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Cina, culle mai così vuote: la popolazione cala per il quarto anno consecutivo

- di: AdnKronos
 
Secondo le Nazioni Unite, la popolazione cinese potrebbe più che dimezzarsi entro il 2100, rendendo la crisi demografica forse la sfida più urgente per la leadership di Pechino nei prossimi decenni

La Cina sprofonda in una nuova emergenza demografica. Nel 2025 il tasso di natalità ha toccato il livello più basso mai registrato dall’inizio delle rilevazioni nel 1949, mentre la popolazione è diminuita per il quarto anno consecutivo, confermando le difficoltà del gigante asiatico nel frenare l’invecchiamento e il declino demografico nonostante una lunga serie di incentivi governativi.

Secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica, alla fine del 2025 la popolazione è scesa a 1,405 miliardi, circa 3,39 milioni in meno rispetto all’anno precedente. Le nuove nascite sono state 7,92 milioni, contro i 9,54 milioni del 2024, portando il tasso di natalità al minimo storico di 5,63 nati ogni mille abitanti. Nello stesso periodo i decessi sono saliti a 11,31 milioni, con un tasso di mortalità di 8,04 per mille, il livello più alto dal 1968, in piena Rivoluzione culturale sotto la guida di Mao Zedong.

Il brusco calo del 2025 segue il temporaneo rimbalzo registrato l’anno precedente, coinciso in gran parte con l’Anno del Drago, tradizionalmente considerato nella cultura cinese propizio per matrimoni e nascite. Esaurito l’effetto simbolico dell’anno "fortunato", le nascite sono tornate a diminuire, inserendosi in una tendenza ormai strutturale aggravata dall’eredità della politica del figlio unico e da un contesto economico incerto. Il 2026, Anno del Cavallo, è considerato "neutrale" per la natalità, mentre è previsto un nuovo calo nel 2027, Anno della Pecora, ritenuto di cattivo auspicio secondo il diffuso proverbio popolare per cui "9 pecore su 10 sono destinate a essere incomplete".

Negli ultimi anni Pechino ha abolito i limiti alle nascite, consentendo fino a tre figli per coppia, e ha introdotto sussidi, bonus e congedi parentali più lunghi, ma senza risultati significativi. Il tasso di fertilità resta intorno a un figlio per donna, ben al di sotto della soglia di sostituzione, mentre l’assenza di immigrazione rende difficile compensare il calo naturale. Le conseguenze sono pesanti per economia e welfare: la forza lavoro continua a ridursi, cresce il numero degli anziani e il sistema pensionistico mostra segni di affanno. Secondo le Nazioni Unite, la popolazione cinese potrebbe più che dimezzarsi entro il 2100, rendendo la crisi demografica forse la sfida più urgente per la leadership di Pechino nei prossimi decenni.

 

 
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