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FMI, Italia ferma allo 0,7%: crescita lenta fino al 2027

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
FMI, Italia ferma allo 0,7%: crescita lenta fino al 2027
FMI, Italia ferma allo 0,7%: crescita senza scosse fino al 2027
Il Fondo rivede i decimali ma non il quadro: mondo resiliente, Europa lenta, Roma resta indietro. 
 
(Foto: Pierre-Olivier Gourinchas, capo economista del FMI).

Il Fondo monetario internazionale ritocca le previsioni e, per l’Italia, il messaggio resta sobrio ma netto: crescita lenta, senza scosse. Nell’aggiornamento “interim” del World Economic Outlook presentato a Bruxelles, il FMI taglia di 0,1 punti la stima sul 2026, portandola a +0,7%, e alza di 0,1 quella sul 2027, che torna anch’essa a +0,7%. Una correzione minima nei decimali, ma significativa nella sostanza: il Paese resta agganciato a un sentiero di espansione debole, mentre l’economia globale viene descritta come più resiliente del previsto.

La fotografia è quella di un mondo che accelera grazie a investimenti tecnologici e condizioni finanziarie ancora relativamente favorevoli, ma con l’Europa che fatica a trasformare la stabilità in slancio. E dentro l’Europa, l’Italia continua a occupare il gradino basso della crescita.

Crescita globale al 3,3%: resilienza e spinta tech

Il FMI rivede al rialzo la crescita mondiale del 2026 a +3,3% (+0,2 punti), confermando lo stesso livello del 2025, e mantiene per il 2027 una previsione di +3,2%. Un dato che racconta la capacità dell’economia globale di reggere urti e incertezze. Il Fondo parla di un bilanciamento tra forze contrapposte: da un lato i “venti contrari” delle politiche commerciali e delle tensioni geopolitiche, dall’altro i “venti favorevoli” degli investimenti legati alle tecnologie – intelligenza artificiale in testa – e un mix di sostegno fiscale e monetario che mantiene il sistema in carreggiata.

Il punto è che questa resilienza non si distribuisce in modo uniforme: cresce soprattutto dove gli investimenti innovativi sono più aggressivi e dove la domanda interna resta robusta.

Eurozona: lieve rialzo, ma l’Italia resta fanalino di coda

Per l’area euro il FMI alza di un decimale la stima 2026 a +1,3%, confermando +1,4% nel 2027. Un miglioramento lieve, quasi tecnico, che però segnala una tendenza: l’Europa prova a rialzare la testa, ma lo fa senza strappi.

Dentro questo quadro, la traiettoria italiana appare la più fragile: dopo un +0,5% nel 2025, il Paese viene visto crescere al massimo +0,7% nel 2026 e nel 2027. In altri termini: l’Italia non entra in recessione, ma nemmeno cambia passo. E quando gli altri salgono di qualche gradino, la distanza resta.

Germania e Spagna spingono, Francia stabile

Il confronto europeo racconta un continente a due velocità. La Germania, reduce da anni difficili, viene rivista al rialzo: +1,1% nel 2026 (+0,2) e +1,5% nel 2027 (confermato). La Francia sale a +1,0% nel 2026 (+0,1) e resta a +1,2% nel 2027. La Spagna continua a sorprendere: il FMI alza la stima 2026 di 0,3 punti a +2,3%, e quella 2027 di 0,2 a +1,9%.

Sono numeri che, letti insieme, fanno emergere una dinamica chiara: chi riesce a sostenere consumi, investimenti e turismo mantiene un vantaggio. Chi resta intrappolato tra bassa produttività e domanda interna debole fatica a recuperare terreno.

USA e Cina: crescita rivista al rialzo, ma con ombre

Negli Stati Uniti il FMI rivede al rialzo la crescita 2026 a +2,4% (+0,3), mentre lima il 2027 a +2,0% (-0,1). La Cina sale a +4,5% nel 2026 (+0,3), ma scende a +4,0% nel 2027 (-0,2). L’India resta su livelli elevati: +6,4% sia nel 2026 (+0,2) sia nel 2027 (confermato).

La lettura del Fondo è che il baricentro della crescita resta agganciato ai grandi investimenti tecnologici e alla capacità di adattamento del settore privato, mentre le tensioni commerciali continuano a pesare come un freno strutturale.

Per l’Italia, il nodo è trasformare la stabilità in crescita

Il dato italiano non è un crollo, ma è una conferma: il problema non è la tenuta, è l’assenza di accelerazione. Il FMI vede un Paese che resta dentro la stabilità, ma senza la forza di trasformarla in espansione robusta. E quando il mondo cresce al 3,3% e alcuni partner europei rialzano le stime, lo 0,7% italiano suona più come una soglia psicologica che come una prospettiva di rilancio.

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