Intesa Sanpaolo, nasce in Puglia il laboratorio per progetti ESG e Blue Economy

- di: Barbara Bizzarri
 
Previsto un plafond di 500 milioni di euro destinato a investimenti in economia circolare e sostenibilità per le imprese del territorio in seguito alla nuova iniziativa che Intesa Sanpaolo, Srm Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, le Autorità di Sistema Portuali del Mar Ionio e dell’Adriatico Meridionale e Confindustria Puglia presenteranno il 25 luglio a Bari e il 26 luglio a Taranto. Il Laboratorio ESG è una iniziativa di Intesa Sanpaolo dedicata alle PMI che ambiscono a migliorare il proprio profilo di sostenibilità avviando la transizione verso obiettivi e investimenti di economia sostenibile e circolare. Si tratta di un intervento che per Intesa Sanpaolo rientra in un piano più ampio per assecondare gli investimenti legati al PNRR. Infatti, il tesoretto è finalizzato a stimolare gli investimenti in sostenibilità delle aziende del territorio della Direzione Regionale Basilicata, Puglia e Molise guidata da Alberto Pedroli. Il progetto si inserisce nell’ambito di Motore Italia, il programma strategico di Intesa Sanpaolo per favorire la liquidità e investimenti nella transizione sostenibile e digitale delle imprese.

In considerazione della rilevanza dei temi della sostenibilità ambientale e sociale per accrescere il valore della competitività delle PMI, Intesa Sanpaolo, oltre ad aver attivato un fondo di 8 miliardi di euro destinato a investimenti in circular economy, ha lanciato nel 2020 un plafond da 2 miliardi di euro per gli S-Loans, una linea specifica di finanziamenti volti a supportare le iniziative delle imprese verso la transizione sostenibile. In particolare, con garanzia SACE Green all’80%, è una iniziativa pensata per le PMI e le MID – Cap che intendono investire per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e ridurre il proprio impatto ambientale attraverso progetti di investimento ecologico.

A conferma di un quadro economico e sociale nel quale l’attenzione all’ambiente, la transizione verso un’economia digitalizzata e green diventano determinanti per il sistema manifatturiero, il Laboratorio ESG si pone come acceleratore per la crescita sostenibile delle PMI pugliesi e per la creazione di valore collettivo sociale e ambientale nella logica del più esteso coinvolgimento di imprese e di operatori volto alla realizzazione del PNRR. L’obiettivo è favorire e affiancare investimenti improcrastinabili e opportunità di crescita irrinunciabili nell’attuale fase di rilancio dell’economia italiana, combinando esigenze delle PMI con le competenze dei migliori.

Il Laboratorio ESG offre il know how necessario per sostenere le PMI pugliesi nell’iter richiesto, tramite partner d’eccellenza quali Circularity, la prima piattaforma di simbiosi industriale dedicata all’economia circolare in Italia; Nativa, la prima B Corp e Società Benefit in Europa e CE LAB, prodotto dalla fusione tra Innovation Center di Intesa Sanpaolo e Cariplo Factory per contribuire all’accelerazione del passaggio a modelli di economia circolare. Intesa Sanpaolo, inoltre, è Main Partner di FAROS, il programma della Rete Nazionale Acceleratori CDP dedicato all’innovazione portuale e alla lue Eeconomy, che si prefigge l’obiettivo di accompagnare le start-up selezionate nel loro percorso di crescita e sviluppo imprenditoriale.

