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Banco BPM: sindacati ancora all'attacco, l'azienda sfugge al confronto

- di: Claudia Loizzi
 
Banco BPM: sindacati ancora all'attacco, l'azienda sfugge al confronto
La situazione della vertenza che le organizzazioni sindacali maggioritarie tra il personale (First Cisl, Fisac Cgil e Uilca Uil, che si muovono in ottica confederale) hanno avviato con la Banca popolare di Milano sembra ormai destinata ad uno stallo che minaccia di incancrenire il rapporto - peraltro ad oggi inesistente o quasi, limitandosi solo a comunicazioni formali - tra le parti.
Al punto che le tre sigle sindacali, con un comunicato congiunto, accusano il Banco BPM di pretendere da loro, senza che ci sia stata a monte una discussione degna di tale nome, solo una firma in calce ad un accordo che tale non è, essendo tutto ''deciso unilateralmente dall'azienda'' e, quindi, impossibile da accettare da parte di chi rappresenta i lavoratori.

Banco BPM: sindacati ancora all'attacco, l'azienda sfugge al confronto

First Cisl, Fisac Cgil e Uilca Uil contestano fortemente anche la decisione dell'azienda di volere trattare, in un unico tavolo di confronto, più argomenti, quando invece buona pratica dei rapporti tra le parti imporrebbe di ''spacchettarli'' per essere meglio esaminati, uno per volta, a meno un accordo tra le parti. Come è successo a volte in passato, dicono i sindacati.
Nello specifico i sindacati addebitano al Banco BPM di volere trattare, in uno stesso contesto, argomenti diversi, con il chiaro intento di discutere, contestualmente, il nodo più delicato della trattativa, il piano delle uscite, che invece merita una discussione ed un approfondimento specifici. Quindi, la Banca, dicono First, Fisac e Uilca, vuole affrontare il delicatissimo punto del piano delle uscite insieme ad altri temi che meritano, invece, d'essere trattati separatamente.

Come ''inquadramenti per i nuovi ruoli, accordo sui parametri del premio di rendimento che dovrà essere erogato nel 2025, nuovo orario di lavoro, e altre tematiche in discussione''.
Il confronto è stato praticamente fermato dalla strategia dell'azienda, dicono i sindacati, ''con le sue improvvide iniziative unilaterali, con la decisione di non rispettare gli accordi presi per il confronto con le segreterie nazionali e con la sua prolungata e ingiustificata assenza dal tavolo''.
Le richieste e le iniziative dei sindacati (anche con un ricorso alla giustizia) per convocare il tavolo di confronto sono rimaste senza esito, impedendo quindi l'avvio di un negoziato e la possibilità di raggiungere un accordo, dicono First Cisl, Fisac Cgil e Uilca Ui.
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