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CNEL: "Soltanto il 48% dei contratti collettivi contiene clausole sulle pari opportunità"

- di: Daniele Minuti
 
CNEL: 'Soltanto il 48% dei contratti collettivi contiene clausole sulle pari opportunità'
Il CNEL ha pubblicato un'analisi su un campione di 90 contratti di lavoro italiani, nell'ambito del progetto europeo COLBAR (EUROPE-wide analyses of COLlective BARgaining agreements), nato 2 anni fa e che prevedeva la costruzione di un database europeo di 600 contratti collettivi nazionali in modo da poterne analizzare ciclicamente dati.

Analisi del CNEL: "Solo il 48% dei contratti collettivi ha clausole su pari opportunità"

Il dato che salta maggiormente all'occhio è che meno della metà (il 48%) dei contratti prevede una clausola sulle pari opportunità, dato estremamente basso considerate le diverse iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema. Il 92% prevede clausole sulla sicurezza sociale, il 91% su periodo di prova, il 96% su malattia o infortunio mentre l'88% specifica la quota di retribuzione da dare ai dipendenti durante il periodo di concedo. Infine il 67% regola forme di assistenza sanitaria pagata dai datori di lavoro mentre il 98% prevede clausole sui diritti parentali (diritto alla paternità però meno diffuso, solo nel 39%).

Il Presidente del CNEL, Tiziano Treu (nella foto), ha commentato: "L'importanza dei contratti collettivi di lavoro è riconosciuta in molti Paesi, ma pochissimi gestiscono una banca dati e i database non sono omogenei né confrontabili. Tra i Paesi più rappresentati nel database vi è l’Italia. Il CNEL ha contribuito alla sua costruzione con decine di contratti nazionali sottoscritti tra il 2010 ed il 2020, riguardanti 18 settori economici, più il settore pubblico, le cooperative e il non profit. La costruzione di un indicatore della qualità della contrattazione è di rilevanza non solo per monitorare i cambiamenti nella regolamentazione della disciplina del lavoro, ma per ‘ordinare’ i CCNL secondo uno schema non solo quantitativo. Quest’ultimo deriva infatti dall’operazione ‘codice unico’ a regime da dicembre 2021, che consente di associare a ciascun codice contratto CNEL i “numeri” INPS in termini di unità produttive e lavoratori coinvolti".

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