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Istat: produzione nelle costruzioni in crescita, a luglio +0,7% e +5,2% su base annua

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Istat: produzione nelle costruzioni in crescita, a luglio +0,7% e +5,2% su base annua

Dopo due mesi di contrazione, a luglio la produzione nel settore delle costruzioni torna a salire. Secondo i dati diffusi dall’Istat, l’indice destagionalizzato segna un +0,7% rispetto a giugno, mentre nella media del trimestre maggio-luglio l’aumento è pari a +1,3% rispetto ai tre mesi precedenti. Il rimbalzo interrompe la sequenza negativa di inizio estate e restituisce al comparto un profilo espansivo.

Istat: produzione nelle costruzioni in crescita, a luglio +0,7% e +5,2% su base annua

La spinta è confermata anche dal confronto su base annua: al netto degli effetti di calendario, con 23 giorni lavorativi come nel luglio 2024, la produzione cresce del 5,2%, lo stesso risultato registrato anche per l’indice grezzo. È un dato che consolida l’andamento positivo già emerso nella prima parte dell’anno.

I numeri cumulati
Nei primi sette mesi del 2025, la produzione corretta per gli effetti di calendario registra una crescita del 4,7%, mentre quella grezza avanza del 3,1%. Sono percentuali che raccontano una dinamica di fondo positiva, pur in un contesto che resta condizionato dall’uscita progressiva dalle politiche di incentivo straordinario degli anni passati.

La continuità della domanda, in particolare sul fronte delle manutenzioni e delle opere pubbliche diffuse, ha garantito una base solida, impedendo al settore di scivolare in una fase recessiva.

Le ragioni del rimbalzo
Il ritorno al segno più è spiegato da più fattori. I cantieri legati al Pnrr e agli interventi di rigenerazione urbana restano una componente determinante. Accanto a questi, si aggiunge il flusso regolare di lavori ordinari: ristrutturazioni, manutenzioni programmate, interventi di messa in sicurezza.

Un contributo arriva anche dal comparto residenziale, che dopo la frenata dovuta alla rimodulazione dei bonus fiscali ha trovato un nuovo equilibrio. La domanda privata, pur meno euforica rispetto agli anni del Superbonus, continua a esprimere volumi significativi, sostenuti dal bisogno di riqualificazione energetica e di ammodernamento del patrimonio edilizio.

L’impatto sui costi e sui margini
Sul fronte dei costi, l’arretramento dei prezzi delle materie prime rispetto ai picchi del biennio 2022-2023 ha alleggerito i bilanci delle imprese. Tuttavia, il peso del lavoro rimane elevato e la difficoltà a reperire manodopera specializzata si conferma un limite strutturale. Nonostante ciò, i margini di cantiere hanno beneficiato del rientro delle tensioni sui materiali, restituendo un po’ di respiro alle aziende.

Il quadro resta comunque delicato: l’accesso al credito, in una fase di tassi ancora non tornati ai livelli pre-pandemia, continua a rappresentare un ostacolo per le realtà più piccole, soprattutto quelle che operano in filiere lunghe.

Tra residenziale e opere pubbliche
Il settore residenziale mostra segnali di stabilità, grazie soprattutto alle manutenzioni e alle ristrutturazioni legate ai bonus “ordinari”. L’edilizia di nuova costruzione, invece, risente di più delle condizioni finanziarie e dell’andamento dei redditi familiari.

Le opere pubbliche rappresentano un cuscinetto importante. Non si tratta di grandi cantieri, ma di una rete di interventi diffusi: scuole, infrastrutture locali, edilizia sociale. Una domanda capillare che garantisce ore di lavoro e occupazione, sostenendo la capacità produttiva delle imprese.

Le incognite dell’autunno
Guardando ai prossimi mesi, le prospettive restano legate a variabili esterne. La continuità degli incentivi fiscali per la manutenzione degli immobili, la tenuta della domanda pubblica e la capacità amministrativa degli enti locali nel gestire bandi e varianti saranno fattori decisivi.

L’uscita dal regime straordinario del Superbonus ha ridisegnato il perimetro del mercato, riportando l’attenzione su strumenti più selettivi e meno generosi. Il rischio è che un rallentamento della domanda privata, non compensato da opere pubbliche sufficienti, possa frenare la dinamica del settore.

Una traiettoria moderata
Il dato di luglio conferma che il comparto delle costruzioni resta su una curva di crescita moderata. Per consolidarla serviranno certezze normative e un quadro di politiche industriali capace di favorire innovazione, digitalizzazione e nuove competenze professionali.

Istat fotografa un settore che, pur esposto a variabili complesse, mantiene una vitalità significativa. Il rimbalzo estivo mostra che, nonostante le turbolenze degli ultimi anni, l’edilizia continua a essere un pilastro dell’economia italiana, in grado di assorbire urti e rilanciare la propria traiettoria di crescita.

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