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Lagarde: “La finanza non bancaria vale ormai il 400% del Pil dell’Eurozona”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Lagarde: “La finanza non bancaria vale ormai il 400% del Pil dell’Eurozona”

La finanza non bancaria ha assunto una dimensione che ridisegna la geografia dei mercati europei. A sottolinearlo è la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, intervenuta alla decima Conferenza annuale sulla ricerca, organizzata a Francoforte dall’istituto di Francoforte insieme all’Hoover Institution dell’Università di Stanford.

Lagarde: “La finanza non bancaria vale ormai il 400% del Pil dell’Eurozona”

Negli ultimi venticinque anni, ha ricordato Lagarde, il peso delle istituzioni non bancarie è passato da circa il 140% del Pil dell’Eurozona nel 1999 a quasi il 400% oggi. Un’espansione che non è solo quantitativa, ma qualitativa: questi soggetti rappresentano ormai oltre il 60% dell’intero settore finanziario europeo.

Un nuovo perno del credito
Lagarde ha osservato come fondi di investimento, assicurazioni e altri intermediari abbiano assunto un ruolo cruciale “nel finanziamento dell’economia reale e nella gestione del risparmio delle famiglie e delle imprese”. Un mutamento che spinge a interrogarsi sulla capacità di questi attori di sostenere la stabilità del sistema in momenti di crisi, in assenza del quadro regolatorio stringente che governa le banche tradizionali.

Il progressivo spostamento del baricentro, infatti, comporta vantaggi – maggiore diversificazione delle fonti di credito, più canali per allocare capitali – ma anche vulnerabilità nuove, soprattutto sul fronte della liquidità e della trasparenza dei rischi.

Regole e stabilità
Il tema è particolarmente sensibile per la Bce. La crescita del comparto non bancario ha ampliato il perimetro di un settore che, pur essendo centrale nella trasmissione della politica monetaria, non è soggetto agli stessi vincoli patrimoniali delle banche. Lagarde ha richiamato la necessità di “monitorare con attenzione l’evoluzione di questi attori”, ribadendo che la stabilità finanziaria rimane uno degli obiettivi fondamentali di Francoforte.

Il discorso si inserisce in un contesto internazionale in cui il Financial Stability Board e lo stesso Fondo monetario internazionale hanno più volte sottolineato i rischi di squilibri sistemici derivanti dalla finanza ombra, soprattutto nei momenti di tensione sui mercati obbligazionari e nei periodi di rialzo dei tassi.

Un fenomeno globale

La trasformazione non è solo europea. Negli Stati Uniti e in Asia il peso della finanza non bancaria è cresciuto con analoghi ritmi, alimentato dall’abbondanza di liquidità negli anni successivi alla crisi del 2008 e dalle politiche monetarie ultra-espansive. L’Eurozona, con il suo 400% del Pil, è però uno degli epicentri di questo trend, che intreccia finanza, regolazione e politica economica.

Impatti sull’economia reale

Secondo Lagarde, il dato più rilevante è che oggi la capacità di finanziare imprese e famiglie non dipende più solo dal credito bancario. Fondi, veicoli di cartolarizzazione, assicurazioni e private equity sono diventati strumenti ordinari attraverso cui passa la raccolta e l’investimento.

Questo cambiamento implica una ridefinizione anche del rapporto tra risparmio e crescita. Se da un lato i cittadini trovano nuove opportunità di investimento, dall’altro aumenta l’esposizione a rischi spesso difficili da valutare. Per i policy maker, la sfida è garantire che questi flussi continuino a sostenere l’economia reale senza creare bolle speculative o vulnerabilità eccessive.

La sfida per le autorità
La presidente della Bce ha quindi rimarcato che la governance di questo settore non può rimanere marginale. Saranno necessarie regole più chiare sulla gestione del rischio di liquidità, standard di trasparenza più stringenti e una maggiore cooperazione internazionale per evitare arbitraggi regolatori.

La posta in gioco è alta: con oltre il 60% del sistema finanziario europeo in mano a operatori non bancari, il rischio che uno shock improvviso possa trasmettersi all’intero circuito economico non è trascurabile.

Verso un nuovo equilibrio

Il messaggio di Lagarde è netto: la trasformazione del sistema finanziario non può essere ignorata. La sfida non è tornare indietro, ma gestire l’evoluzione verso un equilibrio nuovo, in cui banche e finanza non bancaria convivano con regole che salvaguardino la stabilità e al tempo stesso favoriscano l’innovazione e l’accesso al credito.

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