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Powell a Jackson Hole: la Fed potrebbe gelare le speranze di tagli

- di: Bruno Legni
 
Powell a Jackson Hole: la Fed potrebbe gelare le speranze di tagli
Jackson Hole 2025: Powell frena, tagli Fed non scontati

Un salto nel vuoto: Powell tra dati contrastanti, pressioni politiche e mercati pronti allo sprint… ma con i freni a mano tirati.

L’incertezza domina prima del discorso di Powell

Con il simposio annuale di Jackson Hole alle porte (discorso venerdì 22 agosto), i mercati sono in fermento: le probabilità di un taglio dei tassi in settembre si aggirano tra l’81% e l’84%. Ma attenzione: l’economia mostra segnali contraddittori, e la Fed potrebbe sorprendere, scegliendo prudenza invece di concedere al volere dei mercati e delle pressioni politiche.

Scotiabank: “non è finita la lotta all’inflazione”

Secondo una nota di Scotiabank Economics, la battaglia contro l’inflazione non è stata vinta. L’andamento recente di PPI e CPI, unito a problemi stagionali e di campionamento dati, suggerisce che servono più elementi per giustificare una svolta. Powell, nel suo intervento, potrebbe limitarsi a parole vaghe come “presto”, poco convincenti per i trader che scommettono su una svolta a settembre.

Il contesto che spinge… e quello che frena

Forze a favore di un taglio

  • Mercati ottimisti: la probabilità di un taglio è alta, con futures che ne scontano l’83–85%.
  • Segnali deboli sull’occupazione: la crescita dei posti di lavoro rallenta, aumentando la possibilità di intervento.
  • Visione di Goldman Sachs: il rallentamento occupazionale è ritenuto sufficiente per far ripartire il ciclo dei tagli.

Fattori che frenano Powell

  • Pressioni inflazionistiche persistenti: nuovi dazi e rialzo del PPI indicano che l’inflazione non è sconfitta.
  • Politicizzazione del dossier tassi: tagliare ora potrebbe esporre la Fed all’influenza politica, in un clima in cui Donald Trump reclama riduzioni immediate.
  • Strategia “wait and see”: molti osservatori ritengono che Powell respingerà l’idea di una decisione affrettata, preferendo attendere nuovi dati.

Probabili esiti del discorso

  1. Segnale di taglio imminente: Powell potrebbe indicare un cambio di rotta, citando la fragilità occupazionale.
  2. Freno deciso: un richiamo alle pressioni inflazionistiche persistenti potrebbe spegnere le speranze di un taglio, almeno per ora.
  3. Discorso neutrale e data-dependence (scenario più probabile): linea attendista e orientata ai dati, per concedere tempo a analisi più solide.

Reazioni dei mercati e implicazioni

  • Dollaro forte: l’indice del biglietto verde ha toccato il massimo settimana, in attesa di segnali da parte della Fed.
  • Oro sotto pressione, in attesa di una direzione più chiara.
  • Volatilità sui mercati finanziari, sospinti dalle aspettative e dai dati macro che disorientano gli investitori.

In sintesi: dove mette il piede Powell?

Inflazione persistente
Prudenza e rinvio.
Occupazione in calo
Possibile apertura al taglio.
Pressioni politiche
Rischio di apparire “sottomesso”: freno tattico.
Mercati ottimisti
Pressione alta a cui resistere con fermezza.

Un puzzle complesso

Powell arriva a Jackson Hole con un puzzle complesso tra le mani. Da un lato, i mercati vogliono vedere un taglio — una boccata d’aria fresca per i loro portafogli. Dall’altro, i segnali d’inflazione, la politica compressa e una visione di stabilità suggeriscono di non cedere. Probabilmente ci attende un discorso calibrato: né uno schiaffo alla speranza, né una carezza anticipata.

Prepariamoci allora a leggere tra le righe (e tra i tassi): se la Fed tira il freno, il suono potrebbe essere quello di un “vedremo nei prossimi dati”.

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