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The Italian Sea Group, Costantino: "Puntiamo a farci conoscere nel mondo"

 
The Italian Sea Group, tra i leader internazionali riconosciuti nella nautica di lusso, continua la sua marcia veloce e non finisce di stupire per quantità e qualità delle iniziative. Ne parliamo con Giovanni Costantino, Fondatore e CEO dell’azienda.

Lo scorso 4 giugno, in occasione del varo a Marina di Carrara di “Geco”, il nuovo megayacht charter di 55 metri della flotta Admiral, brand di “The Italian Sea Group” rinomato per i prestigiosi ed eleganti yacht, lei ha confermato i piani dell’azienda per il 2020. Piani che sono molto intensi. Ci può fare un quadro della situazione e degli obiettivi?
"Attualmente il nostro Cantiere sta lavorando a pieno regime con 13 commesse all’attivo e due importantissimi progetti di brand extension in fase di sviluppo tra cui la partnership appena lanciata con Automobili Lamborghini per la costruzione del motor yacht “Tecnomar for Lamborghini 63”. Il nostro obiettivo principale per quanto riguarda le nuove costruzioni è quello di affermarci sempre di più nel segmento dei mega yacht, mentre per quanto riguarda le attività di Refit puntiamo ad accrescere la nostra esperienza e a farci sempre di più conoscere a livello internazionale".

Ha fatto scalpore l’accordo tra Automobili Lamborghini e “The Italian Sea Group” per “Tecnomar for Lamborghini 63”, il nuovo incredibile motor yacht che celebra l’anno di fondazione della Casa di Sant’Agata Bolognese. Il progetto prende spunto dalla Lamborghini Sián Fkp 37, la supersportiva ibrida. Grazie ai due motori Man V12-2000Hp il motor yacht potrà raggiungere i 60 nodi di velocità e sarà l’imbarcazione più veloce della flotta Tecnomar di “The Italian Sea Group”. Oltre all’importanza dell’iniziativa in sé, traspare una scelta strategica nuova in termini di partnership, di cui vi fate battistrada, tra nautica luxury e automotive di prestigio. Qual è, in altre parole, l’importanza di questa iniziativa imprenditoriale di alto livello e quali nuovi orizzonti apre?
"Ho scelto di realizzare questo progetto innovativo e sfidante in partnership con Automobili Lamborghini perché è il brand che è più affine a The Italian Sea Group per caratteristiche e sistema di valori. Lamborghini, come noi, rappresenta l’eccellenza nel suo settore di riferimento, è made in Italy, è lusso, è performance unite a tecnologia, è un brand che realizza sogni. L’Importanza di questo accordo può essere analizzata da molteplici punti di vista. Innanzitutto abbiamo creato uno yacht totalmente “disruptive”, un prodotto innovativo indirizzato ad una audience nuova e globale. In secondo luogo, le performance e le prestazioni tecniche dello yacht sono superiori rispetto a qualsiasi altro prodotto simile. Il nostro team di ingegneri ha lavorato molto per creare un’imbarcazione unica nel suo genere e il nostro Centro Stile si è dedicato alla realizzazione di interni ed esterni slanciati e dinamici incorporando e linee fondamentali delle Supercar Lamborghini. Il Tecnomar for Lamborghini 63 rappresenta la prima trasposizione nautica di una super sportiva e guidarlo sarà una grande emozione".

Come ha impattato l’emergenza sanitaria da Covid-19 sull’attività dell’azienda?
"Dopo la fase di lockdown, non appena abbiamo avuto la possibilità di tornare a lavorare a pieno regime, il cantiere ha ripreso le proprie attività consapevole che la ripartenza, per quanto dura, sarebbe stata sicuramente positiva. Grazie ad una pianificazione attenta e a lungo termine ed investimenti mirati, le nostre commesse non hanno subito ritardi significativi e stiamo rispettando il nostro piano d’azione".

