Borse: i mercati asiatici tornano a crescere

- di: Redazione
 
Le borse di Tokyo e Sydney hanno registrato aumenti generalizzati (molti mercati della regione erano chiusi per festività nazionali) alla chiusura delle contrattazioni odierne, che hanno risentito della giornata molto positiva di Wall Street di venerdì, che ha interrotto tre settimane di sedute fortemente contrastate.
Gli investitori stanno aspettando ora i dati sull'inflazione negli Stati Uniti (il Dipartimento americano del Lavoro pubblicherà domani il suo rapporto sui prezzi al consumo relativo ad agosto e mercoledì quello sui prezzi all'ingrosso, mentre giovedì Wall Street riceverà un aggiornamento sulle vendite al dettaglio di agosto) e quelli relativi alla situazione sanitaria in Cina, dove circa 65 milioni di persone, la scorsa settimana, sono state poste in confinamento per nuovi contagi di coronavirus.

Le borse asiatiche tornano a crescere

Il Nikkei 225 di Tokyo ha guadagnato l'1,2% a 28.546,09 e l'S &P/ASX 200 a Sydney è salito dell'1,2% a 6.973,60. Il benchmark di Taiwan ha guadagnato l'1,6%. I mercati di Shanghai, Hong Kong e Seul erano chiusi.
Venerdì, l'S &P 500 ha finito le contrattazioni con un rialzo dell'1,5% a 4.067,36, il suo terzo aumento consecutivo, e ha chiuso con un guadagno del 3,7% per la settimana. Questo ha reso la scorsa settimana la migliore dell'indice di riferimento a partire da luglio.

Grandi guadagni per le società tecnologiche hanno spinto il Nasdaq Composite a un aumento del 2,1%, a 12.112,31. Il Dow Jones Industrial Average è aumentato dell'1,2% a 32.151,71. Entrambi gli indici hanno anche segnato il loro primo guadagno settimanale in quattro settimane.

Anche le azioni di società più piccole hanno registrato solidi guadagni. L'indice Russell 2000 è balzato dell'1,9% a 1.882,85.
Tutti gli undici settori industriali nell'indice S &P 500 di riferimento sono aumentati, anche se i produttori di beni per la casa e servizi pubblici, che sono generalmente considerati investimenti meno rischiosi, sono rimasti indietro rispetto al mercato. L'attenzione è ora rivolta alle prossime mosse della Federal Reserve, in attesa di verificare se la sua politica di rialzo dei tassi di interesse ha effettivamente inciso positivamente sull'inflaziono oppure se lo ha fatto negativamente spingendo l'economia verso una fase di recessione. Il greggio di riferimento statunitense ha perso 1,34 dollari a 85,45 al barile nel commercio elettronico di New York, mentre il Brent ha ceduto1,30 dollari, a 91,54 al barile.
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Italia Informa n° 5 - Settembre/Ottobre 2022
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