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SIA, il Made in Italy tecnologico conquista anche l'estero

 

Intervista a Eugenio Tornaghi, Direttore Marketing & Sales

SIA è leader europeo nelle infrastrutture e servizi di pagamento digitali per banche commerciali e centrali, imprese e PA. La società ha una storia di innovazione lunga oltre 40 anni nell’ambito dei pagamenti e rappresenta quindi un eccellente “benchmark” di Made in Italy tecnologico all’estero. Ne parliamo con Eugenio Tornaghi, Direttore Marketing & Sales di SIA.

Dottor Tornaghi, come la direttiva Ue Psd2 sta cambiando e come cambierà l’ecosistema dei pagamenti e quello del mercato finanziario? Quali i vantaggi dell’open banking? E come in questo scenario cambia il ruolo delle banche?
La Psd2, sostanzialmente, sposta l’attenzione dal conto corrente al consumatore. Prima dell’arrivo della direttiva tutto ruotava intorno al conto corrente bancario, ora la Psd2 restituisce al consumatore la proprietà dei suoi dati che può metterli a disposizione di altri soggetti, di cui si fida, per usufruire di nuovi servizi. In questo scenario, le banche hanno un vantaggio naturale perché continuano a godere della fiducia dei propri clienti. Ma anche altri soggetti potrebbero beneficiarne, giganti come Amazon e Apple, che, come gli istituti finanziari, hanno costruito negli anni un capitale di fiducia presso il pubblico. Più difficile sarà l’accreditamento di start-up e piccole fintech. Proprio per questo SIA ha sviluppato un ecosistema in cui far convergere la solidità delle banche e la creatività delle fintech, imprimendo una spinta innovatrice verso servizi a valore aggiunto in un ambiente sicuro.

Avete creato una piattaforma digitale che risponde sia alla parte normativa della Psd2, sia all’implementazione di nuove applicazioni che l’open banking può abilitare. Quali le potenzialità e i vantaggi per la clientela, incluse le fintech? 
Fondamentalmente aiutiamo i nostri clienti a sviluppare il loro business. Abbiamo lanciato una Open Banking Platform con l’obiettivo di creare un ambiente virtuale ma protetto, dove le banche ma anche le fintech possono lavorare e collaborare soprattutto alla realizzazione di nuovi servizi. Ciò viene naturalmente graduato in funzione di chi sono i nostri interlocutori. La nostra è una soluzione digitale full-service a disposizione anche di realtà di medie e piccole dimensioni che potrebbero non essere nelle condizioni di sostenere i costi di compliance alla normativa. Un servizio chiavi in mano che in definitiva mira a creare nuove opportunità di business.

Il 2019 è stato ancora un anno record per SIA. Alla luce di questi risultati, quali segmenti di business si mostrano come trainanti? Qualche previsione per il 2020?
Partiamo dall’anno in corso. Nei primi due mesi, abbiamo visto confermate le nostre stime, con una crescita assolutamente in linea con quanto previsto e decisamente superiore rispetto ai valori dell’anno precedente. Quanto successo da marzo in avanti era totalmente imprevedibile con inevitabili ricadute anche sui pagamenti dei consumatori. Nessuno sa quando questa crisi finirà e come cambierà effettivamente il nostro pianeta, ma sono convinto che alla ripartenza la “monetica” continuerà a essere protagonista: le carte di credito, debito o prepagate resteranno lo strumento prediletto dei consumatori, e non solo italiani, per effettuare transazioni di pagamento. Ci sono due aspetti da considerare. Il ricorso all’e-commerce è logicamente aumentato: gli acquisti online restano in fondo l’unico modo per poter avere dei beni a casa e non possono essere pagati cash, ma soltanto con carte di credito. Il secondo aspetto è che le persone si fideranno sempre meno di usare il contante, perché il denaro può essere un veicolo di contagio e quindi molto meglio utilizzare le carte contactless oppure lo stesso smartphone.
Inoltre, nell’ambito della “monetica”, c’è molto da lavorare su tutto il mondo acquiring. Mi spiego: oggi l’Italia è uno dei Paesi con la maggiore diffusione di POS per migliaia di abitanti, ma ci sono alcune evoluzioni da seguire con attenzione e su cui anche noi siamo concentrati. Ad esempio, gli ostacoli alla diffusione dei POS, dove i costi di abbonamento mensile - ad esempio per assistenza, manutenzione e riparazione - rappresentano la punta dell’iceberg. Per questo stiamo sviluppando un’offerta light volta a estendere ulteriormente la rete di accettazione dei pagamenti elettronici da parte di professionisti, specialisti o tassisti che, al contrario di un supermercato, un ristorante o un albergo, usano molto meno il POS durante il giorno e si troverebbero a pagare un qualcosa di eccessivo rispetto alle loro esigenze. Occorre, quindi, calibrare l’offerta con strumenti più semplici da dedicare a queste categorie professionali che ancora oggi non sono pienamente raggiunte.
Un altro tema importante riguarda invece l’utilizzo dei POS. Oggi, il fatto che non si paghi il caffè o il giornale con la carta di credito o con lo smartphone, è perché il terminale si trova spesso nascosto dietro la cassa. Ma se noi potessimo disporre, e anche su questo continuiamo a lavorare assiduamente, di strumenti integrati con la cassa, posti proprio davanti, ecco che avvicinare il cellulare o la carta contactless al lettore sarebbe sicuramente più facile che tirare fuori il portafoglio e pagare in contanti. Questo permetterebbe davvero ai POS di entrare rapidamente ed efficacemente nella quotidianità. Guardando al medio-lungo periodo, gli instant payments, di cui siamo stati pionieri in Italia e in Europa, cresceranno ancora.

