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I conti segreti dell’energia: cosa nasconde davvero il caro bollette

- di: Jole Rosati
 
I conti segreti dell’energia: cosa nasconde davvero il caro bollette
Tra speculazioni, tasse e transizione incompiuta: perché l’Italia paga l’energia più cara d’Europa.

Nel 2025 le famiglie italiane si trovano a fronteggiare un aumento medio delle bollette energetiche di circa 350 euro rispetto all’anno precedente, con un incremento del 14%. Secondo l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), nel primo trimestre del 2025, i clienti vulnerabili hanno subito un aumento del 18,2% nella bolletta elettrica. 
Questi rincari sono attribuiti a diversi fattori: l’aumento del costo delle materie prime energetiche, la volatilità del mercato del gas, l’aumento della domanda di elettricità per il riscaldamento e la mobilità elettrica, e la necessità di investimenti in infrastrutture per la transizione energetica.
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Il meccanismo del prezzo marginale
Il sistema di determinazione dei prezzi dell’energia in Italia si basa sul “prezzo marginale”, ovvero il costo dell’ultima unità di energia necessaria per soddisfare la domanda. Questo significa che, anche se una parte significativa dell’energia è prodotta da fonti rinnovabili a basso costo, il prezzo finale è spesso determinato dal costo più elevato del gas, che rappresenta l’ultima fonte attivata per soddisfare la domanda. 
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Il peso delle tasse e degli oneri di sistema
Le bollette italiane sono appesantite da una serie di tasse e oneri di sistema, che rappresentano una quota significativa del costo finale. Secondo l’ARERA, questi oneri includono costi per il sostegno alle energie rinnovabili, la messa in sicurezza del nucleare, e altre voci che non sono direttamente legate al consumo energetico. Nel caso dell’elettricità, gli oneri di sistema hanno un peso che va dal 20% al 25% del costo totale della bolletta. 
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Le misure del governo: un palliativo temporaneo?
Per affrontare il caro bollette, il governo ha introdotto il “Decreto Bollette 2025”, che prevede un bonus fino a 500 euro per le famiglie con ISEE fino a 9.530 euro e 200 euro per quelle con ISEE tra 9.530 e 25.000 euro. Il decreto vale circa 3 miliardi di euro, con 1,6 miliardi destinati alle famiglie e 1,4 miliardi alle imprese.
Tuttavia queste misure sono state criticate da diverse associazioni di consumatori, che le considerano insufficienti e temporanee. Secondo l’ARERA, i potenziali beneficiari potrebbero raggiungere gli 8 milioni di utenti, per un totale di 1,6 miliardi di euro. 
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La transizione energetica: un’opportunità mancata?
Nonostante l’interesse crescente degli italiani per l’autoproduzione di energia rinnovabile, con il 58% che si dichiara favorevole, la transizione energetica nel Paese procede a rilento. Le principali barriere sono rappresentate dai costi elevati di installazione, dalla burocrazia complessa e dalla mancanza di informazioni chiare. Secondo Legambiente, l’Italia rischia di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione con otto anni di ritardo, ossia nel 2038 anziché nel 2030. 
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Una combinazione di fattori 
Il caro bollette in Italia è il risultato di una combinazione di fattori: dinamiche di mercato, struttura del sistema tariffario, politiche fiscali e ritardi nella transizione energetica. Affrontare efficacemente questa sfida richiede interventi strutturali e una visione a lungo termine, che vada oltre le misure temporanee e affronti le cause profonde del problema.

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