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Fabergé ai tempi nuovi: il gioiello imperiale ha un nuovo custode

- di: Jole Rosati
 
Fabergé ai tempi nuovi: il gioiello imperiale ha un nuovo custode
Fabergé venduta a Mosunov: rilancio nel lusso mondiale
Un magnate tech-russo acquista il celebre marchio per rilanciarlo nel lusso mondiale.

(Foto: fotomontaggio).

Tra passato imperiale e ambizioni future

Il celebre brand Fabergé, noto per le sue uova pasquali imperiali, è passato nelle mani dell’imprenditore tech Sergei Mosunov, alla guida di SMG Capital. L’acquisto, concluso l’11 agosto 2025, si è chiuso con un esborso complessivo di 50 milioni di dollari45 milioni versati immediatamente e i restanti 5 legati a royalty future.

Perché Gemfields ha venduto?

La multinazionale mineraria Gemfields, proprietaria del marchio dal 2013 grazie a un accordo da 142 milioni di dollari, ha deciso di cedere Fabergé dopo un calo delle vendite (13,4 milioni di dollari di ricavi nel 2024, in discesa rispetto ai 15,7 milioni del 2023) e per concentrarsi sulle sue miniere di rubini e smeraldi in Africa.

Dichiarazioni chiave

Il CEO di Gemfields, Sean Gilbertson, ha commentato: “La cessione segna la fine di un’era. Fabergé ha elevato il profilo delle nostre pietre preziose; sentiremo la mancanza del suo appeal e fascino”.

Mosunov, da parte sua, ha definito l’acquisizione “un grande onore”. Ha evidenziato le radici storiche del marchio — legami con Russia, Inghilterra, Francia e Stati Uniti — e l’intenzione di rafforzarne la presenza globale nel segmento lusso.

Un salto dalla storia al futuro

Alle origini imprenditoriali

Il marchio nacque nel 1842 a San Pietroburgo, grazie a Gustav Fabergé, ma è diventato celebre soprattutto per mano di Peter Carl, che dal 1885 realizzò le famose uova imperiali per gli zar. La rivoluzione del 1917 decretò la fine dell’epoca d’oro: i laboratori vennero confiscati e la famiglia Fabergé costretta all’esilio nel Nord Europa. Ad oggi, sopravvivono circa cinquanta “uova imperiali”, alcune esposte al Cremlino.

Il percorso recente

Il marchio ha avuto diverse reincarnazioni: venduto da Unilever nel 1989 per 1,55 miliardi di dollari dopo aver ampliato l’offerta a profumi, cosmetici e prodotti lifestyle; nel 2007 fu rilanciato da Pallinghurst (oggi Gemfields) e infine acquistato da quest’ultima nel 2013.

Un passaggio di forte valore simbolico

La transizione di Fabergé dal minerario al tech-lusso segna un passaggio di forte valore simbolico: un’icona imperiale che oggi passa nelle mani di un visionario con radici nella tecnologia. Sarà decisivo capire se Mosunov saprà intrecciare passato e futuro, tra artigianato regale e dinamiche di mercato contemporanee, restituendo al marchio il lustro perduto.

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