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Età per pensione, Durigon alza la posta: “Lo ha garantito Giorgetti”

- di: Vittorio Massi
 
Età per pensione, Durigon alza la posta: “Lo ha garantito Giorgetti”
Pensioni, Durigon: stop aumento età dal 2027, “garantito” da Giorgetti

Stop al rialzo dell’età pensionabile dal 2027, la promessa diventa scontro politico. Il sottosegretario rivendica il via libera del ministro: Inps prudente, il sistema regge ma chiede più giovani al lavoro.

(Foto: il sottosegretario Claudio Durigon).

La promessa che diventa sfida politica

Claudio Durigon non si limita a rilanciare: al Meeting di Rimini, il sottosegretario al Lavoro ha scandito che nella prossima manovra ci sarà il congelamento dell’aumento dell’età pensionabile previsto per il 2027, e ha aggiunto una frase che pesa: “Me lo ha assicurato il ministro Giorgetti”, ha detto Durigon. Non solo un auspicio, dunque, ma un impegno che porta direttamente il sigillo del titolare dell’Economia.

La mossa sposta l’asse del dibattito: non si tratta più solo di un’idea interna alla Lega, ma di una promessa che chiama in causa il centro nevralgico dei conti pubblici.

Cosa significa fermare l’aumento

L’Istat ha previsto che dal 2027 il requisito per la pensione di vecchiaia salga a 67 anni e 3 mesi. Il blocco stopperebbe questo scatto, mantenendo il limite attuale di 67 anni. È una misura che costa e che si inserisce in un quadro di finanza pubblica delicata, con la Commissione Ue che continua a chiedere prudenza sui bilanci. Non a caso, le parole di Durigon hanno subito acceso il dibattito sulla sostenibilità.

L’Inps: sistema solido, ma futuro legato all’occupazione

Dal palco di Rimini, il presidente dell’Inps Gabriele Fava ha mostrato cautela: “Il legislatore decide, noi come Istituto attuiamo. Il sistema oggi è solido, tiene. Nel 2024 abbiamo avuto 27 milioni di assicurati, di cui 7 milioni under 35”, ha spiegato Fava. Ma ha anche messo un punto fermo: il futuro della previdenza dipenderà dall’aumento dell’occupazione giovanile, femminile e senior. Tradotto: senza più contributi, nessuna promessa reggerà nel lungo periodo.

Il pacchetto Durigon: flessibilità e giovani

Durigon, però, non si ferma al blocco dell’età. Ha rilanciato anche sul cosiddetto “bonus Giorgetti”, che premia con un +10% chi decide di restare al lavoro invece di andare subito in pensione. Una misura che, nelle parole del sottosegretario, “rafforza la libertà del lavoratore, sia che scelga di restare sia che voglia uscire prima”, ha affermato Durigon.

C’è poi il capitolo giovani: una flat tax al 5% per cinque anni per i nuovi assunti under 30 e per gli under 35 che rientrano in Italia. “Lo Stato deve fare la sua parte, ma serve anche un cambio culturale nelle imprese che non possono continuare a ridurre il costo del lavoro a scapito dei ragazzi”, ha sottolineato Durigon.

Opzione donna e Quota 103 sotto accusa

Durigon non ha risparmiato critiche alle misure esistenti: “Opzione donna va rafforzata, così com’è non funziona. Quota 103, con lo scarso utilizzo, non può essere la vera forma di flessibilità in uscita”, ha attaccato il sottosegretario. Parole che segnano la volontà di voltare pagina e concentrare le risorse su strumenti più universali.

La tensione politica e lo sguardo europeo

La novità vera è che Durigon attribuisce a Giorgetti l’ok alla misura. Una scelta che rende inevitabile lo scontro con Bruxelles e con le opposizioni, che già accusano il governo di promettere senza chiarire le coperture. Non è un dettaglio: congelare l’aumento dell’età pensionabile significa caricare il bilancio di spese future, in un momento in cui la Commissione Ue chiede rigore.

L’Inps, intanto, guarda oltre i confini nazionali. Fava ha rilanciato l’idea di una cooperazione europea sulla previdenza, con strumenti comuni per affrontare invecchiamento e rivoluzione tecnologica. Nel frattempo, ha presentato il nuovo “Portale Giovani”, con oltre 50 servizi digitali dedicati agli under 34.

La domanda che resta

La frase “me lo ha assicurato Giorgetti” segna un punto di svolta. Se davvero il ministro dell’Economia ha dato il via libera, il congelamento dell’età pensionabile entra di fatto nella prossima legge di bilancio. Ma resta una domanda aperta: basterà un impegno politico per tenere insieme i conti, o l’Italia rischia di pagare domani la promessa di oggi? 

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