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Sace e Invitalia al servizio del Associazione D.i.Re: nasce ABC imprenditoria

- di: Barbara Leone
 
Sace e Invitalia al servizio del Associazione D.i.Re: nasce ABC imprenditoria
Un percorso formativo in quattro appuntamenti sull’imprenditoria femminile dedicato alle operatrici dei centri antiviolenza aderenti a D.i.Re. Dalla collaborazione tra il Gruppo Sace e Donne in rete contro la violenza (l’Associazione nazionale composta da 82 organizzazioni sul territorio italiano che gestiscono oltre 100 Centri antiviolenza e più di 150 Case rifugio, ascoltando ogni anno circa 21mila donne) nasce ABC imprenditoria, un corso di imprenditoria di base che ha come obiettivo trasferire i principali aspetti pratici relativi all’avvio di un’attività d’impresa.

Sace e Invitalia al servizio del Associazione D.i.Re: nasce ABC imprenditoria

Le organizzazioni della Rete nazionale D.i.Re, infatti, supportano le donne anche nei loro percorsi di riprofessionalizzazione e inserimento lavorativo. Questa collaborazione, quindi, pensata e strutturata da Sace insieme a Invitalia, rappresenta uno strumento utile per favorire la loro autonomia economica, garantendo una formazione specifica alle operatrici che le accompagnano nei loro percorsi.

“Siamo particolarmente orgogliosi di rafforzare oggi la nostra collaborazione con l’associazione D.i.Re e di mettere il nostro know how a disposizione delle loro operatrici, impegnate ogni giorno nel supportare le donne vittime di violenza - ha dichiarato Alessandra Ricci, Ad di Sace -. Noi del Gruppo Sace ormai da anni lavoriamo quotidianamente per l’empowerment, l’imprenditorialità femminile e la gender equality, che consideriamo pilastri della crescita del Paese, non solo attraverso progetti di business ma anche con iniziative di welfare, formazione e work-life balance. Siamo convinti, infatti, che le Aziende possano essere promotrici di un cambiamento culturale efficace sul lavoro e in famiglia”.

Le fa eco Antonella Veltri, Presidente D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza: “Per le donne che intraprendono i percorsi di uscita dalla violenza - ha sottolineato Veltri - è sempre fondamentale raggiungere anche l’autonomia economica, per una vita veramente libera. Le organizzazioni della Rete D.i.Re affiancano le donne per facilitare la valorizzazione delle loro competenze. Questo progetto garantisce alle operatrici un consolidamento delle loro competenze che potranno mettere a disposizione delle donne che accolgono. È un progetto importante che siamo felici di portare avanti con partner così autorevoli”.

Soddisfatto anche Bernardo Mattarella, Amministratore Delegato di Invitalia, che ha così commentato il progetto: “Invitalia da sempre opera per favorire l’ingresso e il ruolo delle donne all’interno delle catene del valore del Paese. Lo fa sostenendo lo sviluppo di progetti imprenditoriali in grado di creare un’occupazione di qualità e stabile nel tempo e, anche per questo motivo, ci fa particolarmente piacere partecipare al progetto rivolto alla formazione delle operatrici dei centri antiviolenza. L’empowerment femminile rappresenta una delle priorità trasversali del Pnrr, che ha stanziato 400 milioni di euro per le imprese femminili, oggi solo il 22% del totale. Stiamo lavorando per contribuire a raggiungere l’obiettivo fissato dalla Strategia nazionale per la parità di genere, che punta a far crescere questa quota fino al 30%. Promuovere e sostenere l'imprenditoria femminile e valorizzare le competenze, significa creare valore per il sistema economico, sociale e culturale del nostro Paese e per il nostro futuro”.

Il percorso è articolato in quattro incontri online, fino al 20 ottobre, di cui i primi tre organizzati da Sace e l’ultimo da Invitalia. Nel primo appuntamento, che si è svolto il 28 settembre, “I numeri che contano: lettura del bilancio e analisi dei dati finanziari” sono stati analizzati i principali strumenti di valutazione della sostenibilità di un’impresa o di un’iniziativa imprenditoriale nel breve, medio e lungo termine, attraverso lo studio della struttura di un bilancio e dei principali indicatori finanziari chiave per la valutazione e il monitoraggio della performance.

Ieri si è tenuto il corso “Introduzione al Business Plan: dalla teoria alla pratica”, per stabilire priorità e strategia per tradurre un’idea imprenditoriale, come costruire un piano economico e finanziario sostenibile e convincente e a quali fonti di finanziamento agevolate e non ricorrere in caso di necessità. Nella sessione “Inquadramento normativo e principali forme imprenditoriali” si analizzerà l’attività di impresa individuale alla luce della vigente normativa a livello nazionale e dell’Unione Europea e verranno presentate le principali forme imprenditoriali e le relative modalità di costituzione. Infine, l’ultimo incontro “Strumenti di supporto e finanza agevolata per l’imprenditoria femminile”, a cura di Invitalia, si focalizzerà sui principali incentivi nazionali per l’avvio di un’impresa e sulle modalità per presentare le domande di finanziamento. Sace è molto attenta ai temi di People care con un focus particolare sulla componente femminile.

La collaborazione con D.i.Re, infatti, si inserisce nel percorso che l’azienda porta avanti da tempo per garantire la parità di genere: le donne rappresentano il 50% delle risorse, una quota significativa rispetto alla media nazionale a testimonianza dell’attenzione verso la valorizzazione della leadership femminile nel mondo del lavoro. A questo si aggiungono iniziative specifiche per la genitorialità, il work-life balance e il gender pay gap. Dal 2021, inoltre, Sace sostiene l’adesione di 40 colleghe under 35 a Young Women Network, principale network italiano di giovani professioniste dedicato all’empowerment femminile. Inoltre, il 18 ottobre si terrà, nell’ambito delle iniziative di Women in Export, la Business Community lanciata da Sace Edu a dicembre 2021 che conta oggi oltre 800 iscritte, il primo Women in Export Annual Meeting. L’evento rappresenterà un momento di confronto tra i principali attori del Sistema Paese che promuovono politiche inclusive e azioni concrete volte a valorizzare l’enorme capitale intellettuale femminile che ruota attorno al nostro export.
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