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AppLi, il nuovo coach digitale che guida i Neet verso il lavoro

- di: Marta Giannoni
 
AppLi, il nuovo coach digitale che guida i Neet verso il lavoro
AppLi, il nuovo coach digitale che guida i Neet verso il lavoro
Un assistente virtuale gratuito del ministero del Lavoro promette di cambiare il destino dei giovani esclusi dal mercato: orientamento personalizzato, simulazioni di colloquio e un matching intelligente con le offerte disponibili.

Un debutto atteso

I giovani italiani tra i 18 e i 35 anni ora hanno a disposizione un alleato in più per affrontare il percorso di ricerca del lavoro. Si chiama AppLi, l’assistente virtuale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sviluppato in collaborazione con l’INPS. L’iniziativa - già attiva - nasce con un obiettivo preciso: raggiungere i Neet, quei ragazzi che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi formativi, e restituire loro strumenti concreti per ripartire.

Lo strumento è gratuito, accessibile in qualsiasi momento dal sito del ministero e utilizzabile con Spid o Carta d’identità elettronica. In questa prima fase il target è limitato agli under 35, ma è già stata annunciata la volontà di estendere la platea.

Un’IA generativa al servizio del lavoro

La novità più interessante di AppLi è il suo cuore tecnologico. Non si tratta del solito chatbot con risposte preconfezionate: il sistema utilizza un’intelligenza artificiale generativa multi-agente, la prima realizzata in Italia da una pubblica amministrazione. Significa che diversi “agenti” digitali cooperano tra loro in un ambiente condiviso, ognuno specializzato in compiti diversi: chi cura l’orientamento, chi lavora sul curriculum, chi simula colloqui, chi analizza le offerte del mercato.

Un approccio che consente risposte più complesse e personalizzate. “L’IA è una grande opportunità, a patto che resti umanocentrica, al servizio delle persone e non il contrario.” — Marina Calderone, ministra del Lavoro.

Cosa può fare AppLi

Il ventaglio di funzioni è ampio e cresce costantemente:

  • Orientamento su misura: analizza interessi e competenze dell’utente e propone un percorso personalizzato.
  • Curriculum e lettere di presentazione: elabora e migliora i documenti di candidatura, fornendo consigli pratici.
  • Simulazioni di colloqui: allena i giovani a rispondere alle domande più frequenti e a gestire l’ansia.
  • Formazione rapida: offre mini-corsi e quiz per colmare lacune e rafforzare soft skills.
  • Matching intelligente: incrocia i profili con offerte di lavoro, tirocini e corsi coerenti con le richieste del mercato.

Il collegamento diretto con i Centri per l’impiego è un’altra chiave: AppLi non sostituisce il lavoro degli operatori, ma lo rafforza, offrendo un contatto immediato e digitale con opportunità reali.

Un progetto nato dal basso

AppLi non è stato progettato a porte chiuse. Il sistema è frutto di un processo di co-creazione: sin dall’inizio sono stati coinvolti giovani, regioni, centri per l’impiego ed esperti del settore, in modo da calibrare lo strumento sulle esigenze reali.

Il percorso non si ferma al lancio: la piattaforma sarà costantemente monitorata e aggiornata, con i feedback degli utenti a guidare le prossime evoluzioni.

Luci e ombre

Non mancano i punti interrogativi. In primo luogo il digital divide: non tutti i ragazzi hanno strumenti adeguati o competenze digitali per sfruttare appieno un coach virtuale. Poi c’è il tema della personalizzazione: riuscire ad adattare un percorso a un ragazzo del Sud con scarse prospettive non è la stessa cosa che accompagnare un laureato del Nord.

C’è infine la questione della privacy e della regolamentazione dell’IA: garantire trasparenza e rispetto delle normative europee sarà cruciale per mantenere fiducia e sicurezza.

I numeri del fenomeno Neet

Nel 2024 i Neet tra i 15 e i 29 anni erano circa 1,5 milioni, con incidenze più elevate nel Mezzogiorno. È a questa fascia che AppLi guarda con maggiore attenzione, tentando di invertire una tendenza che incide non solo sull’economia, ma anche sul tessuto sociale e psicologico di un’intera generazione.

La posta in gioco

Se funzionerà davvero, AppLi potrebbe diventare un modello europeo: un’IA pubblica, gratuita e accessibile, capace di ridurre il numero di giovani esclusi dal lavoro e rafforzare le politiche attive. Ma il successo dipenderà dall’integrazione concreta con i servizi territoriali e dalla capacità di raggiungere chi oggi resta ai margini.

Il debutto segna una svolta: per la prima volta un ministero italiano mette l’IA al centro di una strategia per includere, non per controllare. Una scommessa che può diventare una delle buone notizie per una generazione che fatica a immaginarsi un futuro.

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