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Nautica, Cecchi: "Il Salone di Genova vetrina per garantire la ripresa del mercato"

 
Il settore nautico italiano, suo passato recente, la sua realtà attuale e le sue prospettive. La necessità ancora più urgente di un piano industriale di un settore piagato dalle conseguenze della pandemia da Covid-19’, a cominciare dal lockdown. Ne parliamo con il Presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi.

Lei è diventato Presidente di Confindustria Nautica il 20 giugno 2019. Tra le priorità del suo programma spiccava al primo punto “la ricomposizione del settore perché ritrovi la forza che merita”. Su questo fronte risultati sono arrivati. A che punto è questa ricomposizione del settore e perché rappresenta un fattore fondamentale?
"La riunificazione della filiera nautica da diporto in un’unica Associazione nazionale, conclusasi lo scorso gennaio, ha dato ulteriore forza a Confindustria Nautica accrescendo la sua rappresentatività in Italia e all’estero e dà alla nautica quell’unità e coesione che un comparto leader mondiale come il nostro, merita. È stato un momento importante per la nostra Associazione. La sinergia che si è creata ha consentito, in particolare, di mettere a fattore comune tutte le energie per reagire positivamente in questo frangente complesso".

La storia della nautica è legata a doppio filo con quella dell’Italia. Negli anni recenti, il mercato della nautica ha subito colpi molto pesanti durante la grande recessione, interrompendo e anzi invertendo la cavalcata in avanti registrata dal settore tra il 2000-2008, che si possono definire per l’industria nautica dei veri e propri ‘anni d’oro’. Poi si è registrata una ripresa, interrotta bruscamente con l’emergenza sanitaria da Covid-19 e il conseguente lockdown.
Fino al lockdown qual era la situazione e cosa è avvenuto dopo? Quali, oggi, le prospettive del settore nel breve periodo?

"L’Emergenza COVID-19 ha impattato sul settore in un momento di crescita a due cifre per quattro anni consecutivi, con previsioni di ulteriore sviluppo. Il 2019 si è chiuso con una crescita quantificata ad oggi nell’ordine del 10% - I dati ufficiali verranno comunicati nel corso della presentazione del nuovo volume di “La Nautica in Cifre” al Salone Nautico di Genova. Il settore valorizza quindi oggi 4,7 mld € di fatturato. L’intrinseca natura stagionale di produzione, servizi e turismo, e l’andamento del ciclo finanziario positivo principalmente nei mesi di aprile, maggio e giugno, rendeva la filiera nautica una delle più colpite dai provvedimenti di contenimento dell’emergenza sanitaria. Il nostro Ufficio Studi, con rilevazioni costanti delle aziende associate, ha stimato infatti come l’impatto del lockdown sull’attività delle aziende della filiera, al 15 aprile avrebbe comportato una contrazione del fatturato del 13%, con rischio di perdita di 5.000 posti di lavoro, in gran parte concentrati nella subfornitura. Il charter ha registrato un’iniziale cancellazione del 62% dei contratti, ma dopo la riapertura delle attività del 18 maggio, abbiamo potuto riscontrare una ripresa importante della domanda che si è poi concretizzata in un’estate da tutto esaurito. Il mercato dei superyacht ha tenuto, con disdette contenute rispetto alle previsioni anche per natanti e imbarcazioni"

Tra i punti del suo programma al momento dell’elezione c’erano diverse priorità strategiche, come l’attuazione del Codice della nautica, la promozione e il sostegno della Piccola nautica, la formazione, l’ampliamento delle attività di supporto all’internazionalizzazione, il sostegno alle imprese, lo sviluppo del leasing nautico. Su quali punti e quanto, a suo giudizio, sono stati realizzati finora concreti passi in avanti?

