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Huawei esclusa dalla rete 5G in Svezia: Pechino minaccia ritorsioni

- di: Jean Aroche
 
Sono diventate molto tese le relazioni economiche (e quindi, anche e forse soprattutto, politiche) tra Svezia e Cina, dopo la decisione del governo di Stoccolma di escludere le società cinesi Huawei e ZTE dai contratti per la realizzazione della rete 5G, in nome - è stato specificato a chiare lettere - della sicurezza nazionale. La decisione ha fatto scattare l'immediata reazione di Pechino, che ha lasciato capire di stare seriamente considerando l'ipotesi di rivedere la propria posizione riguardo le aziende svedesi che operano in territorio cinese.

Quindi la Svezia diventa il secondo Paese europeo, dopo la Gran Bretagna (che ha preso questa decisione a luglio) , ed il primo nella Ue a vietare esplicitamente a Huawei le infrastrutture necessarie per far funzionare la sua rete 5G, la quinta generazione di Internet mobile. Stoccolma ha notificato a Huawei che le sue attrezzature già installate e che potrebbero essere utilizzate per la tecnologia 5G dovranno essere smantellate entro il primo gennaio del 2025.

Un termine più breve rispetto a quello fissato dal Regno Unito, che ha chiesto a Huawei di disinstallare le apparecchiature per il 5G entro il 2027. La reazione di Pechino non si è fatta attendere, con una netta critica a quella che ha definito la ''politicizzazione del commercio svedese'', sostenendo che la sicurezza nazionale, che Stoccolma ha sollevato ponendola alla base del provvedimento, altro non sia che un pretesto per screditare le aziende cinesi.

''La Svezia - si legge in una nota, riferita oggi dai media del Paese scandinavo - dovrebbe adottare un atteggiamento obiettivo e imparziale, invertire la sua cattiva decisione, al fine di evitare un impatto [...] negativo per le attività delle società svedesi in Cina''. Una presa di posizione molto chiara, in parte ammorbidita da una dichiarazione di Zhao Lijian, portavoce della diplomazia cinese, secondo il quale ''il primo ministro svedese Stefan Löfven ha assicurato che la decisione non era diretta alla Cina''.

''Lo scopo stesso della legislazione - ha aggiunto Zhao Lijian in una dichiarazione all'agenzia di stampa svedese TT - è garantire la sicurezza qui in Svezia. (....). Sono le autorità a valutare cosa è possibile e cosa non è possibile. Ed è ovvio che ci fidiamo della loro valutazione''. La Svezia ha un'importante presenza commerciale in Cina. Ikea, marchio iconico svedese dell'arredamento, ha in Cina 35 negozi.

Gli Stati Uniti hanno aumentato le pressioni sui loro alleati, nel corso degli ultimi mesi, affinché sia posto il divieto a Huawei di installare le sue apparecchiature per la tecnologia 5G, sostenendo che esse determinerebbero dei rischi per la cybersecurity. In particolare, l'intelligence americana teme che Huawei permetta alle autorità cinesi di utilizzare le sue apparecchiature per monitorare le comunicazioni e il traffico dati. Cosa che Huawei ha smentito. Le posizioni europee rimangono ampiamente divergenti e le raccomandazioni formulate da Bruxelles, che hanno dato il via libera a Huawei a determinate condizioni, rimangono non vincolanti.
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