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Bruxelles approva un piano più morbido sul deficit della Francia

- di: Jole Rosati
 
Bruxelles approva un piano più morbido sul deficit della Francia
Una svolta importante sui conti pubblici francesi arriva da Bruxelles. Il Comitato dei rappresentanti permanenti dei 27 Stati membri (Coreper) ha approvato una nuova raccomandazione che modifica gli obiettivi fiscali per la Francia. Il Consiglio Ecofin di martedì prossimo è chiamato a ratificare questa decisione, che introduce un tetto di crescita della spesa netta più alto rispetto a quanto inizialmente previsto. La crescita massima, precedentemente fissata allo 0% per il prossimo anno, è stata rivista allo 0,8%, permettendo una maggiore flessibilità al governo di Parigi.

Un cambio di rotta per il deficit francese
Il nuovo piano fiscale francese, inviato a Bruxelles il 16 gennaio, rappresenta un significativo adattamento rispetto al precedente. La Commissione Europea, che aveva lanciato la procedura per disavanzo eccessivo a luglio scorso, ha già valutato il piano come conforme alle regole del Patto di stabilità. Questa modifica accoglie le proiezioni di un rapporto deficit/PIL che passa dal 5% previsto inizialmente al 5,4%. Un segnale importante per il nuovo governo francese, guidato da François Bayrou (nella foto), in carica dal 23 dicembre scorso.
"Questo piano riflette le necessità di un'economia che ha bisogno di investimenti strategici per mantenere la competitività e affrontare le sfide del futuro", ha dichiarato un funzionario della Commissione europea, sotto condizione di anonimato, il 17 gennaio.

Le implicazioni per la Francia e l'UE
Il piano strutturale francese prevede una serie di revisioni per il triennio 2026-2028 e oltre. I nuovi target prevedono una crescita massima della spesa dell'1,2%, leggermente ridotta rispetto all'1,4% previsto dal precedente piano. Per il 2029, il limite sarà dell'1,1% rispetto all'1,3% indicato in precedenza.
Questa decisione rispecchia un compromesso che consente alla Francia di mantenere un certo grado di flessibilità fiscale senza compromettere gli impegni di stabilità presi con l'UE. Tuttavia, non mancano le critiche. Alcuni paesi del Nord Europa temono che una gestione più permissiva possa indebolire il rigore fiscale complessivo dell'Unione.

La posizione del governo francese

François Bayrou ha difeso con forza l'approccio più flessibile. In una dichiarazione del 16 gennaio, ha affermato: “La Francia non può crescere e innovare senza un margine di manovra fiscale che consenta investimenti in settori chiave come la transizione energetica e la digitalizzazione”. Questa linea è stata accolta con favore dai settori economici francesi, che vedono nei nuovi target un'opportunità per rilanciare la crescita.

Una decisione attesa al Consiglio Ecofin

Il via libera del Coreper rappresenta un passo cruciale, ma la decisione finale spetta al Consiglio Ecofin. Fonti vicine al dossier indicano che il dibattito potrebbe essere acceso, con alcuni Stati membri che potrebbero spingere per mantenere un maggiore rigore nei conti pubblici.
Questa revisione dei target fiscali rappresenta non solo un test per la credibilità della Francia, ma anche per la coesione dell'UE nel bilanciare esigenze economiche diverse tra gli Stati membri. La risposta del Consiglio Ecofin, prevista per il 23 gennaio, sarà determinante nel definire il futuro degli equilibri fiscali europei.

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