"Lo scorso maggio, il Senato ha votato il parere al decreto correttivo della riforma del Codice della nautica, varata nel 2018. Confindustria Nautica sta attendendo il testo definitivo dall’esecutivo,
in accoglimento delle istanze del settore e a completamento della riforma del 2018, che indicava chiari principi di semplificazione per le aziende e riduzione degli oneri per gli utenti. Strategico il supporto dell’Associazione all’internazionalizzazione delle aziende del settore, insieme ad ICE Agenzia, con il programma di promozione del Made in Italy a livello mondiale e la partecipazione
ai principali Saloni esteri. Anche la formazione riveste un ruolo centrale: Confindustria Nautica ha promosso la Giornata Nazionale del Mare nelle scuole, ottenuta con la riforma del Codice della nautica nel febbraio 2018: una grande opportunità che ha lo scopo di sviluppare la cultura del mare, che vogliamo sia sempre di più la casa dei nostri giovani, che auspichiamo possano trovare nelle opportunità offerte dalla “Blue Economy” l’occasione per sviluppare le loro potenzialità e un futuro professionale. Confindustria Nautica, inoltre, continua a lavorare alla risoluzione delle attuali criticità come l’entrata in vigore delle nuove regole IVA per il leasing nautico (l’Associazione è riuscita a ottenere che l’entrata delle suddette regole per il noleggio nautico venissero posticipate a novembre con una disposizione del Decreto Semplificazione), e l’annosa situazione dei 23 porti turistici in contenzioso con lo Stato da 13 anni e a rischio sopravvivenza per l’applicazione retroattiva degli aumenti dei canoni demaniali stabilita nel 2007".

Vi siete battuti con grande determinazione per la difesa del Salone Nautico, strumento indispensabile per le aziende e motore di sviluppo per il settore. La buona notizia è che il Salone Nautico Internazionale di Genova è stato confermato per il 2020. Lei ha definito l’evento “indispensabile per il rilancio e la ripartenza di un settore come quello nautico che è strategico per l’economia nazionale e che ha subito ingenti danni a causa del lockdown”. Cosa sarebbe accaduto se quest’anno non si fosse tenuto?
"Il nostro impegno è quello di realizzare e un’edizione che garantisca la sicurezza degli espositori e del pubblico. Sono operativi tutti gli strumenti per consentire lo svolgimento della manifestazione nella migliore condizione di sicurezza senza pregiudizio per l’efficacia commerciale e il coinvolgimento degli appassionati. Stiamo lavorando su logistica, gestione telematica, biglietteria on line, controllo degli accessi, ma anche su una nuova concezione di evento resa possibile dall’ampiezza caratteristica degli spazi che ne fanno un unicum rispetto ad altri eventi. Il Salone Nautico da sempre costituisce l’appuntamento più rappresentativo dell’eccellenza del Made in Italy a livello mondiale. In questo particolare momento rappresenta per le Aziende, italiane e straniere, una vetrina fondamentale per garantire la ripresa del mercato e delle vendite".

La Sostenibilità (a 360 gradi: ambientale, economica e sociale) è sempre più un fattore cruciale e gli investitori internazionali ne fanno sempre più un discrimine per allocare i loro investimenti (perché imprese sostenibili sono più resilienti e fanno più profitti nel medio-lungo periodo). Come è messa, in media, la nautica italiana su questo fronte strategico?

"È un tema importante. Abbiamo presentato al Ministero dello Sviluppo Economico un piano per il sostegno  agli investimenti della filiera in chiave di sostenibilità, un tema imprescindibile che deve guidare una programmazione seria e consapevole. Questa è la nostra sfida che guarda al futuro e allo sviluppo del settore, con l’obiettivo di accrescere in misura ancora maggiore la competitività delle nostre aziende. Per mantenere la nostra riconosciuta leadership internazionale nei superyacht, nelle imbarcazioni pneumatiche e nella componentistica è necessario, infatti, continuare a investire in innovazione e in tecnologie a basso impatto ambientale: lo riteniamo un aspetto prioritario e indifferibile".

Il suo primo mandato alla Presidenza di Confindustria Nautica scade nel 2023. Come vorrebbe che venga ricordato questo suo primo mandato?
"La fiducia nell’eccellenza delle nostre imprese e nel valore del settore è sempre stata al centro del mio lavoro e di ogni mia riflessione. Ho assunto l’impegno di guidare Confindustria Nautica
con responsabilità nei confronti dell’intero comparto della nautica da diporto, dei suoi 22mila addetti diretti e di tutta la sua filiera di oltre 180mila occupati. Nel corso di questi mesi ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lavorato sodo per il bene del nostro settore, fiore all’occhiello del made in Italy, che difendiamo e promuoviamo da sempre con orgoglio. Personalmente ho puntato con grande convinzione sul dialogo, in ogni occasione, promuovendo il confronto con tutti, sulla scorta dei miei trentadue anni di esperienza in seno all’Associazione. Dialogo e confronto aperto sono le parole d’oro che da sempre guidano il mio lavoro e che caratterizzano la mia Presidenza: dialogo con tutti i soggetti in gioco, con il governo, con le istituzioni regionali e cittadine"
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