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Decreto Covid: per gli italiani Natale e Capodanno blindati

- di: Redazione
 
Tanto tuonò..
Mettiamoci l'animo in pace e, finalmente, dopo tanta attesa, sappiamo come trascorreremo le vacanze di fine anno. Lo ha deciso non il buonsenso (di cui molti italiani sembrano essere privi), ma il governo con l'ennesimo Dpcm che ha stabilito il perimetro fisico che ci dovremo imporre per passare Natale e Capodanno senza il rischio di venire contravvenzionati da uomini delle forze dell'ordine che, sarebbe bene cominciarselo a dire fin d'ora per evitare reazioni esagerate, faranno solo il loro mestiere e, quindi, dovere.

Dobbiamo capire che, una volta ufficializzato il testo del Dpcm (dopo il confronto con le Regioni, che si prospetta non facilissimo), non resta altro che prenderne atto e magari dopo interrogarsi sul fatto che esso è diventato necessario dopo che il Paese (tutto, da chi ci governa fino in fondo, all'ultimo dei cittadini) ha mostrato impreparazione ed immaturità nel non capitalizzare i risultati della prima azione contro il Covid, non curandosi di evitare quella che ormai è sancita come seconda ondata del contagio.

Saranno quindi vacanze diverse, perché i paletti fissati per riunioni, cenoni e spostamenti, sono stati inderogabilmente fissati e questo ci impone di cominciare a pensare che questo sarà un Natale diverso, non meno sentito, ma comunque diverso, con tempi diversi ed anticipati, per cercare di salvaguardare le tradizioni. Certo, chi ha stilato l'agenda degli italiani festaioli sa benissimo di avere condizionato le abitudini nostrane.

Un solo esempio: a Capodanno il coprifuoco è stato esteso dalle 5 alle 7 del primo gennaio, con il divieto - la sera del 31 dicembre - di uscire di casa dopo le 22. Se si volevano scoraggiare le riunioni all'insegna della tradizione ci è riusciti perché andare, ad esempio, a casa dei genitori a festeggiare la fine di questa maledetto 2020 significherà arrivarci prima delle 22 (quindi uscire di casa almeno 30 minuti prima) e non potere rientrare prima delle 7. Quindi di fatto obbligando interi nuclei familiari a stare fuori casa sino alla mattina dopo, in vigenza di un regime di coprifuoco che impedirà il rientro con i bambini stremati e con la stanchezza incombente.

Il Dpcm prevede che i ristoranti potranno lavorare, a pranzo, nei giorni di Natale, Santo Stefano e primo gennaio. Semaforo rosso per quelli dei ristoranti degli alberghi che quest'anno, anziché il cenone di Capodanno, potranno servire solo cene in camera. Nessuna deroga al divieto di spostarsi da una regione all'altra, mentre il Dpcm prevede uno spiraglio per gli amanti dello sci, i cui impianti riapriranno il 7 gennaio, ridando un po' di respiro all'industria turistica.
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