“The Italian Sea Group” è oggi tra i player più riconosciuti a livello internazionale nel settore della nautica di lusso, attivo nella costruzione e refit di motoryacht e navi fino a 100 metri. Una bellissima storia imprenditoriale italiana di grande successo. Qual è la “miscela”, quali i valori che ne sono alla base?
"Dedizione e passione, ricerca del bello, elevata qualità, cura dei dettagli; sono queste le caratteristiche che ci contraddistinguono. E infine l’italianità, che da sempre ho voluto sottolineare fortemente e che è presente in ogni nostra espressione, anche la più semplice. Da italiani, abbiamo un’inclinazione naturale verso il design e il bello e ho voluto traslare questa nostra peculiarità nel mondo dello yachting".

Lei ha impresso all’azienda una marcia a tappe forzate. Acquisisce, attraverso la società Moda Design Srl, Tecnomar S.p.A. Nel 2011 c’è l’acquisizione di Admiral; nel 2012 l’acquisizione da  Invitalia S.p.A di Nuovi Cantieri Apuania S.p.A, storico cantiere di Marina di Carrara; nel 2013 Moda Design cambia nome e diventa “The Italian Sea Group”, iniziando un vasto programma pluriennale di investimenti; nel 2017 avete aperto un ufficio a Hong Kong e dal 2017 ad oggi avete fatto molta altra strada, di cui in parte abbiamo parlato. Più che il solo fare impresa, la sua appare come una missione. D’altronde, lei ha affermato che “la nautica non è (solo) un’iniziativa imprenditoriale”…
"Oggi The Italian Sea Group è uno tra i player più riconosciuti a livello internazionale, e posso dire che, nonostante la crisi del lusso, siamo una realtà in continua crescita ed evoluzione. In effetti considero una vera missione entrare tutti i giorni in ufficio alle 7 del mattino e uscire la sera tardi, cosa che ho sempre fatto nel corso della mia vita professionale in tutte le attività che ho svolto. La nautica per me è stata sempre una grandissima passione e mi ritengo un uomo estremamente fortunato per aver potuto trasformare una passione nel mio lavoro quotidiano. The Italian Sea Group è una mia creatura che ho creato e sviluppato come ogni genitore fa con i propri figli. Più volte ho definito quest’azienda proprio come il mio quarto figlio".

Nel luxury nautica la concorrenza è molto forte. Qual è la sua principale carta vincente? Forse, come ha affermato, il fatto di pensare all’azienda “come a un luxury brand, non solo un cantiere navale”?
"Sono convintissimo che, nell’essere un luxury brand, il design rappresenti il vero vantaggio competitivo nel mondo dello yachting. Il design fa la vera differenza e ha bisogno di essere interpretato come sommatoria di tanti piccoli dettagli, spesso anche estremamente difficili da realizzare, che implicano sacrifici enormi in termini di tempo, dedizione e costi. Il design fa la differenza proprio perché siamo italiani, e nel nostro essere italiani questo è senza dubbio uno degli obiettivi principali da perseguire".

Gli armatori che approcciano il luxury sono di solito molto esigenti. Talvolta anche capricciosi. Quali sono i vostri rapporti con gli armatori?
"I nostri armatori sono molto esigenti e noi cerchiamo di soddisfare al meglio le loro attese. E ci riusciamo, tanto è vero che chi ha acquistato uno dei nostri motoryacht spesso torna perché ne vuole un altro più grande o con caratteristiche differenti e chi viene da noi per le attività di refitting, che sono il vero banco di prova di capacità organizzativa e tecnologica, a volte diventa nostro cliente".

Lei, come ha dichiarato in un’intervista, fin dall’inizio si era dato un obiettivo: l’innovazione strutturale della logica di fare nautica. A che punto pensa di essere arrivato in questa mission della sua vita?
"L’innovazione è per me una caratteristica imprescindibile del fare yachting. Ogni esemplare che creiamo rappresenta di fatto un’innovazione, perché caratterizzato da design e dettagli unici nel loro genere. Per rimanere costantemente teso verso nuovi stimoli non mi considero mai soddisfatto di quello che ho raggiunto ma punto a superare traguardi sempre più ambiziosi…"
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