• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Cardinali USA contro Trump: la “bussola morale” di Leone XIV

- di: Jole Rosati
 
Cardinali USA contro Trump: la “bussola morale” di Leone XIV

la svolta “muscolare” che inquieta la ChiesaMcElroy, Cupich e Tobin, tutti e tre molto vicino al Pontefice, invocano la “bussola morale” di Papa Leone XIV e mettono in guardia: la forza armata non può diventare un’abitudine politica. Nel mirino Venezuela, Ucraina e Groenlandia.

(Foto: cardinali durante una celebrazione in San Pietro).

Tre porpore americane, e non tre qualsiasi: Robert McElroy (Washington), Blase Cupich (Chicago) e Joseph Tobin (Newark) hanno scelto una formula rara e rumorosa — un comunicato congiunto — per segnalare che, a loro giudizio, la politica estera degli Stati Uniti sta scivolando su un crinale pericoloso. Non è un attacco “di partito”, dicono in sostanza; è un allarme etico. Ma il bersaglio politico è chiaro: l’impostazione dell’amministrazione di Donald Trump, descritta come capace di alimentare polarizzazione e scelte “distruttive”.

Il passaggio-chiave è un ribaltamento di prospettiva: non si discute solo di interessi, alleanze o deterrenza, bensì del significato stesso di “pace” e del limite morale all’uso della forza. I tre cardinali legano esplicitamente il loro ragionamento alle crisi che, in poche settimane, hanno acceso i riflettori: Venezuela (con l’ombra dell’intervento e del controllo militare), Ucraina (la guerra che continua a riscrivere la sicurezza europea) e Groenlandia (tornata al centro di pressioni geopolitiche e dichiarazioni di “acquisizione” che suonano come un salto indietro nel lessico delle potenze).

La cornice teologica e diplomatica è quella indicata da Papa Leone XIV, nel discorso al Corpo diplomatico del 9 gennaio 2026: una denuncia della logica del potere che schiaccia la diplomazia, un richiamo al multilateralismo e al divieto — nato dall’ordine internazionale del secondo dopoguerra — di cambiare confini e destini nazionali con la forza. È da qui che i cardinali ricavano la loro “bussola” e la trasformano in un messaggio operativo per Washington.

Nella loro lettura, la tentazione è normalizzare l’opzione militare: non più “ultima risorsa”, ma strumento come gli altri. E su questo punto il linguaggio diventa volutamente netto: "L’azione militare deve essere considerata solo come extrema ratio" — concetto che, in chiave politica, significa rompere l’automatismo tra interesse nazionale e forza armata. Il tema non è l’ingenuità pacifista, bensì la difesa di una gerarchia di principi: autodeterminazione dei popoli, dignità della persona, tutela della vita, libertà religiosa.

Dentro la stessa griglia morale rientra un’altra critica, meno appariscente ma pesante: il ridimensionamento dell’assistenza internazionale. Per i tre cardinali, tagliare aiuti mentre si alza il volume delle minacce significa spostare il baricentro dal “bene comune” a un interesse nazionale ristretto, con un effetto collaterale prevedibile: più instabilità, più migrazioni forzate, più rancore antiamericano. Ed è qui che la dichiarazione si fa quasi profetica: se la politica estera diventa un campo di battaglia interno, ridotto a slogan e vendette identitarie, la pace viene compressa in categorie di parte e perde sostanza.

Il capitolo Groenlandia è esemplare perché mostra quanto velocemente lo scontro possa diventare “simbolico”. Tra dichiarazioni muscolari e pressioni su alleati europei, Nuuk e Copenaghen hanno risposto con una linea ferma. La premier danese Mette Frederiksen ha ripetuto che l’isola non è merce negoziabile; e il premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen ha rilanciato il concetto con parole che, nella diplomazia, suonano come un portone chiuso: "La Groenlandia non è in vendita". Per i cardinali, questo è precisamente il punto: quando la sovranità altrui appare “fragile”, la pace si indebolisce prima ancora che parta un colpo.

Sul Venezuela, il contesto rende ancora più sensibile l’intervento ecclesiale: in gennaio si sono succeduti passaggi di forte tensione legati alla presenza militare e al tema dei poteri di guerra negli Stati Uniti, fino a iniziative parlamentari per limitare ulteriori azioni senza mandato del Congresso. È un terreno in cui la Chiesa americana sa di parlare a una nazione divisa: una parte dell’elettorato vede l’uso della forza come ripristino dell’ordine; l’altra come scorciatoia imperiale. I cardinali scelgono una terza via: riportare tutto a un criterio etico “misurabile” — quanta dignità umana si salva, quanta se ne calpesta.

Il sottotesto, inevitabile, è anche ecclesiale. Che tre figure di primo piano escano insieme è un segnale di coordinamento e, in filigrana, di vicinanza a un Papa che — secondo diverse ricostruzioni internazionali — ha alzato il tono sulle derive militariste e sulla riduzione della politica a rapporto di forza. In altre parole: non un’iniziativa isolata, ma un tentativo di fare “magistero civile”, applicando la dottrina sociale alla cronaca rovente. E la promessa finale, implicita o esplicita, è una prosecuzione: predicare, insegnare, intervenire nel dibattito pubblico per spingere la politica estera americana verso una coerenza più alta.

Resta la domanda politica: avrà effetto? In tempi normali, un comunicato episcopale potrebbe essere archiviato come rituale. Qui no, perché arriva mentre Donald Trump rilancia posture dure su più fronti e l’Europa si trova a gestire frizioni con un alleato storico. La mossa dei cardinali tenta di spostare il confronto da “chi vince” a “che cosa è giusto”. Un’operazione rischiosa, ma lucidissima: quando la diplomazia si trasforma in braccio di ferro, l’unica cosa che resta davvero competitiva — per chi parla in nome della Chiesa — è l’argomento morale.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 45 record
Pagina
2
19/01/2026
Groenlandia, gli Usa confermano la linea dura: sfida aperta all’Europa
Gli Stati Uniti ribadiscono la loro posizione sulla Groenlandia. Trump e Bessent conferman...
19/01/2026
Canada verso la Groenlandia: messaggio a Trump nel Grande Nord
Il Canada valuta l’invio di truppe in Groenlandia con la Nato. Dopo l’intesa con la Cina, ...
19/01/2026
Groenlandia, Europa pronta a colpire: controdazi da 93 miliardi a Usa
Scontro UE-Usa sulla Groenlandia: Bruxelles valuta controdazi fino a 93 miliardi contro Wa...
18/01/2026
Dazi Usa sulla Groenlandia, Meloni prova a frenare Trump e chiama Nato
Meloni boccia i dazi Usa legati alla Groenlandia e spinge per una soluzione Nato. Contatti...
18/01/2026
Giustizia civile a due velocità: imprese ostaggio dei tempi
In Italia la giustizia civile corre o si pianta: da 132 a 928 giorni. Confartigianato lanc...
18/01/2026
Draghi: “L’Europa ha più nemici che mai”. Il monito del Carlo Magno
Premio Carlo Magno 2026 a Mario Draghi: l’allarme sui nemici interni ed esterni e l’invito...
Trovati 45 record
Pagina
2
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia