25 novembre: le iniziative per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

- di: Daniele Minuti
 
Il 25 novembre si celebra  nel mondo la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza nata per volere dell'Assemblea ONU nel tentativo di spingere esecutivi, organizzazioni e ONG a lottare contro una piaga ancora troppo ignorata a livello di opinione pubblica.

Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Una violazione dei diritti umani che non smette di colpire i paesi di tutto il mondo e nel tentativo di combatterla è stata lanciata l'iniziativa "Colora il mondo di arancione: Finanzia, Rispondi, Previeni, Raccogli", tema lanciato dalla campagna UNiTE 2020 e promossa da UN Women, organizzazione con focus sull'eguaglianza ed emancipazione delle donne.

Da oggi partiranno 16 giorni di attivismo fino al 10 dicembre (giornata mondiale dei diritti umani) nel tentativo di sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema con numeri brutalmente chiari, riportati dal ministero della Salute: "Nel mondo la violenza contro le donne interessa 1 donna su 3. In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.) Questi dati evidenziano le gravi dimensioni del fenomeno, che costituisce un rilevante problema di sanità pubblica, oltre che una violazione dei diritti umani. Violenza e accessi delle donne in Pronto Soccorso Nel triennio 2017-2019, secondo le risultanze dell’analisi condotta dal ministero della Salute e dall’Istat sugli accessi delle donne in Pronto soccorso, rilevati dal Sistema informativo per il monitoraggio dell’assistenza in Emergenza-Urgenza (EMUR), per approfondire la conoscenza del fenomeno della violenza di genere, le donne che hanno avuto almeno un accesso in Pronto Soccorso con l’indicazione di diagnosi di violenza sono 16.140 per un numero totale di accessi in Pronto Soccorso con l’indicazione di diagnosi di violenza nell’arco del triennio pari a 19.166 (1,2 accessi pro capite). Dai dati di accesso al Pronto Soccorso è emerso che le stesse donne nell’arco del triennio hanno effettuato anche altri accessi in Pronto Soccorso con diagnosi diverse da quelle riferibili a violenza. Complessivamente il numero pro-capite di accessi per queste donne, a prescindere dalla diagnosi, è superiore a 5 e nella classe di età 18-44 anni è superiore a 6. Questo significa che una donna che ha subito violenza nell’arco del triennio torna in media 5/6 volte in Pronto Soccorso. Analizzando i dati per fascia di età si rileva che: il 57% degli accessi è di donne che hanno tra 18 e 44 anni il 24,4% hanno tra 45 e 64 anni, le minorenni costituiscono il 14,3% del totale le donne con più di 64 anni sono il 4,3%".

Numeri resi ancora peggiori dalla pandemia, che porta le famiglie a vivere più a stretto contatto e quindi ad acuire i problemi relativi alla violenza sulle donne: secondo l'Istat, le chiamate al numero antiviolenza 1522 nel periodo 1 marzo-16 aprile 2020 sono state 5.031, il 75% in più rispetto al medesimo periodo del 2019 mentre in quello da marzo a ottobre 2020 il numero totale è di+71,7%. Aumento anche per le richieste via chat (quasi +200%) e le chiamate per avere informazione nei Centri Anti Violenza (+65,7%).

Il 25 novembre serve quindi per dare maggiore visibilità al problema e soprattutto per abbattere dati così negativi, in modo da fornire anche alle vittime possibilità per esprimersi: il numero rosa gratuito antiviolenza e anti stalking 1522, attivo ogni giorno e tutto il giorno, l'App 1522 e il sito ufficiale che permettono di chattare in tempo reale, l'App YouPol realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio e bullismo, ora valida anche per reati di violenza domestica, oltre ovviamente al 112 e al 113 in caso di non disponibilità del numero precedente.

Fondamentale però anche la serie di attività rivolte alla popolazione più giovane, cioè alunni e alunne che popolano i banchi di scuola: per questo il Ministero dell'Istruzione ha inviato una circolare alle scuole intimando di tenere momenti dedicati al tema in questione, calcando la mano sugli argomenti relativi al rispetto e alla non violenza. Con studenti e studentesse invitati a partecipare con opere visive, flash-mob o dibattiti.

Il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha commentato: "La scuola educa al rispetto. Lo fa ogni giorno dell’anno grazie all’impegno di dirigenti scolastici, docenti, di tutto il personale. Ma giornate internazionali come quella del 25 novembre continuano ad avere una funzione importante, perché richiamano l’attenzione su questioni fondamentali per ogni persona e per tutta la collettività: dobbiamo vivere in società solidali, che garantiscano pari opportunità e rifiutino la violenza. È a partire dalla scuola che possiamo costruirle. Per questo, vogliamo coinvolgere in maniera più intensa studentesse e studenti, per richiamarli all’azione, a esprimere le proprie opinioni".

Come spiegato dal sito ufficiale del Ministero, sono previste altre iniziative come illuminare di rosso la facciata del Palazzo dell’Istruzione, su Viale Trastevere, a Roma, un flash-mob, organizzato in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore Statale Cine-tv Roberto Rossellini, per invitare cittadine e cittadini alla riflessione e la distribuzione di fiocchi rossi al personale all'ilterno del ministero, oltre a una mostra delle opere di alunni e alunne nell'ambito del concorso "Il Nuovo Codice Rosso. Prevenzione e contrasto alla violenza di genere".
Il Magazine
Italia Informa n° 5 - Settembre/Ottobre 2021
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