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Alessia Pifferi, oggi processo d'appello: udienza nel giorno del compleanno della piccola Diana

- di: Ansa
 
La donna già condannata all'ergastolo in primo grado per aver abbandonato a casa da sola la figlia di 18 mesi facendola morire di stenti
Alessia Pifferi torna oggi, mercoledì 29 gennaio, in aula per il processo d'appello proprio nel giorno in cui la figlia Diana, lasciata morire di stenti a soli 18 mesi, avrebbe compiuto 4 anni.
L'imputata, condannata in primo grado all'ergastolo per omicidio volontario aggravato dai futili motivi, sarà presente (salvo sorprese) ma i giudici milanesi hanno deciso di vietare le telecamere in aula, per uno dei processi più mediatici degli ultimi anni. Non si attendono dichiarazioni spontanee da parte della 38enne che si è mostrata capace di mentire e di lasciare sola, nell'estate 2022, per quasi sei giorni, la piccola. Un comportamento che la difesa, rappresentata dall'avvocata Alessia Pontenani, proverà ad alleggerire chiedendo una nuova perizia psichiatrica, dopo che gli esperti incaricati dal tribunale hanno ritenuta l'imputata pienamente capace di intendere e di volere.

Le armi sembrano spuntate e la procura generale, in aula ci sarà l'avvocato generale Lucilla Tontodonati, è pronta a confermare la richiesta del carcere a vita. Se la richiesta di una nuova perizia sarà respinta, il processo davanti alla corte d'Assise d'Appello di Milano arriverà rapidamente a conclusione, non si può escludere già in giornata.

Il caso che ha scosso l'Italia
E' il pomeriggio del 14 luglio del 2022 quando Alessia Pifferi lascia la figlioletta nella casa di via Parea, in zona Ponte Lambro, con due biberon di latte e due bottiglietta d'acqua accanto. Quando torna trova la piccola senza vita nel suo lettino da campeggio. E' morta in "un quadro di disidratazione spiccato", svela l'autopsia.

Nessuna attenuante viene concessa dai giudici nella sentenza del 13 maggio scorso, per una donna mossa dal "futile ed egoistico movente di ricercare e vivere dei propri spazi di autonomia", in questo caso un lungo fine settimana con il proprio compagno, "rispetto al prioritario diritto-dovere di accudimento della propria figlia". Abbandonandola, "aveva certamente coscienza e volontà del disvalore della propria condotta" tanto da mentire alla madre e al compagno su dove si trovasse la bambina: alla prima dice di averla con sé e al compagno che la piccola si trova al mare dalla sorella. Una bugia che è costata la vita a Diana.

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