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Bonus 2026: cosa resta alle famiglie e quali sconti spariscono

- di: Marta Giannoni
 
Bonus 2026: cosa resta alle famiglie e quali sconti spariscono

Bollette, casa, scuola e psicologo: la guida aggiornata agli aiuti 2026Il 2026 non è l’anno dei “fuochi d’artificio” sugli incentivi: è l’anno della selezione.

Alcuni aiuti vengono confermati e messi in carreggiata, altri finiscono in archivio con un messaggio molto chiaro: basta misure extra-large e basta bonus “a pioggia”. Tradotto: chi sperava di rivedere in scena il Superbonus come lo abbiamo conosciuto, può mettersi comodo. Chi invece ha bisogno di una mano su bollette, spese per i figli e alcune voci di welfare, trova ancora diversi strumenti — ma con paletti precisi, soprattutto sull’ISEE.

Il punto politico ed economico è semplice: gli sconti restano, ma chiedono in cambio “ordine” (requisiti, tetti, procedure) e un’idea di spesa pubblica meno espansiva. Non a caso Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, insiste sul limite di questi interventi quando non sono accompagnati da riforme più profonde: “Sono un aiuto per chi è più in difficoltà, ma da soli non risolvono il problema: servono misure strutturali.”

Bollette: bonus sociale energia e gas, la rete di sicurezza resta attiva. Nel 2026 il bonus sociale luce continua a funzionare come sconto automatico in bolletta per i nuclei in disagio economico: le soglie ISEE restano un passaggio decisivo. Per l’energia elettrica, gli importi annuali variano in base alla dimensione della famiglia: si parte da circa 146 euro (nuclei piccoli) e si sale oltre i 200 euro per quelli più numerosi. Il bonus gas non ha un valore “uguale per tutti”: cambia a seconda dei componenti del nucleo, dell’uso del gas (cottura, acqua calda, riscaldamento) e della zona climatica.

In pratica, qui il consiglio è categorico: se il tuo ISEE è vicino alle soglie, aggiornalo. Per molte famiglie il vero “errore” non è non avere diritto al bonus, ma non averlo perché l’ISEE è scaduto o non correttamente rinnovato. E lo sconto, quando spetta, arriva in bolletta senza dover fare domanda separata: il sistema è pensato per essere il più automatico possibile.

Casa: ristrutturazioni ed efficienza energetica sì, Superbonus no (quasi ovunque). La stagione degli incentivi fuori scala viene archiviata: nel 2026 il Superbonus ordinario non è più il perno del sistema. Restano invece le detrazioni “classiche” per lavori in casa: bonus ristrutturazione ed ecobonus con una logica a doppia aliquota. Per l’abitazione principale la detrazione resta più alta (fino al 50%), mentre per gli altri immobili scende (intorno al 36%), con ripartizione in più anni e limiti di spesa definiti. In parallelo rimane anche il bonus mobili ed elettrodomestici collegato a interventi di recupero edilizio, con tetti massimi di spesa e requisiti sulle classi energetiche dei grandi elettrodomestici.

Qui la regola d’oro è una: nel 2026, nella gran parte dei casi, i bonus casa si usano come detrazioni e non come “sconto immediato”. Morale: serve pianificazione fiscale, e conviene ragionare prima su capienza IRPEF e tempi. Chi parte con un progetto senza fare i conti su questo, rischia di scoprire troppo tardi che lo sconto “esiste”, ma non è sfruttabile al 100%.

Stop barriere architettoniche al 75%: si chiude la finestra. La detrazione potenziata per l’abbattimento delle barriere architettoniche (quella al 75%) non copre più le spese sostenute nel 2026: era stata prorogata fino al 31 dicembre 2025 e lì si ferma. Questo non significa che gli interventi diventino “orfani”: per alcune opere si può rientrare nelle detrazioni ordinarie legate alle ristrutturazioni, ma con percentuali e regole diverse. In altre parole: stesso obiettivo (accessibilità), ma con un’altra cassetta degli attrezzi.

Figli e spese quotidiane: carta acquisti, nuovi nati e nido. Sul fronte dei sostegni più “familiari” ci sono tre strumenti che nel 2026 restano centrali. La Carta Acquisti continua a valere 80 euro ogni due mesi per spese alimentari, sanitarie e bollette, ed è rivolta a over 65 e genitori di bambini sotto i tre anni, con paletti stringenti sull’ISEE e su altre condizioni patrimoniali.

C’è poi il Bonus nuovi nati, una tantum da 1.000 euro per ogni nascita o adozione (a partire dal 1° gennaio 2025): nel 2026 resta utilizzabile con soglia ISEE dedicata e domanda da presentare entro i termini previsti. Infine il Bonus asilo nido prosegue con importi modulati: la fascia più alta arriva fino a 3.000 euro annui per ISEE più bassi, poi scende a 2.500 e 1.500 euro al crescere dell’indicatore. Il messaggio è netto: la platea c’è, ma l’ammontare lo decide il reddito “misurato” dall’ISEE minorenni.

Scuola: due novità che pesano (libri e paritarie). Il 2026 porta in primo piano due aiuti dal sapore molto concreto. Da un lato il bonus libri scolastici per studenti delle superiori, pensato per famiglie entro una certa soglia ISEE e gestito attraverso i Comuni (quindi con procedure che possono cambiare da città a città). Dall’altro il contributo fino a 1.500 euro per chi iscrive i figli alle scuole paritarie, sempre con limite ISEE e con perimetro scolastico definito.

Qui conviene muoversi presto: quando la gestione passa dai Comuni, le finestre e i documenti richiesti possono essere molto pratici (ISEE, iscrizione, spese ammissibili) ma anche molto “locali”. Aspettare l’ultimo minuto significa spesso finire in coda — o fuori tempo.

Salute mentale: Bonus psicologo confermato, ma con soglie chiare. Nel 2026 resta il Bonus psicologo, che riconosce un contributo fino a 1.500 euro per ISEE più bassi e importi via via ridotti per le fasce successive. È un sostegno che ha due parole chiave: graduatoria (quando le risorse non bastano per tutti) e tempistiche (validità del beneficio e utilizzo entro i termini). Chi lo richiede deve quindi trattarlo come una pratica “da seguire”, non come uno sconto automatico.

Cosa sparisce davvero nel 2026. Tre uscite sono politicamente e mediaticamente rumorose. La prima: il Superbonus come misura generalizzata non è più il faro del sistema (restano eccezioni in contesti specifici). La seconda: la detrazione al 75% per le barriere architettoniche non copre le spese del 2026. La terza: il bonus sport da circa 300 euro per attività extrascolastiche dei ragazzi (fasce d’età definite) non viene più riconosciuto nel nuovo anno, mentre la prospettiva viene spostata su strumenti/fondi futuri e impostazioni diverse.

Il quadro, insomma, è questo: nel 2026 gli aiuti non scompaiono, ma diventano più “da manuale”. E chi vuole davvero beneficiarne deve fare la cosa meno glamour di tutte — e proprio per questo la più efficace: mettere in fila ISEE aggiornato, requisiti, scadenze e canali ufficiali.

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