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Disparità salariale di genere: le donne italiane guadagnano il 20% in meno degli uomini

- di: Marta Giannoni
 
Disparità salariale di genere: le donne italiane guadagnano il 20% in meno degli uomini
Nel mercato del lavoro italiano, le donne continuano a subire una significativa disparità salariale rispetto agli uomini. Secondo il recente Rendiconto di genere presentato dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'INPS, nel 2023 le donne percepivano una retribuzione media giornaliera inferiore del 20% rispetto ai colleghi maschi. Questo divario è attribuibile a vari fattori, tra cui il maggiore ricorso al part-time da parte delle donne, livelli medi di qualifica più bassi e una minore propensione agli straordinari e ai congedi parentali da parte degli uomini.

Bassa rappresentanza femminile nei ruoli dirigenziali
Nonostante le donne siano mediamente più istruite, soprattutto nelle fasce più giovani, faticano a raggiungere posizioni di vertice. Solo il 21% dei dirigenti e il 32,4% dei quadri sono donne. Questa sotto-rappresentazione nei ruoli dirigenziali contribuisce ulteriormente al divario salariale e limita le opportunità di carriera per le donne.

Tasso di occupazione femminile e precarietà lavorativa

Il tasso di occupazione femminile nel 2023 si attestava al 52,5%, inferiore di 17,9 punti percentuali rispetto a quello maschile. Le donne hanno meno probabilità di ottenere contratti a tempo indeterminato, con solo il 18% delle assunzioni femminili rispetto al 22,6% per gli uomini. Inoltre, le donne rappresentano quasi i due terzi dei lavoratori part-time (64,4%) e il 15,6% di esse lavora part-time involontario, una percentuale tre volte superiore a quella degli uomini (5,1%).

Disparità salariali nei diversi settori economici
In quasi tutti i settori economici, ad eccezione dell'estrazione di minerali da cave e miniere, gli uomini percepiscono redditi medi giornalieri superiori alle donne. In dieci settori su diciotto, le donne guadagnano oltre il 20% in meno rispetto agli uomini. Le differenze più marcate si riscontrano nelle attività finanziarie e assicurative (32,1% in meno), nelle attività professionali scientifiche e tecniche (35,1% in meno) e in quelle immobiliari (39,9% in meno).

Impatto sulla previdenza e sulle pensioni
La minore partecipazione al mercato del lavoro e i salari più bassi si riflettono negativamente sulle pensioni delle donne. Nel Fondo lavoratori dipendenti, le pensioni medie degli uomini sono di 1.897,8 euro al mese, mentre quelle delle donne si attestano a 989 euro, con una differenza del 48%. Questo divario è influenzato non solo dalle retribuzioni più basse, ma anche dal fatto che molte donne in pensione non hanno lavorato e percepiscono pensioni ai superstiti.

Necessità di interventi mirati 
La persistente disparità salariale di genere in Italia evidenzia la necessità di interventi mirati per promuovere l'uguaglianza nel mercato del lavoro. Affrontare le cause profonde di questo divario, come la segregazione occupazionale, la distribuzione iniqua dei carichi familiari e la sotto-rappresentazione femminile nei ruoli dirigenziali, è fondamentale per garantire pari opportunità e condizioni economiche più eque per le donne.

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