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Richemont, semestre in forte crescita: utile a 1,8 miliardi

- di: Alberto Venturi
 
Richemont, semestre in forte crescita: utile a 1,8 miliardi

Il colosso svizzero del lusso Richemont, proprietario di marchi come Cartier e Van Cleef & Arpels, chiude il primo semestre dell’anno fiscale con risultati nettamente superiori alle previsioni. L’utile netto sale a 1,8 miliardi di euro, quasi quadruplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando il gruppo aveva accusato pesanti svalutazioni.

Richemont, semestre in forte crescita: utile a 1,8 miliardi

Le vendite complessive da aprile a fine settembre raggiungono 10,6 miliardi di euro, in aumento del 5% e al di sopra delle attese degli analisti interpellati dall’agenzia svizzera AWP, che stimavano 10,4 miliardi.

A cambi costanti la crescita arriva al 10%, come sottolinea Richemont nella nota diffusa oggi.

Secondo trimestre «particolarmente dinamico»

Il gruppo evidenzia che il periodo da luglio a settembre è stato «particolarmente dinamico», con vendite in aumento del 14% a cambi costanti.

I mercati della Cina, Hong Kong e Macao sono «tornati a crescere» dopo mesi complessi per il settore.

Gioielleria in forte espansione, orologeria debole ma in miglioramento
Il motore della crescita rimane la gioielleria, che nel semestre segna un progresso del 14% a cambi costanti e del 9% in euro.

Più complessa la situazione dell’orologeria, dove le vendite calano del 2% in valuta locale e del 6% in euro, pur mostrando — osserva il gruppo — una contrazione meno marcata dopo un periodo di diciotto mesi particolarmente difficile per i marchi del settore.

Aumenti di prezzo per contenere i costi

Nel corso del semestre Richemont ha introdotto aumenti di prezzo, resi necessari dalla pressione esercitata dall’aumento dei costi delle materie prime e, in misura minore, dai dazi doganali.

Outlook prudente: «Contesto incerto, Cina fragile»
Pur in presenza di un semestre robusto, il gruppo mantiene un approccio prudente per il resto dell’esercizio. La società ritiene «evidente che continueremo a operare in un contesto incerto», con traiettorie di ripresa «potenzialmente fragili, in particolare in Cina».

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