“Per noi il tema portualità è strategico e importante: vogliamo incentivare gli investimenti e in questo ambito le ZES sono un'opportunità per attrarli, siano essi italiani o internazionali. Mettiamo a disposizione linee di finanziamento dedicate per promuovere gli investimenti produttivi nei porti. Con la nascita di questo Laboratorio Esg in Puglia, confermiamo e rafforziamo il sostegno al sistema produttivo del nostro territorio - spiega Alberto Pedroli, Direttore Regionale Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo – Per le imprese, nuovo credito e supporti operativi per accelerare la ripresa economica con un impegno orientato a un futuro sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale. In questo quadro di profonda trasformazione, il nostro Gruppo da qui al 2026 ha in programma un piano su scala nazionale di erogazioni a medio-lungo termine per oltre 410 miliardi di euro, di cui 120 destinati alle PMI, con i quali contribuire attivamente al rilancio del Paese in stretta correlazione con gli obiettivi del PNRR”. La Puglia si conferma di importanza fondamentale: da una ricerca curata da Srm, si rileva che la regione registra un valore aggiunto generato dai settori connessi all’economia del mare pari a 3,2 miliardi di euro, il 4,6% del totale del valore aggiunto prodotto dal territorio. Le imprese della blue economy nella regione sono quasi 18.000 e occupano circa 72.400 persone.

La Puglia, inoltre, ha un sistema produttivo legato al mezzo marittimo per trasportare i propri prodotti: il 53% dell’import-export della regione, pari a 8,2 miliardi di euro, viaggia via mare, mentre la media nazionale è del 36%. Le aree più collegate alla regione dall’import-export marittimo sono i paesi europei non appartenenti all’UE che concentrano una quota di scambi pari al 24% e a seguire Asia Orientale e Nord America, entrambi con una quota del 17%. Importante dunque la proiezione internazionale della regione verso destinazioni che richiedono collegamenti marittimi transoceanici. I porti della Puglia nel 2021 hanno vissuto un’importante fase di uscita dalla pandemia: hanno gestito 34,3 milioni di tonnellate di merci, di cui 16,8 ascrivibili all’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale (Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli) e 17,5 milioni all’Adsp del mar Ionio (Taranto).

“L'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio - Porto di Taranto incrementa l'azione tesa alla diffusione della cultura della sostenibilità supportando in tal senso le imprese dell'ecosistema portuale – dichiara Sergio Prete, Presidente dell’Autorità stessa -  e l'istituzione di un Laboratorio ESG a Taranto, in collaborazione con Intesa Sanpaolo ed altri partner istituzionali, si pone l'obiettivo di accompagnare le imprese verso target di inclusione sociale ed economia sostenibile, blu, digitale e circolare. L'iniziativa, che si integra perfettamente con le ulteriori progettualità di sviluppo innovativo e di accelerazione già in corso nel nostro porto, contribuirà a generare nuovi vantaggi competitivi con un impatto innovativo sul contesto portuale, economico, sociale ed ambientale derivato direttamente dalla crescita sostenibile delle imprese del nostro ecosistema". Con il nuovo piano d’impresa 2022-2025, Intesa Sanpaolo conferma la propria leadership per le tematiche ESG, destinando nuovo credito per 88 miliardi di euro a favore di green economy e transizione ecologica delle aziende strutturate e delle PMI. Ugo Patroni Griffi, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale, ha affermato:  

“La ZES interregionale Adriatica, i territori in essa circoscritti e, più in generale, le attività dei porti dell’Adriatico meridionale hanno un nuovo, determinante motore propulsivo: i Laboratori ESG di Intesa Sanpaolo. Nei sei porti del nostro sistema, in maniera itinerante e compenetrante, verranno sviluppati percorsi di studio, ricerca, analisi e confronto con l’obiettivo di offrire alle imprese sentieri sicuri, avveniristici e condivisi, attraverso i quali avviare la delicata fase della transizione sostenibile. Con il coordinamento e il sostegno di Intesa Sanpaolo, le esperienze e le azioni di supporto reciproco degli investitori professionali si fonderanno per avviare, partendo proprio dai porti, un nuovo modo di fare impresa che si traduce come un impegno non solo per ridurre il nostro impatto sul Pianeta, ma anche per aumentare il benessere sociale ed economico di tutto il territorio”.
Il Magazine
Italia Informa n° 4 - Luglio/Agosto 2022
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