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Le Borse asiatiche chiudono in rialzo tra aspettative economiche e pressioni geopolitiche

- di: Matteo Borrelli
 
Le Borse asiatiche chiudono in rialzo tra aspettative economiche e pressioni geopolitiche
Le principali Borse asiatiche hanno chiuso la seduta di oggi 20 gennaio con performance prevalentemente positive, riflettendo un mix di fiducia degli investitori e attese per sviluppi economici globali. Tuttavia, i mercati rimangono cauti in vista di eventi chiave come le politiche monetarie delle banche centrali e le crescenti tensioni geopolitiche.

Tokyo in crescita, sostenuta da un yen debole
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento significativo, con il Nikkei che ha guadagnato l’1,17%, chiudendo a quota 38.902,50 (+451 punti). Questo incremento è stato favorito dalla debolezza dello yen, che ha raggiunto quota 156 rispetto al dollaro e 160,80 sull’euro. La svalutazione della valuta giapponese ha dato impulso ai settori legati all’export.
Gli investitori giapponesi stanno osservando con attenzione l’inizio del secondo mandato di Donald Trump e attendono le decisioni della Banca del Giappone, che questa settimana potrebbe fornire nuove indicazioni sulla politica monetaria.

Hong Kong e Shanghai segnano moderati rialzi
Ad Hong Kong, l’Hang Seng ha chiuso in aumento dello 0,86%, a quota 20.512, spinto principalmente dai titoli tecnologici e immobiliari. Il settore immobiliare, duramente colpito negli ultimi mesi, ha mostrato segni di ripresa dopo le recenti misure di sostegno annunciate dal governo cinese.
La Borsa di Shanghai, invece, ha segnato un modesto progresso dello 0,42%, chiudendo a 3.237 punti. Gli investitori continuano a monitorare l’economia cinese, che mostra segnali di stabilizzazione nonostante le persistenti preoccupazioni legate al rallentamento del settore manifatturiero.

Altrove in Asia
La Borsa di Seoul (Kospi) ha registrato un leggero calo dello 0,15%, influenzata dalla debolezza dei titoli tecnologici, mentre l’indice S&P/ASX 200 di Sydney ha chiuso con un guadagno dello 0,67%, grazie alla ripresa dei prezzi delle materie prime.

Valute e materie prime: oro e petrolio in primo piano
Sul fronte valutario, il dollaro si è rafforzato rispetto alle principali monete asiatiche, consolidando il suo ruolo di valuta rifugio in un contesto globale ancora incerto.
Il prezzo del petrolio è salito, con il Brent che ha raggiunto 85,20 dollari al barile (+1,2%) e il WTI a 81,45 dollari al barile (+1,4%). Questa crescita è stata sostenuta da previsioni di una domanda stabile, nonostante le recenti tensioni in Medio Oriente.
L’oro, considerato un bene rifugio, ha registrato un lieve aumento, raggiungendo 1.932 dollari l’oncia (+0,3%), mentre il gas naturale è rimasto stabile intorno a 3,65 dollari per milione di BTU, in un mercato caratterizzato da bassi livelli di domanda invernale in Europa. 

Dichiarazioni di esperti
“L’attenzione degli investitori è focalizzata su eventi globali chiave, tra cui le decisioni delle banche centrali e le dinamiche geopolitiche”, ha dichiarato David Wang, analista presso Nomura Securities, in un’intervista di oggi al Financial Times.
La ripresa delle Borse asiatiche, pur sostenuta da fattori locali e globali, rimane incerta di fronte a possibili sorprese economiche e politiche.

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