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Bertinelli alla guida di CAI Nutrizione: più innovazione e qualità per la zootecnia italiana

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Bertinelli alla guida di CAI Nutrizione: più innovazione e qualità per la zootecnia italiana

Nicola Bertinelli è il nuovo presidente di CAI Nutrizione, la società dei Consorzi Agrari d’Italia attiva nella produzione di mangimi certificati. La nomina, decisa dal Consiglio di amministrazione, segna un passaggio cruciale per un polo che in meno di due anni dalla nascita ha raggiunto un fatturato di oltre 125 milioni di euro e una produzione di 4 milioni di quintali. La sfida ora è rafforzare la distintività dei prodotti italiani, sottraendoli alla logica delle commodities e rilanciando un modello di crescita che unisca sostenibilità, identità territoriale e ricerca tecnologica.

Bertinelli alla guida di CAI Nutrizione: più innovazione e qualità per la zootecnia italiana

Bertinelli, imprenditore zootecnico con un lungo percorso nel settore agroalimentare, non nasconde l’ambizione di imprimere una svolta. «I mangimi rappresentano le radici della terra e devono diventare un plus valoriale per l’intera filiera – spiega –. In un Paese ricco di eccellenze come l’Italia, il mangime certificato non è solo un ingrediente, ma un fattore strategico per rafforzare la qualità dei prodotti DOP e IGP». L’obiettivo dichiarato è puntare su produzioni “sartoriali”, capaci di adattarsi alle esigenze specifiche degli allevatori e di valorizzare anche aree agricole oggi sottoutilizzate.

Filiera corta e territori al centro
Con sedi a Parma e Mantova e stabilimenti anche a Verona e Siena, CAI Nutrizione guarda al futuro con un modello integrato che mette al centro gli allevatori. Non solo mangimi certificati, ma anche assistenza tecnica e servizi dedicati alle venti filiere DOP e IGP a cui l’azienda aderisce: dal latte di alta qualità ai formaggi simbolo del Made in Italy, fino alle carni pregiate. L’intento è costruire un rapporto diretto e trasparente con chi lavora ogni giorno nella zootecnia, rafforzando al contempo il legame con i territori.

L’innovazione come leva competitiva
Il nuovo corso punta forte su ricerca e digitalizzazione dei processi produttivi. Bertinelli intende accelerare l’adozione di tecnologie innovative applicate alla nutrizione animale, con l’obiettivo di migliorare efficienza, sostenibilità ambientale e tracciabilità. Una scelta che risponde sia alle richieste dei mercati internazionali, sempre più sensibili ai temi green, sia alle esigenze dei consumatori, che chiedono garanzie di qualità e trasparenza lungo tutta la catena del valore.

Un mercato in trasformazione
Il comparto mangimistico europeo vale oltre 50 miliardi di euro e l’Italia, con una produzione superiore ai 14 milioni di tonnellate annue, gioca un ruolo di rilievo. La concorrenza però è serrata, soprattutto da parte dei grandi gruppi multinazionali. In questo contesto, CAI Nutrizione rivendica la propria peculiarità: capitale interamente italiano, forte radicamento territoriale e capacità di offrire soluzioni su misura. La nomina di Bertinelli conferma la volontà di competere sui mercati internazionali facendo leva proprio su questa identità.

Le parole del management

«Il contributo strategico di un imprenditore zootecnico come Bertinelli arricchisce ulteriormente la nostra realtà», osserva Alessandra Todisco, direttore generale di CAI Nutrizione. «Il nostro CdA è composto da allevatori che conoscono bene le sfide del settore e che vogliono dare risposte concrete. La nuova presidenza ci aiuterà a consolidare questo percorso e a rafforzare la posizione del gruppo come player di riferimento nella filiera agroalimentare italiana».

La sfida dei prossimi anni

Il rilancio di CAI Nutrizione non si gioca solo sul terreno industriale, ma anche su quello politico ed economico. La valorizzazione delle filiere DOP e IGP è infatti una leva strategica per l’export agroalimentare, che nel 2024 ha superato i 65 miliardi di euro. La qualità dei mangimi incide direttamente sulla competitività di prodotti come Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma o carne Chianina, ambasciatori del Made in Italy nel mondo. «Chi utilizza i nostri mangimi sa che non acquista solo un prodotto, ma partecipa a un progetto di filiera – sottolinea Bertinelli –. È questa la vera sfida per il futuro».

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