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Da oggi dazi Usa anche sui pacchi sotto gli 800 dollari

- di: Jole Rosati
 
Da oggi dazi Usa anche sui pacchi sotto gli 800 dollari
Usa, dazi sui pacchi sotto 800 dollari: addio “de minimis”
Trump cancella l’esenzione: da oggi 29 agosto spedizioni globali più care e mercati in allarme. La svolta nella notte americana.

Da oggi 29 agosto 2025 gli Stati Uniti hanno chiuso la stagione delle spedizioni facili: con lo scoccare della mezzanotte a Washington è entrata in vigore la nuova regola voluta da Donald Trump che impone dazi anche sui pacchi di valore inferiore agli 800 dollari. Si tratta della fine del cosiddetto regime “de minimis”, considerato finora uno dei più generosi al mondo, che permetteva a milioni di consumatori di acquistare dall’estero senza spese doganali.

Unica eccezione: i pacchi regalo personali dichiarati sotto i 100 dollari. Tutto il resto sarà tassato, comprese le spedizioni più piccole e quotidiane. L’ordine esecutivo era stato firmato dal presidente il 30 luglio e ha accelerato la scadenza di oltre un anno, imponendo l’applicazione immediata entro la fine di agosto.

Come funzionano le nuove tariffe

Per sei mesi è prevista una fase transitoria. Gli spedizionieri potranno scegliere tra due opzioni: una tariffa fissa compresa tra 80 e 200 dollari per pacco, a seconda del Paese d’origine, oppure un dazio proporzionale al valore dichiarato, che può oscillare dal 10% al 50%. Alla fine del periodo di transizione rimarrà solo la seconda formula, molto più onerosa per i piccoli esportatori.

I primi effetti: corrieri in fuga e mercati in caduta

La stretta americana ha già scatenato le prime reazioni. Almeno 25 Paesi, tra cui Germania, Francia e India, hanno sospeso o limitato le spedizioni verso gli Usa citando “incertezza normativa e costi non sostenibili”.

Le Borse hanno reagito subito: il titolo di Etsy ha perso il 14% e quello di eBay il 6%, segno che i mercati temono un contraccolpo diretto sull’e-commerce globale.

“Questa decisione colpisce i piccoli imprenditori che vendono online all’estero: sarà un boomerang anche per il consumatore americano”, ha dichiarato una portavoce di Etsy in una nota diffusa il 28 agosto.

Le ragioni della Casa Bianca

L’amministrazione Trump giustifica la stretta con motivi di sicurezza nazionale e con l’obiettivo di aumentare le entrate fiscali. Un funzionario della Casa Bianca, il 29 agosto, ha sottolineato che “il 98% dei sequestri di fentanyl negli Stati Uniti riguarda pacchi spediti con il regime de minimis”.

Il dato è impressionante: le spedizioni di basso valore sono passate da 139 milioni nel 2015 a 1,36 miliardi nel 2024, un flusso considerato ingestibile dalle dogane americane.

Consumatori e venditori online alla prova

Per i consumatori americani, la novità significa prezzi più alti, meno varietà e tempi più lunghi. I marketplace dovranno applicare le tariffe doganali già al checkout, aumentando il costo finale. Anche i resi, che spesso erano gratuiti, ora rischiano di raddoppiare di prezzo perché soggetti a nuova tassazione.

I venditori internazionali più piccoli stanno già valutando se abbandonare il mercato statunitense, lasciando campo libero ai giganti che possono assorbire gli extra costi. Un imprenditore italiano del settore moda, il 28 agosto, ha commentato: “Con margini così ridotti, spedire negli Stati Uniti diventa antieconomico. Il rischio è che i consumatori trovino solo i marchi più grandi e perdano accesso alla creatività diffusa”.

Un nuovo muro per l’economia globale

Con la fine dell’esenzione doganale sugli acquisti sotto gli 800 dollari, gli Stati Uniti alzano un nuovo muro nel commercio mondiale. La mossa si inserisce in una strategia più ampia dell’amministrazione Trump, segnata da protezionismo e dazi generalizzati che hanno già colpito oltre 90 Paesi.

Il messaggio è chiaro: Washington non vuole più essere la piattaforma di sbocco per milioni di piccoli pacchi a basso costo. Ma la conseguenza è un danno immediato per milioni di consumatori, per le economie emergenti e per quell’ecosistema di microimprese che negli ultimi dieci anni aveva trovato nell’e-commerce globale una via di crescita.

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