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Coldiretti: "L'agricoltura biologica abbatte i consumi energetici"

- di: Daniele Minuti
 
Coldiretti: 'L'agricoltura biologica abbatte i consumi energetici'
Cresce il consumo di prodotti da agricoltura biologica, che consente di tagliare di un terzo i consumi energetici attraverso l’utilizzo di tecniche meno intensive, le filiere corte e la rinuncia ai concimi chimici di sintesi prodotti con l’uso di gas, tanto che i terreni coltivati bio in Italia hanno raggiunto quasi 2,2 milioni di ettari. È quanto emerge dall’analisi Coldiretti diffusa in occasione dell’inaugurazione del Sana alla Fiera di Bologna, che oggi vedrà l’inaugurazione dello stand della Coldiretti, al cui interno verrà illustrato il contributo dell’agricoltura biologica italiana nella riduzione dei consumi energetici.

Coldiretti: "L'agricoltura biologica abbatte i consumi energetici"

Agricoltura che è leader in Europa nel settore, vantando anche la presenza di innovative e numerose esperienze dei giovani agricoltori nostrani. Si va dall’uso di sostanze naturali e 100% Made in Italy per concimare i terreni e sostituire i fertilizzanti dall’estero, rincarati anche del 170% con un effetto valanga sulla spesa delle famiglie, al riutilizzo degli scarti di produzione per garantire energia pulita, fino al potenziamento delle filiere corte con la vendita diretta che abbatte i trasporti. In questo modo si riesce a ridurre i consumi di energia in media del 30% rispetto all’agricoltura tradizionale, ma in alcuni casi, ad esempio per le mele, si arriva addirittura al -45%.

I concimi di sintesi, azotati, fosfatici o potassici, sono ottenuti con procedimenti fortemente energivori e l’Italia, ricorda Coldiretti, è dipendente dall’estero per la produzione di questi prodotti. L’aumento dei costi dei fertilizzanti chimici (+170% degli azotati) è dovuta proprio a tali dinamiche e l’agricoltura bio, puntando esclusivamente su concimi organici e minerali, evita il ricorso a queste sostanze, valorizzando la zootecnia, che rappresenta una risorsa nazionale anche in termini di sostanza organica che gli allevamenti mettono a disposizione per rendere più fertili i nostri terreni. Concimare la terra attraverso l’uso del letame, il compostaggio dei residui organici e anche i residui degli impianti di biogas, favorisce così la resilienza delle aziende agricole biologiche e rappresenta un modello produttivo in grado di contrastare la dipendenza da mezzi di produzione esterni alle aziende. Puntando sulla filiera corta, invece, il biologico riduce i tempi di trasporto dei prodotti e le emissioni in atmosfera, tagliando le intermediazioni con un rapporto diretto che avvantaggia dal punto di vista economico agricoltori e consumatori, che premiano regolarmente i prodotti bio. Una spinta sostenuta soprattutto da motivi salutistici, ma molto importanti nella scelta.

Per Coldiretti è perciò chiara la necessità di costruire filiere biologiche interamente italiane e riuscire a comunicare, anche nelle etichette del prodotto biologico, l’origine made in Italy della materia prima agricola, come peraltro previsto nella Legge 23 sull’agricoltura biologica, approvata quest’anno in Parlamento e della quale si è in attesa della piena applicazione.
Il biologico si inserisce di conseguenza a pieno titolo nel modello dell’agroalimentare made in Italy sostenuto da Coldiretti, già fortemente caratterizzato per l’attenzione alla qualità, alla salute dei consumatori e alla tutela dell’ambiente. Temi e obiettivi che, proprio nel biologico, trovano piena definizione.

Le aziende biologiche rappresentano una parte importante del percorso di valorizzazione della nostra agricoltura e molte di queste sono presenti negli oltre mille mercati di Campagna Amica diffusi su tutto il territorio nazionale, che producono in biologico molte delle eccellenze Dop e Igp del nostro Paese e costituiscono una vera e propria rete di sostenibilità.
“Grazie anche al primato nel biologico, l’agricoltura italiana è oggi la più green d’Europa con un ruolo da protagonista per la crescita sostenibile” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, e ricorda come il settore bio vanti ancora “ampie opportunità di crescita economica ed occupazionale”.

Maria Letizia Gardoni
, presidente di Coldiretti BIO, associazione che riunisce le imprese biologiche e biodinamiche di Coldiretti, ha anche dichiarato che ”il biologico sta già dimostrando di essere una risposta alle sfide attuali per una maggiore sostenibilità economica, ambientale e sociale. È necessario però ricentrarlo nella sua dimensione agricola, legarlo saldamente al territorio di produzione ed affrontare un processo di evoluzione nel sistema di certificazione che possa essere sempre di più garante di un modello produttivo attento all’ambiente e alle persone di cui le aziende agricole italiane sono da tempo protagoniste”.

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