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Giappone, allarme per il calo inaspettato della fiducia dei consumatori

- di: Bruno Coletta
 
Giappone, allarme per il calo inaspettato della fiducia dei consumatori

A febbraio 2025 l’indice di fiducia dei consumatori giapponesi è sceso inaspettatamente a 35,0, rispetto al 35,2 del mese precedente, al di sotto delle previsioni di mercato che lo davano a 35,7. Questo rappresenta il livello più basso dall’inizio del 2023, indicando un crescente pessimismo tra le famiglie giapponesi riguardo alle prospettive economiche.

(Foto: il primo ministro del Giappone, Shigeru Ishiba)

Componenti dell’indice in dettaglio
L’indice di fiducia dei consumatori è composto da quattro principali indicatori:
Sostentamento complessivo: è diminuito a 31,9 da 32,2.
Crescita del reddito: è scesa a 39,7 da 39,9.
Propensione all’acquisto di beni durevoli: è calata a 27,2 da 27,5.
Occupazione: ha mostrato un lieve miglioramento, salendo a 41,1 da 41,0.
Questi dati evidenziano una percezione negativa riguardo al benessere economico generale, alle aspettative di reddito e alla volontà di effettuare acquisti importanti, mentre l’occupazione rimane relativamente stabile.

Contesto economico generale
Nonostante il calo della fiducia dei consumatori, l’economia giapponese ha mostrato segnali positivi nel quarto trimestre del 2024. Il prodotto interno lordo (Pil) è cresciuto del 2,8% su base annualizzata, superando le aspettative degli analisti che prevedevano un incremento dell’1,0%. Questo aumento è stato trainato da una ripresa della spesa delle imprese e da un incremento sorprendente dei consumi. 
Tuttavia, le preoccupazioni riguardo alle politiche commerciali degli Stati Uniti, in particolare la possibilità di nuovi dazi sotto l’amministrazione Trump, hanno influenzato negativamente le decisioni di investimento delle aziende giapponesi. Nel quarto trimestre del 2024, la spesa in conto capitale delle imprese giapponesi è diminuita dello 0,2% rispetto all’anno precedente, segnando la prima contrazione in quasi quattro anni.  

Politiche monetarie e fiscali in risposta
In risposta alle pressioni inflazionistiche, la Banca del Giappone (BoJ) ha aumentato i tassi di interesse al livello più alto degli ultimi 17 anni, portandoli dallo 0,25% allo 0,5%. Questa decisione riflette la fiducia della BoJ nella stabilità economica e nella capacità del paese di sostenere tassi più elevati senza compromettere la crescita.  
Parallelamente, il governo giapponese ha approvato un pacchetto di stimolo economico da 39 trilioni di yen (circa 250 miliardi di dollari) per aumentare i redditi, sostenere l’innovazione digitale e assistere le famiglie a basso reddito di fronte all’aumento dei costi energetici. Questo pacchetto mira a promuovere una sensazione di "benessere" nel paese, affrontando le incertezze economiche a lungo termine, i bassi tassi di natalità e la necessità di aumenti salariali sostenibili.  

Un 2025 a tratti contrastanti
Le previsioni economiche per il Giappone nel 2025 sono contrastanti. Mentre alcune analisi prevedono una crescita del Pil intorno all’1,2%, trainata da una ripresa della domanda interna e da aumenti salariali superiori all’inflazione, altre indicano una possibile decelerazione della crescita al 0,7%, a causa del deterioramento del mercato del lavoro e dell’incertezza politica. 
In conclusione, il calo della fiducia dei consumatori giapponesi a febbraio 2025 solleva interrogativi sulla sostenibilità della ripresa economica del paese. Sebbene siano stati adottati interventi monetari e fiscali per stimolare la crescita, sarà fondamentale monitorare attentamente l’evoluzione della fiducia dei consumatori e delle imprese nei prossimi mesi per valutare l’efficacia di queste misure.


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