Veniamo all’Italia, dove i pagamenti digitali, benché in netto aumento, continuano ad essere però in forte ritardo rispetto agli altri Paese Ue...
Il problema principale dei pagamenti digitali è l’economia sommersa. Se si riceve un servizio da un prestatore d’opera che chiede 50 euro in nero e 100 con la fattura, è evidente che il prestatore d’opera e cliente finale hanno un comune interesse ad accordarsi per i 50 euro, dato che l’uno risparmia e l’altro evade il fisco. I pagamenti digitali e la loro scarsa penetrazione sono in buona parte un riflesso della propensione all’evasione fiscale. Il Governo si è già mosso bene in questo senso e dall’inizio dell’anno abbiamo registrato una crescita verticale dei pagamenti elettronici in molte categorie professionali, come ad esempio i medici, visto che ora per portare in detrazione una spesa occorre pagarla in modalità digitale. Si è quindi sulla buona strada per evitare che si crei quel comune interesse di cui parlavo. Il Governo ha fatto molto e può fare ancora di più. Ad esempio, per incentivare l’uso delle carte di credito serve proporre raccolte punti che consentono di risparmiare sugli acquisti, occorre sostanzialmente dare un buon motivo al cliente per non tirare fuori i soldi ma utilizzare la carta. In quest’ottica anche la lotteria degli scontrini può dare una mano.

Nel nostro Paese siete leader, grazie alle vostre piattaforme, dello sviluppo dei pagamenti digitali con carte contactless nel trasporto pubblico e avete abilitato questa nuova modalità a Roma, Milano, Venezia, Napoli e l’intera regione Campania. Nel 2020 si prevedono ulteriori estensioni di questo servizio innovativo anche in altre città?
Sì, certamente anche se dovremo prima assorbire gli impatti di questa emergenza sanitaria sul settore. Abbiamo uno specifico piano di sviluppo per i servizi di transit payments, basati sulle nostre soluzioni avanzate che sono ormai utilizzate nelle principali città metropolitane italiane. Guardiamo con grande interesse anche all’estero, dove abbiamo proposto e continueremo a proporre questa nuova user experience che grazie alla tecnologia contactless permette il pagamento sicuro, la validazione del titolo di viaggio e l’accesso veloce al mezzo di trasporto avvicinando ai tornelli la carta o lo smartphone. Inoltre, si ha la garanzia della migliore tariffa applicata al percorso effettuato grazie all’integrazione con il sistema di calcolo tariffe dell’azienda di trasporto. È comodo e veloce, con titolo di viaggio completamente digitale e fa risparmiare perché è il sistema che calcola la tariffa migliore in base ai viaggi. C’è molto da fare anche sui mezzi di trasporto di superficie. Siamo orgogliosi di aver avviato l’anno scorso il progetto di Smart Mobility per Venezia: cittadini e turisti possono acquistare il biglietto tramite carte di pagamento e smartphone, anche in modalità contactless, direttamente a bordo dei vaporetti dove i marinai hanno in dotazione degli SmartPOS con tecnologia Android in grado di leggere QR code, bar code, banda magnetica e chip. La nostra tecnologia da un lato semplifica la vita dei cittadini, dall’altro garantisce la gestione efficiente degli incassi all’azienda di trasporto. E anche nel settore petrol abbiamo una leadership: se si paga con carta di credito o di debito, sette volte su dieci c’è SIA che gestisce la transazione elettronica tramite le proprie infrastrutture”.

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