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Phishing – La mail sui rimborsi Irpef o sulle criptovalute che può truffare anche te

- di: Alberto Venturi
 
Phishing – La mail sui rimborsi Irpef o sulle criptovalute che può truffare anche te
Una mail apparentemente ufficiale, un rimborso Irpef inatteso o una scadenza urgente sulle criptovalute: basta un click sbagliato per finire vittima di una truffa digitale sempre più sofisticata. Nei primi giorni del 2026 cresce l’allarme phishing e migliaia di contribuenti rischiano di consegnare dati personali, credenziali bancarie e informazioni sensibili a criminali informatici che sfruttano il nome del Fisco. L’Agenzia delle Entrate invita a prestare la massima attenzione e a non fidarsi di comunicazioni ricevute via email.

Phishing – La mail sui rimborsi Irpef o sulle criptovalute che può truffare anche te

Una delle nuove esche riguarda le criptovalute. Le email parlano di presunte scadenze imminenti per la dichiarazione fiscale degli asset digitali, facendo leva sulla paura di sanzioni e controlli. Il messaggio rimanda a un link che riproduce fedelmente l’aspetto del portale istituzionale, ma in realtà conduce a un sito malevolo. Una volta entrati, viene chiesto di inserire dati personali e informazioni sul cryptowallet, che finiscono direttamente nelle mani dei truffatori. È una versione aggiornata di campagne già segnalate nei mesi scorsi, rilanciate approfittando dell’attenzione crescente verso il mondo crypto.

Il ritorno dei falsi rimborsi Irpef
Accanto alle criptovalute, tornano i classici falsi rimborsi Irpef. In questo caso il contribuente riceve una mail che annuncia un credito d’imposta da recuperare. Il testo è studiato per sembrare credibile e include perfino un disclaimer che ricorda come il Fisco non chieda mai dati sensibili via email. Subito dopo, però, invita a cliccare su un link per “gestire il rimborso”. Quel collegamento porta a un finto portale dell’Agenzia, creato apposta per rubare password, codici di accesso e dati bancari.

Come evitare la truffa
L’Agenzia delle Entrate ribadisce di essere totalmente estranea a queste comunicazioni e ricorda che non invia email con link per l’inserimento di credenziali, numeri di carte o conferme tramite app bancarie. In caso di dubbi è fondamentale non cliccare sui link ricevuti e verificare sempre le informazioni attraverso i canali ufficiali. Il phishing continua a evolversi, ma la regola resta sempre la stessa: diffidare dei messaggi allarmistici e controllare prima di agire può fare la differenza tra sicurezza e truffa.

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