G7, alla fine né vincitori o vinti

- di: Redazione
 
Il formato che, mettendo intorno ad un tavolo, le sette maggiori economie del Pianeta, insieme ai Paesi che stanno crescendo di importanza nello scacchiere globale, è forse l'unico ancora in grado di dare risposte alle tante crisi che il mondo deve fronteggiare. Cosa che non significa affatto che crisi e problemi trovino poi soluzione, ma almeno concedono l'immagine plastica che i Grandi della Terra si parlano, magari non essendo d'accordo, ma almeno si parlano.
Certo con significative assenze perché, se intorno al tavolo di cui sopra accogli il presidente dell'Ucraina, Zelensky, e non inviti Putin, sai sin da subito che una soluzione alla guerra di cui l'Europa è testimone diretta, è impossibile da trovare anche perché l'appoggio a Kiev di Stati Uniti ed Ue,  consolidatosi sin dall'aggressione di Mosca, è un ostacolo a dire poco insormontabile per la ricerca di una composizione del conflitto. Ma compito del G7 da sempre è quello di rafforzare le vecchie intese poiché, a nostra memoria, quelli precedenti non hanno mai mostrato stravolgimenti dello status quo ante. Allora, perché credere o sperare che il vertice possa trovare, in due giorni, quelle soluzioni perseguite da molto tempo?

G7, alla fine né vincitori o vinti

Perché, come si potrebbe leggere in qualsiasi compendio relativo alle regole della diplomazia, un accordo o un compromesso devono passare dal confronto delle rispettive idee, nella speranza di trovare una soluzione mediata al problema. Quindi, nessuna ricetta miracolosa per la guerra in Ucraina (se non l'intesa di sfruttare, a favore degli armamenti di Kiev, gli interessi relativi al congelamento degli asset russi, cioè quelli accumulati nei forzieri degli oligarchi vicino al cerchio magico dello ''zar'') e lo stesso si deve dire di una linea comune per rendere l'Intelligenza artificiale una risorsa e non qualcosa di cui avere paura (come mirabilmente ed efficacemente sintetizzato da papa Francesco).

Ma il G7, nel rispetto della tradizione, si è lasciato dietro un mare di polemiche, legate a presunte pressioni della presidenza italiana di ''depotenziare'' la possibile deflagrazione di tematiche sempre a rischio esplosione, quali le problematiche del diritto delle donne a potere decidere in autonomia sull'interruzione volontaria della gravidanza o sul rispetto delle istanze della comunità LGTB. Però sarebbe ingiusto e anche oggettivamente difficile da sostenere che l'Italia del ''post G7'' non sia uscita più forte in campo internazionale, per il semplice motivo che ha saputo portare avanti la sua agenda, dando la possibilità a Giorgia Meloni di rafforzare, soprattutto in campo europeo, la sua volontà di dimostrarsi determinante su più dossier, non solo quelli specificamente legati ai futuri assetti della politica in Europa. Dire che da presidente di turno del formato del G7 Giorgia Meloni sia uscita più forte è di tutta evidenza, come del resto confermato dalla saldezza del legame con gli Stati Uniti (quelli di oggi e,  chissà, anche di quelli di domani). Ma il presidente del consiglio ha messo a reddito anche il recente risultato elettorale europeo, da cui è uscita vittoriosa in termini di percentuali e comunque alla guida del solo governo uscito più forte dalle urne.

Paradossalmente, a pensarci su, più forte della stessa Marine Le Per, la cui vittoria, con il Rassemblement National, deve essere confermata e non è detto che le percentuali del prossimo appuntamento elettorale in Francia siano le stesse delle europee.
Il G7 quindi va in archivio e poco resterà delle polemiche che intorno ad esso sono fiorite, perché alla gente poco interessa sapere a chi e con che modalità sono andati gli appalti per l'organizzazione dell'evento o perché c'é voluta la protesta ufficiale degli organismi di rappresentanza delle forze di polizia per scoprire che agenti, finanzieri e carabinieri, in servizio per l'evento, erano stati sistemati in una nave da crociera fatta arrivare in fretta e furia senza nemmeno provvedere all'arredo interno o alla funzionalità dei servizi (quelli igienici, tanto per capirci). La gente ha visto l'Italia tornata al proscenio, anche se i risultati politici daranno il loro responso chissà quando.
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