Bonus psicologo: un ristoro che fa acqua da tutte le parti

- di: Barbara Leone
 
Tripudio, giubilo, applausi e champagne. E’ l’effetto bonus psicologo, entrato nel Decreto Milleproroghe nella notte tra il 16 e il 17 febbraio scorsi. Ad annunciarlo, un cinguettio festante del deputato Pd Filippo Sensi che ha ringraziato il Governo per il lavoro fatto. La virata a favore del bonus, che nei mesi scorsi era stato escluso dalla Legge di Bilancio, ha immediatamente ringalluzzito i media che hanno pompato a mille la notizia definendola una delle misure più attese, un passo avanti decisivo, un atto di civiltà e sdilinquimenti vari. Peccato che l’acclamatissimo bonus faccia acqua da tutte le parti. 

A cominciare dai numeri. Le risorse messe a disposizione dal Governo, che inizialmente dovevano essere 50 milioni di euro, ammontano ora a 20 milioni di euro: 10 per potenziare le strutture pubbliche e 10 per coprire un ciclo di sedute da psicoterapeuti privati. Sì, in capa a loro. Perché i ristori (che indigesta parola) arrivano ad un massimo di 600 euro a persona all’anno. Ammettiamo che ogni seduta dallo psicologo costi 60 euro (ma costa molto di più), stiamo parlando di una somma che va a coprire dieci sedute scarse. Praticamente due mesi e mezzo di psicoterapia andandoci una volta a settimana. Ora, chiunque abbia fatto un percorso di questo genere sa benissimo che due mesi bastano a stento per dirsi ciao ciao. Perché lavorare su se stessi, sulle proprie ferite e fragilità necessita di tempo, costanza e pazienza. In due mesi è grasso che cola se arrivi a fidarti del terapeuta, figuriamoci se risolvi i tuoi problemi di ansia, panico e fobie. Comunque sia, apprezziamo lo sforzo e le buone intenzioni. 

In due mesi è grasso che cola se arrivi a fidarti del terapeuta, figuriamoci se risolvi i tuoi problemi di ansia, panico e fobie

Parlando di numeri s’appalesa però un’altra crepa: l’indicatore Isee, che quando c’è da mettere il bastone tra le ruote è sempre in prima linea. Chi ha un indicatore Isee più basso percepirà di più, chi oltrepassa i 50mila euro non potrà accedere al bonus. In pratica se la prende in saccoccia e s’ammazza di Xanax. Quindi in soldoni quanti sarebbero gli aventi diritto? Secondo i loro calcoli, basati non si sa su cosa, 18mila persone. Centocelle, quartiere della periferia romana, ne fa 50mila. Ma di che stiamo a parlare? 

Numeri a parte, è proprio fastidioso come viene affrontato l’argomento psicologo. I disturbi e disagi mentali sono una cosa seria, e non riguardano solo le problematiche legate alla pandemia. Una volta che si è affrontata la questione, non era meglio farlo con serietà? E’ il solito giochino del bastone e la carota. Ci ammollano un contentino a mo’ di fumo negli occhi così ce ne stiamo tutti zitti e buoni. Perché la verità è che la tara più macroscopica e insopportabile di quest’osannata misura sta proprio alla base: cioè tu prima mi distruggi la vita, e poi mi dai il bonus psicologo? Ammesso che io ne possa usufruire. E’ come se McDonald’s offrisse ai suoi clienti più affezionati il bonus dietologo. Ma siamo seri, suvvia!

Siamo l’unico Paese che ostinatamente continua sulla via delle restrizioni. Tutta l'Europa (vedi la Svizzera e da marzo l'Austria) si accinge a ritirare il super green pass. Qui da noi da una parte si annuncia la fine dell’stato d’emergenza per il 31 marzo (voglio proprio vede’), e dall’altra si comunica che per mezzi di trasporto e lavoro sarà necessario il green pass anche dopo il primo aprile. Però dal 10 marzo sarà possibile mangiare i pop corn al cinema. I pop corn! Ma fate pace col cervello, e piantatela una volta per tutte con la politica del terrore, col bollettino di guerra quotidiano, con l’aizzarci l’uno contro l’altro in un’assurda e crudelissima guerra tra poveri. Questo sì che ci manda al manicomio, altro che bonus psicologo! Sarebbe bello essere una mosca per leggere tra cent’anni cosa ci sarà scritto nei libri di storia.

Perché la verità, in questa vita, non la sapremo mai.
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Italia Informa n° 2 - Marzo/Aprile 2022
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