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Lavoro: Belgio, verso settimana di 4 giorni e 9 ore e mezzo quotidiane

- di: Redazione
 
Lavoro: Belgio, verso settimana di 4 giorni e 9 ore e mezzo quotidiane
Il Belgio corre verso una vera e propria rivoluzione dell'organizzazione del lavoro, grazie ad un accordo che i sette partiti del governo hanno raggiunto e che prevede (oggi su base solo volontaria) una settimana di lavoro di quattro giorni, con un impegno quotidiano di nove ore e mezza.

Beglio: accordo fra partiti per la riduzione della settimana di lavoro

Una rivoluzione rispetto alla legge che, nel 1921, fissando il tetto massimo dell'impegno quotidiano, sancì un principio talmente innovativo che i sindacati lo celebrarono scolpendolo sui loro edifici (da allora chiamati ''Case delle otto ore''). La nuova organizzazione del lavoro dovrà sottostare ad alcune condizioni, oltre all'adesione volontaria da parte dei dipendenti.

Innanzitutto l'accordo prevede che il datore di lavoro dia il suo consenso o, in caso di diniego, ne spieghi le motivazioni. La nuova articolazione dell'orario giornaliero non dovrà, come ovvio, pregiudicare l'organizzazione dell'azienda. Nell'accordo è anche previsto che un dipendente possa chiedere di restare in servizio più ore per una settimana, per alleggerire il suo carico di lavoro in quella successiva.

L'obiettivo della riforma è quello di armonizzare meglio vita professionale e privata. Sull'accordo si sono già levate voci dissenzienti, come quella della Lega delle Famiglie che ritiene che ''altri mezzi sarebbero stati più rispettosi dei vincoli familiari, come il congedo parentale meglio retribuito". Anche perché, sostiene l'associazione, prolungare la giornata lavorativa fino a nove ore e mezzo al giorno potrebbe avere ricadute negative per le famiglie, come nel caso della gestione dei bambini.

Il governo, da parte sua, prosegue nel suo obiettivo di portare all'80% il tasso di occupazione dei belgi (oggi intorno al 70 per cento), con la necessità di inserire nel mondo del lavoro 670 mila persone. Cosa che porterebbe ricadute positive per il sistema pensionistico, oggi in equilibrio precario.
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