Florida: il governatore Ron DeSantis dichiara guerra a Topolino

- di: Barbara Leone
 
Certo che la guerra è proprio un chiodo fisso per gli americani. Ora hanno deciso di farla pure a Topolino. A dichiararla è stato Ron DeSantis, ex militare italoamericano che dal 2019 governa la Florida. Un politico rabberciato, conservatorissimo e più trumpiano di Trump. Uno che si oppone all’aborto senza se e senza ma, anche in caso di stupro o incesto, ma contemporaneamente invoca il diritto di chiunque a possedere armi da fuoco e sparare alla come viene. Anche da lontano. Uno che, per dire, ha affermato che lui no, mica nega l’esistenza del cambiamento climatico. Ma non vuole neanche essere considerato come una persona che ci crede. Insomma, un tipetto tranquillo, ma soprattutto coerente e con le idee molto chiare. Da buon conservatore DeSantis ce l’ha ovviamente a morte con qualsivoglia discorso sull’identità di genere et similia. E’ proprio allergico all’argomento, non ne vuole sentire parlare. In sua presenza non pronunciate mai la parola gay perché diventa tutto paonazzo come una barbabietola, gli vengono violenti attacchi d’orticaria e pure la tachicardia. Insomma, gli parte l’embolo. E infatti ha firmato la famosa e controversa legge chiamata “Don’t say gay”, con cui vieta di affrontare nelle scuole pubbliche elementari il tema dell’orientamento sessuale. Ragion per cui se l’è legata al dito quando la Disney l’ha aspramente criticato per questo provvedimento a dir poco bislacco. Si è offeso proprio, ha messo un muso lungo che va da Miami fino a Capitol Hill. Con te, caro Topolino, non ci parlo più. E te la faccio pure pagare, nel vero senso della parola. 

E così, puntuale come le cambiali, è arrivato il biscottino… Al fiele, non al miele. Infatti il Congresso della Florida, ovviamente a maggioranza repubblicana, ha approvato il Disegno di legge che cancella il Reedy creek improvement district, un regime di autogoverno che la Company ha ottenuto dallo Stato della Florida nel 1967. In pratica un distretto fiscale, applicato al complesso di parchi di divertimento Disney World che si trova a sud-ovest di Orlando. Se verrà firmata dal governatore Ron DeSantis - avete dubbi? -, la legge entrerà in vigore il primo giugno del 2023. Una decisione, quella del Congresso, che costerà alla Disney una barca di dollari. Perché di fatto il Reedy creek improvement district dava alla Major il potere di imporre tasse, costruire strade e controllare i servizi pubblici sulle terre dei suoi parchi tematici. Il che vuol dire operare come un governo autonomo, con un proprio consiglio di supervisori, vigili del fuoco eccetera. Insomma, volendo la Disney avrebbe potuto tranquillamente costruire anche un proprio aeroporto. Il tutto risparmiando milioni e milioni di tasse. E difatti questo è uno dei principali motivi per cui aveva scelto di costruire i suoi parchi a tema proprio in Florida, dove è diventata il più grande datore di lavoro privato dello Stato con circa 80.000 dipendenti.

Il punto è che se fosse solo una questione di danari, di far pagare le giuste tasse a tutti se ne potrebbe anche parlare. Ma la verità è che trattasi di vera e propria ritorsione. Perché  DeSantis non ci sta. Non ci vuole proprio stare all’idea che qualcuno la pensi diversamente da lui. Manco se si chiama Topolino! E Dio non voglia che, come dicono, si candidi alle prossime Presidenziali. Con l’aria che tira potrebbe pure vincere. Ron DeSantis: quello che ha messo all’indice dei libri di algebra perché contenevano lezioni su come affrontare problemi complicati e non farsi prendere dallo sconforto. Quello che non vuol sentir parlare di apprendimento emotivo, perché lo studio è certezza e non si può tentennare. Quello che darebbe fuoco ai cartoni animati dove un elefante infonde fiducia ad un cerbiatto che ha paura di attraversare un ponte. O, peggio mi sento, dove una cagnolina si sente sola e, orrore degli orrori, cerca compagnia. Quanta smielata tenerezza, vero Ron? Ecco, forse uno così può diventare il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. E a quel punto non si salverebbero neanche Paperon de’ Paperoni e Qui Quo Qua.
 
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Italia Informa n° 5 - Settembre/Ottobre 2022
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