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Salone Genova: boom nautica italiana nonostante dazi e super euro

- di: Vittorio Massi
 
Salone Genova: boom nautica italiana nonostante dazi e super euro
Nautica italiana in crescita: Genova tra dazi e cambio euro/dollaro
Dal lusso degli yacht all’export globale: numeri da primato e sfide tra valute forti, barriere tariffarie e piccole imprese in sofferenza.

Il 65° Salone Nautico Internazionale di Genova ha aperto i battenti oggi 18 settembre 2025 in un clima di forte ottimismo, evidenziando però anche tensioni che potrebbero pesare sul futuro del settore. L’Italia conferma un primato nella nautica da diporto per numeri ed export, ma le incognite sui dazi statunitensi e, soprattutto, sul cambio euro/dollaro aggiungono prudenza alle prospettive degli operatori. In Fiera sono esposte oltre mille imbarcazioni provenienti da 45 Paesi (circa la metà extraeuropei), con 400 stand tra brand commerciali e componentistica, 23 nuovi cantieri e 123 anteprime. Resta un unico nodo logistico: parte del quartiere è ancora un cantiere per lavori che si concluderanno nel 2026.

Numeri da record, ma con sfumature

Nel 2024 l’industria italiana della nautica da diporto ha toccato 8,6 miliardi di euro di fatturato, in crescita del +3,2% sull’anno precedente, con una quota export vicina a quattro imbarcazioni su cinque. L’occupazione è salita oltre 31 mila addetti e l’Italia si conferma leader globale nel segmento dei superyacht, con un portafoglio ordini che vale circa la metà del totale mondiale.

Il traino arriva dall’alto di gamma, mentre il mercato interno resta solido ma non determinante ai volumi: la spinta principale continua a essere la domanda estera, in particolare dalle aree a più alta capacità di spesa.

Piccola nautica: il tallone d’achille

La fotografia non è uniforme. La piccola nautica risente di un rallentamento dovuto a stock elevati, margini compressi e una clientela più sensibile ai prezzi. In questo segmento si percepisce l’effetto combinato di incertezze macro, mutamenti normativi e ritardi nella semplificazione amministrativa, che possono pesare sui tempi di consegna e di immatricolazione.

Le sfide che pesano: dazi, cambio, concorrenza

Dazi usa

Il tema tariffario resta sul tavolo. Ogni punto percentuale di dazio aggiuntivo incide sul prezzo finale e può erodere competitività in un mercato, quello statunitense, che per molti cantieri è strategico. La sensibilità ai listini è alta anche per le catene di fornitura e per la componentistica, con effetti a cascata sugli ordini.

“Sui dazi è ovvio che ogni punto in più nell’export verso gli Stati Uniti è un problema, ma la vera differenza la farà il cambio euro/dollaro”, ha detto Emanuele Orsini, presidente di Confindustria.

Euro e dollaro

La variabile valutaria è percepita dagli operatori come il fattore più insidioso nel breve periodo: un euro forte riduce la convenienza dei clienti in dollari e costringe i produttori ad aumenti di prezzo o a riduzioni di margine. “Se il cambio resta sfavorevole, saremo costretti ad alzare i listini e questo mangerà marginalità importanti”, ha osservato Matteo Zoppas, presidente di ICE.

Norme, infrastrutture, supporto

Dal governo arrivano segnali di semplificazione e impegni su infrastrutture e collegamenti a sostegno della nautica da diporto. “Nella nautica abbiamo un primato mondiale: dobbiamo attrezzarci per mantenerlo, creando più spazi e rinnovando la rete dei collegamenti nel Paese”, ha affermato il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi. Ottimismo anche dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso: “I dazi Usa non sono tali da scoraggiare la penetrazione: il Made in Italy resta inimitabile e i dati sull’export lo dimostrano”.

La narrazione cambia: yacht come vetrina del paese

Si attenua l’idea degli yacht come semplice status symbol. “Sta passando il pensiero moralista che gli yacht siano ‘giocattoli per ricchi’: dietro c’è creazione di valore, lavoro, ricchezza, esportazione e immagine”, ha commentato la ministra del Turismo Daniela Santanché. Un punto condiviso anche dalle istituzioni locali: “Il Salone è il grande brand internazionale di Genova”, ha rimarcato la sindaca Silvia Salis; mentre per il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, “siamo la terza manifestazione al mondo e lavoriamo per diventare la prima”.

Prospettive 2025-2027: dove guardare

Gli operatori puntano su una stabilizzazione nel biennio 2026-2027 grazie a una pipeline ricca di nuovi modelli, soluzioni più sostenibili e maggiore integrazione tra cantieri e filiera. La strategia guarda a nuovi mercati extraeuropei – Medio Oriente, Australia, Sud-Est asiatico – e alla salvaguardia della piccola nautica con strumenti ad hoc: iter amministrativi più snelli, gestione degli stock e accesso al credito.

Indicatori solidi

L’Italia si presenta a Genova con indicatori solidi: fatturato in aumento, export robusto e leadership nei superyacht. Restano i campanelli d’allarme su cambio, dazi e sofferenza della piccola nautica. Se il sistema Paese saprà unire semplificazioni, infrastrutture e sostegni mirati alle PMI, la rotta resterà favorevole anche nelle acque più mosse. 

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