Intesa Sanpaolo, rapporto SRM: "Il commercio internazionale via mare continuerà a crescere"

- di: Daniele Minuti
 
SRM, il Centro Studi legato al Gruppo Intesa Sanpaolo, ha presentato il nono Rapporto Annuale “Italian Maritime Economy” nell’ambito della Naples Shipping Week 2022. E dai dati contenuti nel report, si nota come il commercio internazionale via mare a livello globale sia destinato a crescere.

Intesa Sanpaolo, rapporto SRM: "Il commercio internazionale via mare continuerà a crescere"

Le stime vedono un +1,1% nel 202, con 12,2 miliardi di tonnellate trasportate, e un +2,3% nel 2023. Positivi i dati legati ai noli, con rialzi record nel triennio 2019/2021, e quelli relativi all'affidabilità dei servizi di linea.

Non accenna a fermarsi la tendenza dell'integrazione verticale della logistica, col 2021 che vede 24 accordi del genere chiusi relativi a infrastrutture portuali, per un valore complessivo di 11,7 miliardi di dollari (+0,8 miliardi rispetto al 2020).

Come è ovvio che sia, la pandemia e il conflitto ucraino modificano e accorciano le supply chain, acuendo la tendenza al nearshoring e al friendshoring. Calcoli recenti stimano che il 60% delle aziende fra Europa e Usa che hanno delocalizzato, pensano a far rientrare parte delle loro produzioni nel prossimo triennio.

Non frena la congestione portuale (il 37% dei container non è disponibile a causa delle lunghe attese) e la competitività portuale e capacità attrattiva del Mediterraneo (indice salito di 20 punti dal 2006).

Il Canale di Suez ha mostrato numeri importanti nonostante la guerra in Ucraina (15.329 navi transitate nei primi 8 mesi del 2022, in un aumento del +15,1% sul periodo precedente) ma l'inflazione ha portato a una revisione al rialzo delle tariffe da gennaio, fino a +15% a esclusione di rinfusiere e navi da crociere, per cui ci si fermerà al 10%.

E l'Italia? Il nostro Paese produce il 16% del valore aggiunto nel settore del trasporto marittimo a livello comunitario, al secondo posto dietro la Germania, con dati che sfiorano i 184 miliardi di euro per l'import-export a giugno 2022. Bene anche i dati dei traffici, con un +2,7% rispetto al 2019 a 244 milioni di tonnellate, con un forte peso per i porti del Sud, a 425

Massimo Deandreis, Direttore Generale SRM (nella foto), ha commentato: "Studiare le dinamiche del commercio marittimo ci aiuta a capire come si sta trasformando l’economia mondiale e a comprendere gli impatti geopolitici di questi cambiamenti. Da questo rapporto emerge con chiarezza come la pandemia e la guerra stiano rafforzando alcune tendenze già in atto prima, come l’accorciamento delle supply chain e la tendenza di molte aziende a riportare siti produttivi più vicini ai mercati di sbocco. L’altro elemento importante è la conferma della nuova centralità del Mediterraneo, che si sta trasformando da semplice mare di transito a mare dove crescono i commerci e le attività logistiche e dove i porti, a partire da quelli italiani e del Mezzogiorno, diventano sempre più importanti, anche nel loro nuovo ruolo di hub energetici. Le ingenti risorse che il PNRR dedica a potenziare le infrastrutture portuali e le ZES rappresentano una occasione irripetibile per rafforzare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e per lo sviluppo del nostro Mezzogiorno".

Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo, ha aggiunto: "Il contesto geopolitico ha determinato uno spostamento delle rotte marittime globali e la valorizzazione delle ZES meridionali permetterebbe di sfruttare la nuova centralità energetica e logistica del Sud Italia. Per questo continuiamo a lavorare con gli stakeholder locali ribadendo il nostro sostegno all'intera filiera dell'economia del mare, con attività di reshoring, programmi di sviluppo imprenditoriale singoli e in filiera, formazione, iniziative ad elevato impatto economico e sociale che possano attrarre investitori. L'interesse a investire al Sud cresce sempre di più: Intesa Sapaolo nei primi mesi di quest'anno ha garantito liquidità alle sole imprese campane per oltre 670 milioni, di cui 200 proprio ad aziende che operano nell'area ZES. E già prima che si definisse il protocollo con il Commissario straordinario abbiamo analizzato progetti di investimento per oltre 40 milioni presentati da aziende insediate nel perimetro delle Zone Economiche Speciali. Va sempre ricordato che le facilitazioni previste per le ZES, la riconversione digitale e green del Paese, sono opportunità importanti per l’intero Mezzogiorno".
Il Magazine
Italia Informa n° 5 - Settembre/Ottobre 2022
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