati fatti con le scatole dei biscotti. Ma chi è questo matto che comanna e che oggi tiene sul filo del rasoio il mondo intero? Cosa sappiamo di lui? 

Putin: La vita privata

Leggenda narra addirittura che sia di origini italiane. Se ne parla da tempo, da quando vent’anni fa il popolare quotidiano Moskovskij Komsomolets ne diede notizia sostenendo che i suoi discendenti provenissero dalla provincia di Vicenza, e più precisamente da Costa Bissara. Effettivamente in quella zona ci sono diverse famiglie col cognome Putin, che però in Veneto si pronuncia con l’accento sulla “i” ed in dialetto significa bambino piccolo. Secondo il giornale moscovita alla fine dell’Ottocento un gruppo di Putìn si trasferì in Russia per costruire la Transiberiana, mentre altri suoi presunti parenti raggiunsero l’antica capitale russa vendendo paioli da polenta. Peccato che anche in Francia c’è un Putìn, sempre con l’accento alla vicentina, che sembra discendere da un suddito della Prima repubblica che si chiamava Putiniér. Insomma, con ogni probabilità l’ex spia del Kgb salita sul trono degli zar non ha un cognome russo e i suoi avi forse sono occidentali. 

Albero genealogico a parte, le biografie ufficiali ci dicono che Vladimir Putin nasce a Leningrado, oggi San Pietroburgo, nel 1952 da una famiglia di origini umilissime. Il nonno lavorò come cuoco in una dacia al servizio di Lenin e Stalin, mentre il padre faceva il sommergibilista e la madre l’operaia. A lei Vladimir era legatissimo, tant’è vero che ancor oggi porta al collo la collanina con la croce che gli regalò quando lo fece battezzare di nascosto dal padre, che era ateo. La sua infanzia vissuta all’interno di una Kommunalka, che erano abitazioni condivise con degli estranei, non è stata certo delle più rosee: come testimoniano i suoi amici dell’epoca, in quegli squallidi cortili polverosi e affollati vigeva la legge del più forte. Tra scazzottate violente, sigarette di fortuna e vodka di pessima qualità il giovane Volodya (diminutivo di Vladimir) teneva però testa a tutti. Del resto una delle sue frasi più famose è: se la rissa è inevitabile colpisci per primo. Un insegnamento, questo, che a suo dire gli ha dato proprio la strada. Anche perché già da piccolo era affascinato dalle arti marziali, sebbene suo padre avesse tentato di inculcargli l’hobby della musica costringendolo a suonare (con scarsi risultati) la fisarmonica. Lui preferì il judo, da cui ha mutuato la tecnica del kuzishi, il movimento che porta a far perdere l’equilibrio fisico e mentale all’avversario per poi metterlo al tappeto. E nel dirlo, ci si gelano un po’ le vene ai polsi…

Del resto una delle sue frasi più famose è: se la rissa è inevitabile colpisci per primo

Della sua escalation dal Kgb al Cremlino sappiamo tutto ciò che ci è dato da sapere, come è ovvio che sia quando si parla di servizi segreti. Di sicuro aveva le idee chiare sin da ragazzino, dal momento che a soli 16 anni si presentò negli uffici del Kgb per essere arruolato. Naturalmente venne rispedito a casa perché era troppo piccolo, ma appena laureato in legge ci tornò e ci rimase. Il resto è storia. Molto meno si sa, invece, della sua vita privata. Risaputa è la sua nuotata mattutina nella piscina della blindatissima residenza nei pressi di Mosca, la passione per la Formula uno, l’hockey sul ghiaccio, le motociclette e la musica degli Abba. Da vero macho man, poi, s’immerge nei laghi ghiacciati, cavalca a torso nudo per le distese gelate della Siberia ed ha un debole per gli animali selvaggi. Ma anche per i cani: ne ha quattro, donati da diversi leader mondiali nei vari incontri diplomatici. Memorabile la volta in cui, nel 2007, con una punta di sadismo fece entrare nella stanza il suo grosso cane nero Koni durante la visita dell’allora Cancelliera Angela Merkel, notoriamente terrorizzata dalla sola vista dei cani.

Moglie e Figlie di Putin

Intorno alla sua vita sentimentale c’è una vera e propria cortina di ferro. Si sa che nel 1983 si sposa con Ljudmila Skrebneva, conosciuta quando lei studiava filologia spagnola all’Università di Leningrado. Dal matrimonio nascono due figlie: Marija Putina e Ekaterina Putina, che gli danno due nipoti. Nel giugno del 2013 la coppia decide di interrompere il matrimonio con un annuncio ufficiale. Il resto è gossip, più o meno attendibile. Pare che abbia avuto figli da diverse donne, ma le paternità non sono mai state confermate ufficialmente. Come quella della diciottenne Luiza, nata da una presunta relazione con la miliardaria Svetlana Krivonogikh alla fine degli anni Novanta. E poi c’è lei, Alina Kabaeva, ex ginnasta olimpionica, modella e politica, che gli avrebbe dato un numero imprecisato di figli: c’è chi dice due, chi tre e chi quattro. Insomma, intorno all’algido zar del Cremlino sono molte le voci e poche le certezze. Se non quella che ora è sempre più solo, e fa sempre più paura.
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