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Cyberbullismo: l'Australia valuta una legge anti-anonimato

- di: Daniele Minuti
 
Cyberbullismo: l'Australia valuta una legge anti-anonimato
L'Australia vara la linea dura per combattere il fenomeno del cyberbullismo: il primo ministro Scott Morrison ha infatti intenzione di proporre una serie di leggi che possano porre freno al problema, in particolare una legata a limitare gli account anonimi.

Australia: si valutano leggi anti-anonimato per combattere il cyberbullismo

Stando a quanto riportato da ABC News Australia, la legge in questione riterrebbe le piattaforme di social networking come Facebook, Twitter, Instagram ecc. colpevoli di eventuali commenti diffamatori postati dagli utenti iscritti. Secondo l'ANSA, i social stessi avranno l'obbligo di mettere a disposizione degli iscritti dei menù più trasparenti grazie a cui sarà più semplice denunciare violenze digitali subite (bullismo oppure diffamazione).

E contestualmente, l'autore dell'eventuale post dannoso dovrà poi rimuoverlo: in caso di rifiuto, oppure se la vittima si dirà interessata a perseguire un'azione legale a causa del commento, la piattaforma avrà la facoltà di chiedere all'interessato la condivisione delle informazione di contatti oltre ai dati personali come nome, cognome e numero di telefono. Essi però verranno inviati alla Corte Federale australiana unicamente dopo l'ok definitivo di un tribunale.

La proposta, che sarà presentata al Parlamento all'inizio del 2022 dopo la pubblicazione della bozza prevista nei prossimi giorni, vuole cancellare la concezione di internet come "zona franca", come spiegato dalle parole dello stesso Morrison: "Le leggi che vigono nel mondo reale devono essere valide anche in quello digitale".

Dello stesso parere il leader dell'opposizione, Anthony Albanese, che ha detto la sua con un commento che suona come l'ennesima conferma di come la legge sarà probabilmente attuata: "Non dovrebbe essere al di là della capacità dei social media poter identificare utenti che si comportano in maniera inappropriata online. Le persone non devono nascondersi dietro account Twitter anonimi per infangare o disturbare gli altri".

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