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Unicredit sceglie cedole e plusvalenze: il piano B di Orcel

- di: Vittorio Massi
 
Unicredit sceglie cedole e plusvalenze: il piano B di Orcel
Unicredit sceglie cedole e plusvalenze: il piano B di Orcel
Tra Commerzbank e Alpha Bank, dividendi in crescita e utili record al 2027.

Una strategia alternativa

Fermate le grandi manovre di M&A da veti politici in Italia e Germania, Andrea Orcel ha messo in campo un piano B netto: costruire partecipazioni mirate (stake building) che generino plusvalenze e un flusso robusto di cedole, accrescendo al contempo l’influenza industriale di Unicredit sul perimetro europeo.

Commerzbank, numeri e frizioni

La partita tedesca è il baricentro. Dalla quota iniziale attorno al 9% (settembre 2024), Unicredit è salita a circa il 26% trasformando derivati in azioni e puntando, nelle intenzioni, a un livello vicino al 29%. Il rally del titolo ha moltiplicato il valore del pacchetto e consolidato plusvalenze di rilievo, mentre il rafforzamento patrimoniale fa da cuscinetto in fasi di volatilità.

Le tensioni non mancano. A luglio un dirigente di Commerzbank ha invitato Orcel a “vendere, incassare e andarsene”  e la ceo Bettina Orlopp ha definito la presenza italiana “not ideal”. Ma finché i conti tedeschi migliorano e i dividendi salgono, la linea di difesa dell’indipendenza trova argomenti, e Unicredit incassa rendimento e peso strategico.

Grecia, terreno fertile

In Grecia la musica è diversa: sulla Alpha Bank l’accoglienza istituzionale è stata positiva. La partecipazione è stata ampliata fino a circa il 26% tramite azioni e strumenti finanziari, con l’orizzonte di arrivare a il 29,9% previo via libera regolatorio. Qui lo stake building non è solo finanza: c’è integrazione commerciale, distribuzione di prodotti e sinergie che sostengono ritorni a doppia cifra.

Dividendi e buy back

Non è solo questione di capital gain. Nel 2025, allo stacco cedola di Commerzbank, Unicredit ha incassato circa 67 milioni. Guardando al 2027, se la quota “pro tempore” si attestasse vicino al 29%, il flusso complessivo di cedole dal perimetro tedesco potrebbe superare i 700 milioni su base annua, con ulteriore spinta da Atene. Nel frattempo, il gruppo ha alzato le guidance sull’utile e confermato una politica di distribuzione agli azionisti aggressiva, tra dividendi e riacquisti.

Perché il piano b funziona

Tre pilastri rendono credibile la rotta di Orcel. Primo: valorizzazione immediata delle partecipazioni grazie al ciclo favorevole dei corsi azionari. Secondo: rendimenti ricorrenti via dividendi che finanziano la remunerazione degli azionisti. Terzo: opzioni strategiche future — dal consolidamento industriale alla rotazione degli asset — mantenendo il controllo sul rischio politico e regolatorio. È una strategia difensiva e offensiva insieme, che trasforma uno stop alle acquisizioni in un moltiplicatore di valore.

Dichiarazioni e contesto

«Non è l’assetto ideale» ha osservato la ceo di Commerzbank Bettina Orlopp a proposito della partecipazione di Unicredit. Dal fronte opposto, un dirigente di Francoforte ha liquidato la strategia di Piazza Gae Aulenti con l’invito a «vendere, incassare e andarsene».

Sul versante greco, la traiettoria è stata descritta come “promettente” dagli osservatori, vista la combinazione di ritorni e collaborazione industriale. 

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