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Russia sull’orlo: tra stagflazione e licenziamenti in vista

- di: Vittorio Massi
 
Russia sull’orlo: tra stagflazione e licenziamenti in vista
Russia sull’orlo: stagflazione, tassi alti e licenziamenti
Economia in pausa, banche alte come montagne e bilanci in rosso: Mosca non può più bluffare.

Russia: frenata economica e perdita di slancio

L’economia russa mostra segnali sempre più netti di rallentamento: nel secondo trimestre del 2025 la crescita del PIL è scesa a circa +1,1 %, lontana dal +4 % registrato nello stesso periodo del 2024. Le previsioni ufficiali del FMI sono ancora più cupe, stimando la crescita per l’intero anno sotto l’1 %, un crollo rispetto agli anni precedenti.

Inflazione in discesa ma tassi sempre proibitivi

All’inizio del 2025 l’inflazione annuale si aggirava tra l’8 % e il 9 %, poi scesa al 4,8 % in primavera: un calo indubbio, ma il costo del denaro resta elevato. La Banca centrale, dopo aver mantenuto il tasso al 21 % fin dall’ottobre 2024, lo ha ridotto al 18 % a luglio 2025, ma alcuni esponenti governativi – come il ministro dell’Economia Reshetnikov – mettono in guardia contro i rischi di una “ipotermia” economica causata da una politica monetaria troppo restrittiva.

Bilancio federale in rosso, riserve sotto pressione

Il bilancio pubblico è sotto forte stress: il disavanzo accumulato nei primi sette mesi del 2025 ha superato il target annuale del 25 %, attestandosi a circa 4,9 trilioni di rubli (2,2 % del PIL). Le riserve valutarie e i flussi energetici, finora fondamentali per finanziare la spesa pubblica e militare, mostrano segnali di cedimento.

Trasporti e settori in arretramento

Il settore dei trasporti, storicamente motore del passaggio delle merci tra Cina ed Europa, è in netto declino. Per RŽD, le ferrovie federali, ridurre lo staff tramite ferie non retribuite è preferibile a licenziamenti massicci. L’output industriale ed estrattivo resta negativo e i settori delle costruzioni, del metallurgico e dell’automobile sono in sofferenza, riflettendo l’arretramento di ampie aree dell’economia reale.

Una “tempesta perfetta”: stagflazione, guerre e mancanza di risparmi

Gli indicatori parlano chiaro: stagnazione economica e inflazione persistente stanno minacciando un ritorno della stagflazione. L’assenza di risparmi per il 60 % dei cittadini – secondo un sondaggio del Fondo dell’opinione pubblica russo – alimenta tensioni sociali e limita la capacità di reazione della popolazione. Gli esperti, come Valerij Chernookij, citano la caduta del petrolio, il rallentamento mondiale e le sanzioni come fattori scatenanti di questa “tempesta perfetta”.

Spesa bellica: un volano che inizia a mancare

Nel biennio 2023–2024, la spesa per il complesso bellico ha sostenuto una crescita artificiale, ma oggi l’effetto traino si sta affievolendo. L’imperativo di ridurre la dipendenza dalle entrate esogene – soprattutto da gas e petrolio – è ormai pressante.

Cina: partner chiave e via d’uscita?

Secondo alcuni analisti, la Cina resta un partner indispensabile per Mosca, consentendo di aggirare alcune restrizioni e mantenere flussi economici vitali, ma la relazione è squilibrata e rischia di trasformarsi in una fonte di vulnerabilità strategica.

Una fase di svolta

La Russia si trova oggi in una fase di svolta: la stagnazione economica, l’inflazione ancora elevata, i disavanzi crescenti e la fragilità del modello di crescita bellica rendono evidente che la resilienza del passato non durerà in eterno. Le politiche di contenimento monetario non possono continuare a sostenere un’economia congelata, mentre la società – senza risparmi, con salari erosi e incertezze crescenti – è sempre più sotto pressione.

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