• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Petrolio in caduta libera, il Wti sotto i 60 dollari. Societe Generale lancia l’allarme: "Rischio crollo"

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Petrolio in caduta libera, il Wti sotto i 60 dollari. Societe Generale lancia l’allarme: 'Rischio crollo'

Il prezzo del greggio continua a scendere in modo costante, registrando la quinta giornata consecutiva di perdite. I future sul Wti sono scesi sotto la soglia psicologica dei 60 dollari al barile, segnando i livelli più bassi degli ultimi quattro anni. A influenzare negativamente il mercato è soprattutto il deterioramento del clima commerciale globale, con l’inasprirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Cina che continua a ridurre le aspettative sulla crescita della domanda mondiale.

Petrolio in caduta libera, il Wti sotto i 60 dollari. Societe Generale lancia l’allarme: "Rischio crollo"

Le preoccupazioni legate a un possibile peggioramento della guerra commerciale stanno spingendo gli operatori a rivedere al ribasso le stime sui consumi energetici, in particolare nei paesi a maggiore tasso di industrializzazione. A questo scenario si aggiunge un’offerta globale ancora abbondante, con le principali economie produttrici che non sembrano orientate a tagliare la produzione nel breve periodo. In un simile contesto, i prezzi del petrolio rischiano di sprofondare ancora.

L’analisi di Societe Generale
A delineare uno scenario ancora più cupo è la banca d’affari francese Societe Generale, secondo la quale il prezzo del greggio potrebbe scivolare fino a toccare i 50 dollari al barile se non interverranno correttivi significativi. Il quadro tratteggiato dagli analisti punta il dito su una combinazione di fattori negativi: rallentamento della crescita globale, tensioni geopolitiche e incertezza nei mercati emergenti. A farne le spese è il comparto energetico, che già negli ultimi mesi ha mostrato segni di debolezza.

Prospettive per il settore energetico
Nel breve termine, difficilmente si intravede un’inversione di tendenza, almeno finché non si registrerà una distensione tra Washington e Pechino o una decisa risposta da parte dell’Opec in termini di taglio alla produzione. Gli operatori restano cauti, mentre aumenta la pressione su titoli e obbligazioni legati al settore dell’energia. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se il petrolio riuscirà a stabilizzarsi o se si andrà incontro a nuovi minimi.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 119 record
Pagina
2
15/01/2026
Produzione industriale, l’Italia riparte davvero? Istat: +1,5% a novembre 2025
Un segnale atteso, e per molti versi decisivo, arriva dai numeri Istat: a novembre 2025 la...
15/01/2026
Mps e Grana Padano: plafond da “500 milioni” per credito alla filiera Dop
Mps e Consorzio tutela Grana Padano rafforzano la collaborazione a sostegno del comparto a...
15/01/2026
Clima incandescente sull’accordo UE-Mercosur
Firma in Paraguay, voto a Strasburgo e proteste dei trattori: l’accordo UE-Mercosur divide...
15/01/2026
Gedi nel mirino: Antenna Group punta al controllo totale
Trattativa per l’acquisizione di Gedi da parte di Antenna Group: occupazione, indipendenza...
15/01/2026
Rottamazione quinquies e tributi locali: la verità è che non si sa
IMU, TARI, bollo e multe: la rottamazione locale non è automatica. Cosa prevede la manovra...
15/01/2026
Risiko bancario 2026: il digitale riaccende le fusioni
Il nuovo risiko bancario in Italia è guidato dalla digitalizzazione, dalle fintech e dalle...
Trovati 119 record
Pagina
2
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia