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Nexi protagonista dell’euro digitale: il contratto con la BCE apre nuove prospettive di crescita

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Nexi protagonista dell’euro digitale: il contratto con la BCE apre nuove prospettive di crescita

Nella foto, il CEO, Paolo Bertoluzzo

Il percorso verso l’euro digitale entra in una fase decisiva e Nexi emerge come uno dei player destinati a beneficiarne di più. L’assegnazione del contratto con la Banca Centrale Europea per sviluppare e testare parte dell’infrastruttura è vista dagli analisti come un riconoscimento della leadership tecnologica italiana nei pagamenti digitali e come una leva di crescita per il gruppo quotato a Piazza Affari.

Nexi: il contratto con la BCE apre nuove prospettive di crescita

Il coinvolgimento di Nexi nella realizzazione delle soluzioni che renderanno operativa la moneta digitale europea proietta la società in un ruolo centrale: non più solo gestore di carte e sistemi di acquiring per banche e commercianti, ma ponte tecnologico tra l’istituzione monetaria e l’economia reale.
Secondo le prime valutazioni di mercato, il progetto BCE potrebbe accelerare l’adozione di strumenti digitali in Europa e portare vantaggi diretti agli operatori che forniscono connettività, sicurezza e servizi ai cittadini e alle imprese.

Perché gli analisti guardano con favore a Nexi

Gli esperti del settore fintech sottolineano che la società dispone già di piattaforme integrate per pagamenti istantanei, identità digitale e soluzioni per l’e-commerce, elementi che la mettono in posizione di vantaggio per supportare l’euro digitale.
La capacità di scalare rapidamente nuovi servizi in più Paesi europei, la partnership con le principali banche continentali e gli investimenti già avviati in cybersecurity riducono i rischi di implementazione e lasciano prevedere ritorni industriali significativi.
Molti osservatori ritengono che, con l’avvio della moneta digitale, Nexi possa rafforzare la relazione con gli istituti di credito, offrendo loro un’infrastruttura pronta e sicura, evitando i costi di sviluppo autonomo.

Un’opportunità per l’Italia e per il mercato unico

Il coinvolgimento di un campione nazionale in un progetto di portata europea è considerato positivo anche per l’ecosistema fintech italiano. La partecipazione al programma BCE garantisce visibilità e può catalizzare nuovi investimenti nel Paese, favorendo ricerca, occupazione qualificata e rafforzando il ruolo di Milano come hub finanziario e tecnologico europeo.
Dal punto di vista macroeconomico, l’iniziativa sostiene il processo di digitalizzazione dei pagamenti, con benefici attesi in termini di efficienza, riduzione dei costi di transazione e contrasto all’economia sommersa.

Prospettive di lungo periodo
Gli analisti finanziari segnalano che l’impatto immediato sui ricavi di Nexi potrebbe essere limitato nella fase pilota, ma le prospettive di medio-lungo termine sono rilevanti. Il progressivo utilizzo dell’euro digitale potrebbe alimentare la domanda di servizi di connettività, sicurezza e gestione dei dati, rafforzando il modello di business della società.
Il contratto con la BCE è quindi interpretato come una scommessa strategica: un punto di partenza per consolidare la leadership europea di Nexi in un settore destinato a trasformare il sistema dei pagamenti e, più in generale, il funzionamento dell’economia digitale.

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