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Tim affonda in Borsa, Iliad cambia rotta e guarda alla Francia

- di: Marta Giannoni
 
Tim affonda in Borsa, Iliad cambia rotta e guarda alla Francia
Tim affonda in Borsa: Iliad punta su Sfr in Francia
Stop al dialogo sulle telecom italiane, il gruppo cresce e guarda al futuro tra reti condivise, cloud e intelligenza artificiale.

La rottura con Tim e il crollo in Piazza Affari

Milano-Parigi, 29 agosto 2025 – Tim in caduta libera in Borsa (-8,7% a 0,41 euro) e Iliad che cambia rotta: niente più tavolo con Telecom Italia. A dirlo senza giri di parole è Thomas Reynaud, ceo del gruppo francese: “Non abbiamo più alcun colloquio con Tim dall’inizio di aprile e non riprenderanno”. Un annuncio che ha gelato gli investitori, fino a ieri convinti che il consolidamento delle tlc italiane potesse aprire a fusioni miliardarie.

La Francia al centro del gioco

Archiviata l’Italia, Iliad guarda a casa propria. “Le prospettive di consolidamento con Tim sono ormai alle spalle”, ha chiarito Reynaud, confermando “colloqui molto preliminari a giugno” con Sfr, l’operatore controllato da Patrick Drahi attraverso Altice. Un dossier complicato: il colosso francese delle tlc è valutato intorno ai 21 miliardi di euro e pesa di un debito colossale.

Secondo indiscrezioni, Orange, Bouygues e Iliad avrebbero sondato un possibile spezzatino di Sfr, con il supporto di fondi come Blackstone, KKR e Ardian. Sul tavolo ci sarebbero opzioni diverse: dalla vendita in blocco a un riassetto a tre, che ridurrebbe il numero di operatori francesi da quattro a tre, con possibili sinergie sui costi e un mercato più concentrato.

Altice, tribunali e ristrutturazione

Il futuro di Sfr dipende anche dai conti di Altice. All’inizio di agosto, un tribunale parigino ha approvato il piano di ristrutturazione del debito del gruppo, aprendo formalmente la strada a un’eventuale dismissione dell’asset più pregiato. Per ora, però, nessuna offerta concreta. E l’Eliseo, azionista di maggioranza di Orange, osserva con attenzione: ridurre gli operatori mobili potrebbe significare più stabilità finanziaria, ma anche rischi di prezzi più alti per i consumatori.

L’Italia resta un tesoro per Iliad

Se il matrimonio con Tim non si farà mai, i numeri italiani sorridono comunque al gruppo. Nel primo semestre 2025 Iliad ha registrato 505.000 nuovi clienti mobili netti, portando la quota di mercato al 15,4% secondo stime Agcom di giugno. Sul fisso, gli abbonati netti in fibra sono saliti a 422.000, pari a una quota del 7,2%.

Benedetto Levi, ad di Iliad Italia, rivendica il modello: “Innovazione, semplicità e trasparenza continuano a fare la differenza, anche in un contesto competitivo molto sfidante”. La società guida per il 29° trimestre consecutivo il mercato mobile in termini di clienti netti acquisiti.

I ricavi italiani sono arrivati a 603 milioni di euro, in crescita del 9,2% sul primo semestre 2024, con un EbitdaaL a 191 milioni (+29,6%). La perdita netta resta a 53 milioni, ma dimezzata rispetto ai 117 milioni dell’anno scorso.

I conti globali: semestre da record

Guardando al gruppo, Iliad ha messo a segno risultati ancora più robusti: 5,09 miliardi di euro di ricavi (+3,8%), 2,046 miliardi di EbitdaaL (+10%), un utile netto di 700 milioni (contro i 250 milioni del 2024) e un free cash flow in rialzo del 20% a 1,168 miliardi. Numeri che confermano una solidità crescente e una strategia che va ben oltre le telecom tradizionali.

Dalle antenne ai data center

Reynaud lo ripete con convinzione: Iliad non è più solo un operatore telefonico. Il futuro è nel cloud e nell’intelligenza artificiale. La joint venture OpCore, creata con il fondo Infravia, ha appena raccolto 650 milioni di euro di finanziamento sindacato per costruire data center da oltre 100 megawatt in Francia e in altri Paesi europei. Una scommessa che porta Iliad al tavolo dei big della tecnologia.

Addio Italia, avanti Francia

La mossa di Iliad segna un cambio di fase per l’intero settore. Se in Italia la partita si chiude con la frustrazione di Piazza Affari e il crollo di Tim, in Francia si apre un risiko ben più grande: Sfr è la preda che tutti guardano, dai rivali domestici ai fondi globali.

In un’Europa delle tlc che resta iper-frammentata e poco redditizia, Iliad sceglie di concentrare le energie in patria. Italia e Polonia restano laboratori di crescita, ma il cuore della battaglia si gioca a Parigi. Dove Iliad non vuole più essere uno dei tanti, ma l’attore capace di ridisegnare le regole del gioco. 

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