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Nagel (Bundesbank): “Pressioni politiche mina alla stabilità”. L’allarme da Berlino

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Nagel (Bundesbank): “Pressioni politiche mina alla stabilità”. L’allarme da Berlino

Il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, lancia un avvertimento che va oltre i confini tedeschi e parla a tutta l’Eurozona: il crescente tentativo dei governi di intervenire, direttamente o indirettamente, sulla linea delle banche centrali mette a rischio la credibilità stessa della politica monetaria. “Non posso fare a meno di essere profondamente preoccupato per le recenti critiche politiche alle banche centrali”, ha dichiarato. “Quando si supera il perimetro del confronto pubblico e si mette in dubbio l’integrità di un’istituzione che agisce nell’interesse dei cittadini e della stabilità di lungo periodo, le fondamenta della fiducia iniziano a sgretolarsi”.

Nagel (Bundesbank): “Pressioni politiche mina alla stabilità”

Nagel ha scelto toni insolitamente netti, segnalando che l’indipendenza delle banche centrali non è un valore “tecnico”, ma il presupposto della stabilità economica. Senza autonomia, la politica monetaria rischia di diventare funzione ancillare degli interessi di breve periodo dei governi, con l’effetto di compromettere la lotta all’inflazione e, più in generale, la credibilità dell’euro. Il messaggio arriva in un momento in cui quasi tutti i maggiori istituti centrali occidentali sono sotto pressione politica — negli Stati Uniti, in Europa e perfino in Germania — a causa del rallentamento della crescita e delle misure restrittive degli ultimi due anni.

L’equilibrio difficile tra politica economica e narrativa pubblica
La dichiarazione di Nagel va letta anche sul piano della percezione: se l’opinione pubblica perde fiducia nella neutralità delle banche centrali, diventa più difficile gestire le aspettative su inflazione, tassi e credito. L’esposizione politica, per definizione, riduce la capacità tecnica di un’istituzione di guidare la rotta. Per la Bundesbank — custode storica dell’ortodossia monetaria — questo rappresenta un campanello d’allarme che non riguarda solo Berlino, ma l’intera governabilità del quadro europeo.

Perché l’intervento di Nagel pesa
In Germania le pressioni sulla politica monetaria sono aumentate negli ultimi mesi, complice il rallentamento dell’economia e la richiesta crescente di stimoli. Il timore espresso da Nagel è che la linea dell’indipendenza venga erosa poco alla volta: non con una riforma formale, ma attraverso campagne di delegittimazione pubblica. Di fatto un terreno scivoloso, dove l’istituzione tecnica viene trascinata nel confronto politico.

Il presidente della Bundesbank ha così ribadito l’architrave dell’ordinamento europeo: la banca centrale serve l’interesse collettivo nel lungo periodo, non la convenienza dei governi nel breve. Se cade questa distinzione, cade la fiducia. E senza fiducia – ha sottolineato – si sgretola l’intera architettura della stabilità.

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